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nuovo la pistola sparo'.
Il fuoristrada sterzo' improvviso. Mahmeti pesto' il freno. L'auto fece ancora trenta metri e un mezzo testacoda. Mahmeti si volto' a guardare, sputando chewing-gum di fango.
Il fuoristrada non era fuori strada. Aveva svoltato in mezzo al bosco. Mahmeti corse. Raggiunse il punto dove l'aveva visto sparire. Le luci rosse si allontanavano, risalendo una mulattiera. Mahmeti sparo' per ingannare l'attesa. Il bersaglio era gia' troppo distante.
In quel momento, i fari della Panda spuntarono dalla curva. Il capo fece segno di fermarsi, sali' a bordo, indico' un punto nel buio.
L'auto riparti' sobbalzando come un dromedario, ma molto piu' lenta di qualsiasi quadrupede. Le pietre della mulattiera erano troppo anche per la 4x4. 
Serviva una buona idea. Una delle solite. Di quelle che avevano permesso a Caffelatte di diventare Mahmeti.
Due minuti piu' tardi, i fari dell'auto illuminarono la sagoma del fuoristrada. Piantato di traverso da un parte all'altra della mulattiera. 
Mahmeti capi' subito che non si trattava di un guasto. 
Capi' che il nemico ragionava piu' in fretta di lui.
Se ragionava anche bene, erano guai per tutti.

Eccoli. Spengono il motore, scendono, discutono. 
Gaia si chino' sul ciglio del sentiero, uno scivolo di sabbia e arenaria modellato a gradini dalla mano dell'acqua. Carezzo' la testa di Charles Bronson, la accosto' alla propria. Cerco' di tranquillizzarlo. Fargli capire che non doveva abbaiare.
- Sicuri che funziona? - bisbiglio' il cavernicolo.
- No. Hai un'idea migliore? 
- Io mi infratterei.
- Adesso? Se esci dal sentiero ti sentono fino in paese.
- Fermiamoci, allora. Meglio il bosco che quattro mura.
- Oh, ma li hai visti dove sono? Manca poco che se hanno una pila ci vedono anche da li'. 
- Dovevamo infrattarci prima.
- Si', e Charlie? Glielo dicevi tu di star zitto?
- Te l'ho detto: per me se ne tornava da solo. Qualunque cane sa tornare a casa. Quelli tosti, avvertono pure qualcuno.
Lo sguardo di Gaia lo sfido' a ripetere il concetto. Il cavernicolo la fisso' dritta negli occhi. Sorrise, tanto gli parvero grandi.
- Facevo giusto per ripassare, eh? Se dite che siete convinti
Gaia ne aveva abbastanza. Giro' sui tacchi e riprese il sentiero, attenta al frusciare di ogni passo.
Il cavernicolo si volto', in cerca di comprensione.
Sidney lo afferro' per le spalle, lo fece ruotare su se' stesso e lo piazzo' sulla retta via come un automa di latta.


46.  Castagna western

Giustizia e' fatta. Proprio come nei film. 
Ombre di cavalieri in fila lungo il crinale. Sfondo stellato. Vento sottile a inclinare gli abeti.
Al centro del drappello, legati sullo stesso cavallo, due fuorilegge, schiena contro schiena,. Sconfitti.
In fondo al sentiero le prime luci del paese.
Lieve scalpitare di zoccoli, mezzo nitrito.
Musica di Morricone e titoli di coda.
I rumeni del maneggio li accolsero con ampi sorrisi. A giudicare dalle facce, Lady K li aveva portati lontano. Brandelli di cervello si erano smarriti sulla via del ritorno. Il piu' basso dei tre aveva un taglio fresco sulla mandibola. Probabile non ricordasse nemmeno come se l'era procurato.
Presero in consegna i cavalli. Li riportarono nelle stalle. 
Tornate quando volete. Tornate presto. Portatevi dietro Lady K. 
I Giustizieri recuperarono le auto. Taverna si porto' a casa il Giando, per medicargli la ferita. Gli altri proseguirono. Il taglio della donna poteva aspettare. 
Arrivati alla stazione dei carabinieri, parcheggiarono di fronte alla cancellata. 
Casale accese il cellulare e compose il numero. Dall'altra parte, la voce giovane di un ragazzino di leva. Vai con le spiegazioni.
- Mi chiamo Yogur Casale e ho qui due dei famosi Tagliadita, qui con me. Li abbiamo beccati in fragrante e ve li abbiamo portati. Siamo qua fuori, di fronte al cancello. Se volete venirveli a prendere
Il ragazzino disse di attendere. Casale rinfodero' il cellulare. Fece una leggera torsione e sparo' in faccia ai prigionieri con la
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