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aggiornando la guida Michelin. Il punto era: sicure o pericolose, rifugio o trappola.
A detta di Gaia, sicure. Sidney le aveva parlato della cripta, della botola, dell'accesso principale bloccato sotto le macerie. Senza neanche volerlo, l'aveva convinta. Con quattro mura intorno, senza svolazzi di uccelli notturni e affacciarsi di volpi in mezzo alle felci, era senz'altro piu' facile tenere Charlie tranquillo. 
Il cavernicolo era ancora perplesso. Giusto per sport, continuava a declamare la sua Arte della Guerra. Diceva: se ci trovano all'aperto, possiamo ancora scappare, se ci trovano la' sotto, ci tocca difenderci. Nessun luogo vale un assedio.
Sidney non lo stava a sentire.
Charles Bronson inghiotti' il lampo di una lucciola. 
Gaia armeggiava col cellulare.
- Prende? - chiese il cavernicolo. 
- Ancora no.
- Cosa facciamo? - domando' Sidney.
- Intanto entriamo. Voglio fare un tentativo. Ce l'avete una mappa dei sentieri?

"Dobbiamo ammazzarlo". Marcio ripercorse la frase finche' il crepaccio del pronome non gli si spalanco' dinanzi. Doveva scoprire cosa c'era sul fondo, ma temeva di sporgersi troppo e cascarci dentro. Di affacciarsi sull'orlo e trovarsi riflesso, nell'acqua cristallina di un fiume sotterraneo.
Brutto segno. Era la prima volta che la coca gli dava certe allucinazioni. 
Doveva fare qualcosa. Doveva agire, prima che la psicosi impregnasse i neuroni. 
Un'idea ce l'aveva. Fanculo quei due che non l'avevano ascoltato.
Raccolse una grossa pietra. Sfondo' il finestrino del fuoristrada. Alzo' la chiusura, attento a non tagliarsi.
Dentro. Giu' il freno a mano. Via la marcia.
Fuori. Dietro. Una bella spinta. Un'altra.
Dai, Marcio. Chi e' che vogliono ammazzare? Spingi, bello. Dai. Col cazzo che lo ammazzate. Carena Manuel detto Marcio e' fon-da-men-ta-le. Guardate qui. Guardate come risolve la situe'scion. Date un'occhiata, invece di chiacchierare.
Il fuoristrada scivolo' in avanti di un paio di metri e ando' a conficcarsi contro un abete.
Il paio di metri erano sufficienti. La Panda poteva passare.
Onde evitare sorprese, Marcio apri' il coltellino svizzero e lo affondo' nei pneumatici. 
Ottimo lavoro.
Non visto, si concesse un dito a culo all'indirizzo degli altri due.
Poi li chiamo' con un fischio.
Dimenticando, nell'eccitazione del momento, di non saper fischiare.

Carta topografica, pendolo, matita. 
Gaia ci sa fare. Lavora di fino, alla luce tremula delle torce. Obiettivo: localizzare gli inseguitori, prima di chiuderci la' sotto.
Se sono tornati indietro, tanto vale uscire, provare a raggiungere il paese, ripensare il piano.
Se vengono a piedi per la mulattiera, con tutti i tornanti, abbiamo almeno un'ora di tempo. Tempo magari per scendere nel bosco, trovare campo per il telefono, chiamare rinforzi. Tempo per inventare qualcosa.
Se stanno arrivando, bisogna spegnere le torce, barricarsi subito e incrociare le dita.
Sulle prime, qualunque rabdomanzia pareva impraticabile. Troppi pochi elementi. Non sappiamo come si stanno muovendo, se a piedi o con altri mezzi. Non abbiamo nulla che gli sia appartenuto, da usare come esca per il pendolo. Non abbiamo foto, dagherrotipi, cianografie. Per fortuna, abbiamo Sidney.
- Va bene anche disegno? - ha domandato con un mezzo sorriso, appena afferrata la questione.
Cosi' adesso abbiamo questi tre identikit in stile afro-cristiano che guidano il pendolo nelle sue oscillazioni. Pare che Sidney sia specializzato in icone. I suoi cristi con treccine, sguardo bizantino, aureola dorata e sfondo di giungla sono molto richiesti dai parroci di Lagos. 
Risultato: Dio ha i capelli bianchi, il naso schiacciato e la maglia del Barletta. Jesus gli occhi piccoli, una voglia sotto la mascella e il taglio alla Litbarski. Lo Spirito Marcio e' un po' stempiato, senza collo, barba sfatta e sguardo elettrico. 
La Santissima Trinita' di Castel Madero.
Gaia riesce a isolare un quadrante di cinque centimetri per lato. Poco piu' di un chilometro. Il quadrante e' cruciale: quasi
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