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troglodita che vuol essere sexy, ospitale e altruista. Ma c'e' dell'altro. Non dico che il sottoscritto sia innamorato di questa fata, pero' farebbe di tutto per averla vicino, no? Oltre non ti puoi sbilanciare. L'eremitaggio non aiuta un'analisi lucida dei sentimenti. Tempeste ormonali si scatenano in un bicchier d'acqua. Fatto sta che quella arriva e dice okay, il piano uno non ha funzionato, dice, ma ho qui pronto un piano due che fa proprio al caso nostro. 
- Nostro? In che senso "nostro"? 
Fa finta di non sentire e comincia a spiegarti che Sidney le ha detto che stasera, venerdi', lui provera' a lasciare aperto un cancelletto laterale nella recinzione del canile. E gia' questa cosa che Sidney e la fata si mettono d'accordo senza coinvolgere il sottoscritto non e' che mi fa tanto piacere, voglio dire, se non era per te quelli manco si conoscevano e adesso invece fanno comunella e organizzano piani. E oltre questo cancelletto, ci sara' aperto pure un vasistas e li' vicino una scala, lunga abbastanza per salire su, entrare nel capannone, trovare Charles Bronson e portarselo via. Il tutto senza che nessuno si accorga di nulla perche' stasera, venerdi', il personale del canile sara' impegnato in un'altra faccenda, di cui non sappiamo nulla, ma sappiamo che nessuno ci verra' a disturbare, se promettiamo di fare pianino e starcene zitti e quieti e non ficcare il naso in quell'altra faccenda.
- Ma siamo proprio sicuri? 

- Sicuri. Sidney dice sicuri.
Almeno da quel che Gaia era riuscita a capire. Spizzichi di inglese. Bocconi di italiano. Gesti. Come faceva a essere sicura? Che glielo domandasse lui, se teneva alle certezze. Tanto era inutile. Sidney non ne voleva parlare, scuoteva la testa a ripetizione e gli venivano due occhi come se qualcuno stesse per mangiargli il cuore. Ma a guardarli bene, anche gli occhi del cavernicolo non scherzavano niente. Agli albori, c'erano supereroi tutti d'un pezzo, stile Batman. Poi, supereroi con superproblemi, modello Uomo Ragno. Adesso, l'ultima frontiera: il supereroe cagasotto. La societa' dell'incertezza si specchia nei suoi paladini. 
Detto questo, Gaia non era da meno. Se la fifa facesse ingrassare, poteva riciclarsi come donna cannone.
- Ci sei? - domando' all'ombra che le passava di fianco.

- Andiamo.
Senti qua che tono di voce deciso. Dove hai imparato a bluffare cosi'? 
Si scende dal fuoristrada e si sale a piedi, senza torce ne' niente, in una notte troppo calda per questa stagione. Campane di fondovalle battono le undici. Nuvole scorrono alte come messaggi dal cielo. La strada e' un bianco neon polveroso, acceso dai raggi di luna. 
Rumore di auto qualche curva piu' sotto. Aggrappati alle ginestre, risaliamo la scarpata fino al margine del bosco. Due grosse berline, forse station wagon, a fari spenti.
Deve aver a che fare con il mistero di Sidney. 
- Tagliamo per il bosco?

Gaia annui'. 
Una spina piantata sotto l'unghia le impediva di aprire bocca senza ululare bestemmie.
Cerco' di succhiarla, di squizzarla, di tirarla via. Intanto avanzava, sperando che la paura restasse incagliata tra i ginepri.
O forse no. Forse non le dispiacevano quelle dita gelide appoggiate sulla nuca. Piccole dosi di morbo diventano vaccino. Paura liofilizzata e diluita te la propinano ogni giorno, dentro qualunque sbobba. La mandi giu' a chili e nemmeno te ne accorgi. Ti ingozzi fino a scoppiare e non sai nemmeno  che sapore ha.
In Giappone mangiano certi pesci dal veleno mortale. Piatto raffinatissimo. Cinque anni di pratica per imparare a servirlo. Il sapore del veleno deve pizzicare la lingua. La lingua, il giorno dopo, deve poterlo raccontare. I ristoranti di Shibuya contano molto sul passaparola. 
Gaia non era coraggiosa. E nemmeno amava il rischio. 
Stava facendo una puttanata, ma esserne fiera le piaceva lo stesso.
- Perche' ti fermi?

- Ssssh.
Il cancello principale del canile e' aperto per meta'. Voci in avvicinamento. Devono aver lasciato l'auto nel prato qui sopra. La luce di una
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