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atterra non ci siano alberi, rocce, ostacoli. Raggiungere se possibile l'ultima carrozza del treno Oh, maresciallo: ma una volta che ho fatto 'ste cose, non sara' che il delinquente e' gia' scappato? A meno che pure lui non s'e' letto il libro e perde tempo con la cintura, il giubbotto e la carta igienica sotto la maglietta.
Il maresciallo Martelli si limito' a scuotere i ricci e a indicare  lo spiazzo di fianco all'ambulanza. L'altro scalo' marcia e parcheggio'. Due barellieri trasportavano il corpo di Sardena. Era conciato male. A giudicare dalla faccia, ci aveva sfondato il parabrezza. A giudicare dal furgoncino, se l'era cavata con poco. Appoggiato col tettuccio al tronco di un abete, pareva una stele d'acciaio e lamiera, eretta da qualche setta tecnologica, col cofano piantato nell'erba, e le ruote posteriori agganciate ai rami bassi.
- Vedi uno cosi'? - osservo' il maresciallo - Andava troppo forte e ha perso il controllo. Se sapeva come rallentare, strisciando la fiancata sulla scarpata di destra, a quest'ora era tutto intero. La sopravvivenza non e' istinto. E' scienza.
- E' scienza, maresciallo. 
L'appuntato si fece un giro intorno al furgoncino. Dagli sportelli dietro usciva una valanga di scatoloni.
- Ma se voleva frenare, non bastava che se la prendeva piu' calma? - domando' quasi a se' stesso, mentre frugava tra i cartoni. Un paio s'erano sfondati nell'impatto.
- E questo che e'?
La mano dell'appuntato sollevo' un cappio di fil di ferro e uno strano congegno a incastro tenuti insieme da una bava da pesca.
- MarescialloVenga un po' a vedere.


40. Medioevo 2000

Tutto pronto.
Pitbull. Cavalli. Lance e corni da caccia. 
Al noleggio cani ci pensava Taverna, il veterinario. Gratis et amore dei. Quelli del canile, ogni tanto, ci andavano giu' pesante. Il dottore chiudeva un occhio sui lividi piu' grossi. Ne chiudeva due sulle ferite da ricucire. 
Quale che fosse lo scambio, Yogur Casale se ne infischiava.
Rinaldi scese dall'auto e gli ando' incontro eccitato.
- Allora? Vado con la novita'?
- Dopo, Rino. Le novita' mi rovinano la mira.
Per le lance c'era un rigattiere di Ponte. Le ritagliava da vecchie cancellate. Grattava via la ruggine, bilanciava il tutto e non faceva domande. Tanto meno andava in giro a parlare. Rinaldi lo aveva incrociato un paio di volte sul pianerottolo delle ucraine. Bastava quello a tenerlo per le  palle. 
Quale che fosse la ragione, Yogur Casale se ne infischiava.
- Guarda che e' una bomba, eh? Ti dico
- Dopo, Rino. Dopo.
I cavalli non erano un problema. Telefonata al maneggio Cinque Cerri. Prenotazione. Quattro per l'intera mattinata. Solo che a galoppare nel bosco, tra rami bassi e cespugli, c'era il rischio di qualche graffio di troppo. Per quello il Giando si era dato da fare. Aveva scovato uno stock di finimenti medievali nel magazzino comunale di Castello. Risalivano all'ultima Giostra dei Briganti, antica disfida messa su nel '94 per affollare di turisti qualche stand gastronomico. Poi una freccia scagliata male aveva centrato l'occhio di un bambino. Tanti saluti alla giostra e ai prodi balestrieri. 
Le bardature non erano niente male. Cuoio spesso un dito e colori sgargianti. Un tocco scenografico a tutto l'insieme. Pare che il Giando le avesse avute sottobanco. In cambio: dosi di ketamina, anestetico per cavalli con effetto dissociativo, molto apprezzato da un usciere ventenne. Inutile dire che il prezioso farmaco proveniva dalle scorte di un certo veterinario. Cucinata nel forno di casa per ottenerne cristalli, ridotta in polvere con un macinino da sale grosso, tagliata con efedrina. Pronta da sniffare in righe di pochi centimetri e precipitare chiunque in fondo al magico K-hole.
Quale ne fosse  l'origine, Yogur Casale se ne infischiava. Ci metteva i corni da caccia, lui, uno a testa, direttamente dalla collezione personale di attrezzi della civilta' contadina.
Ma soprattutto, ci aveva messo l'idea.
Lui, Taverna, Rinaldi e il Giando. I quattro cavalieri
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