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tra Pinta e il nigeriano? - si domando' il Marcio esplorandosi l'orecchio con l'unghia del mignolo.
Tra il nigeriano che li avrebbe senz'altro sputtanati e Pinta, che non voleva convincersi del problema?
Tra il nigeriano che doveva morire la notte prima sotto un cumulo di sassi, muschio e cespugli e  Asturri Adelmo detto Pinta, l'unico che conosceva le valutazioni dello stesso Marcio a proposito del negro e dei suoi amici?
Tra quel nigeriano che invece era comparso li' fresco come una rosa e si era messo a pulire per terra come tutte le mattine e Pinta, che non voleva credere in una sua possibile azione di sputtanamento, ma che era perfettamente al corrente - ed era l'unico ad esserlo - delle valutazioni in proposito del qui presente Carena Manuel detto Marcio, lo stesso Pinta che gli lanciava un'occhiata furtiva, condita da impercettibile cenno d'intesa, e poi spariva nello stesso istante che il negro redivivo si affacciava nella stanza?
L'effetto paradosso era gia' finito, sepolto da una slavina di interrogativi.
Il Marcio digrigno' i denti. Piu' zoppo che mai, si diresse verso l'uscita per prendere aria. Il maestoso ring acquario aveva smesso di eccitarlo, trasmettendogli soltanto claustrofobia.
Passando davanti al nigeriano, sputo' sulle mattonelle un grumo di catarro.
Sidney fece finta di niente e lo assorbi' con lo straccio bagnato. Doveva finire la stanza entro le undici, poi andarsi a cambiare per lo sparring col lupo. 
Pochi istanti prima, un cenno di Pinta gli aveva confermato l'appuntamento. 


38. Eco dei boschi

- Non per cosare, eh, Blanco, ma qui dice che le vittime dei cinghiali pazzi sono gia' quattro, capito? e i cosi ammalati  dice almeno sette.
- E allora? Paura che ci rubano il lavoro?
- No, no, pero' dice che vista la situazione, dice che anche l'Oasi di Monte Budadda verra' aperta alla caccia, prima o poi, perche' altrimenti i cosi malati si rifugiano li' dentro e coso.
- Bene. Vorra' dire che a Monte Budadda ci apriamo la caccia anche noi.
- Pero' a questi gli tagliamo la mano - intervenne Zanne d'Oro - Cacciare nell'oasi e' piu' grave.
- Si', d'accordo - concesse Bianco - Ma non facciamo confusione. Il nostro segno di riconoscimento e' il dito. Ci vuole coerenza.
- Senti, Blanco - domando' Erimanto - Perche' piuttosto non cosiamo gli struzzi?
- E dai con 'sti struzzi. Qui consegnano i boschi alle doppiette e lui pensa agli struzzi.
- Ma vedi Blanco, almeno con quelli vai sul sicuro. Invece questa cosa dei cinghiali, non so, io mi sento pure un po' in colpa.
- In colpa di che? - domando' Zanne d'Oro storcendo la bocca.
- L'avete detto voi che 'sti cinghiali si sono cosati coi pastoni dell'allevamento. Eh, va bene, e chi e' che li ha tirati fuori, dall'allevamento?
- E questa sarebbe la colpa? Gliele ho messe io le schifezze nei pastoni?
- Beh, certo che no, pero' se non c'era qualcuno che li andava a liberare, non c'erano nemmeno i cinghiali pazzi in giro, e senza quelli in giro nessuno andava a cacciare nell'Oasi, con tutto che adesso finiranno per sparare magari a un cervo o a un pettirosso o a coso.
- Che ci provino: e' la volta buona che gli tagliamo la mano!
- Ma anche tu sei fissata con questa cosa della mano! - esclamo' Bianco - Non e' che c'e' sotto altro? Poi, scusa, Erimanto: i cinghiali dell'allevamento li usavano gia' i cacciatori, per ripopolare. Sono loro che han fatto partire l'epidemia! E comunque, per il momento, niente mano e niente Oasi. Dobbiamo beccare il cavernicolo.
- Eh, a proposito. Qui dice che l'altra notte i carabinieri stavano facendo un sopralluogo e dice che hanno trovato la Grotta da Lustro distrutta da una frana.
- Distrutta? E il cavernicolo?
- Qua non ne parla.
- Ma voi siete sicuri che era la grotta giusta?
- SicuriAbbiamo preso il Catasto delle cavita' naturali, ne abbiamo cosate una decina e quella era l'unica con i sacchi a pelo e coso.
- Quand'era che avete lasciato il messaggio?
- Tre sere fa.
- E se non l'ha visto?
- Pazienza. Andiamo
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