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cambiato la vita. 
Al massimo ci si poveva collegare al sito della band, e scambiare opinioni con fini intenditori, capaci di mettere a confronto Blissard con It's a love cult. A questo proposito, ritengo che l'invenzione di un computer portatile alimentato a dinamo - un'ora di pedalate per una e mezza di attivita' - porterebbe grosso giovamento al futuro di noi trogloditi, spesso dispersi tra vallate lontane, coi passi resi inagibili dalla neve. Se Babilonia puo' farci questo regalo, un minuto prima di suicidarsi, promettiamo di moderare i toni, quando racconteremo ai nostri figli di auto, petrolio e acqua potabile per pulirsi il culo.
Sperando che i Motorpsycho stiano dalla nostra, e vengano a fare un concerto, di quando in quando, al tempo del disgelo. Allora scenderemo a valle, da grotte e capanne, e balleremo insieme per una notte intera e al posto del palco ci sara' un fuoco enorme, e le fiamme lambiranno le cime degli abeti, e le ragazze saranno tutte piu' belle di come le ricordavamo all'inizio dell'inverno. E nessuno sara' triste, se i Motorpsycho resteranno bloccati sul San Gottardo, perche' Milvio si sara' costruito una chitarra, e Greta un flauto col sambuco svuotato, e Zelmo raccontera' del fulmine caduto a pochi passi dalla sua baracca. Le notti da una diventeranno tre, le coppie otto dalle quattro iniziali, e qualcuno decidera' pure di fermarsi li', che le terre vicino al fiume gli sembreranno piu' grasse, e gli alberi piu' radi, e il cielo piu' spazioso per stivare desideri.


Dieci alle nove. Inutile farsi illusioni. Gaia aveva sforato. 
Il fuoristrada avanzava a marce ridotte, aggrappandosi con le ruote scolpite ai lastroni della mulattiera. Eserciti di ortica tentavano di sbarrargli il passo, mentre i roveti allungavano tentacoli spinosi, troppo sottili per poterlo trattenere. L'ultimo mezzo a motore doveva essere passato non meno di dieci anni prima. 
Quando sbuco' sul piazzale erboso della vecchia pieve, il cavernicolo era li', di spalle, intento a zappare e a dissodare il terreno. Non si accorse di nulla. L'udito da supereroe aveva bisogno di una revisione.
Gaia parcheggio' di fianco al rottame arrugginito di un'auto, modello irriconoscibile, che qualcuno aveva trascinato fin li' e poi bruciato, per gioco o necessita'. Sopra la carcassa, le chiome dei cipressi erano come caramellate.
Due passi piu' in la', dietro l'angolo della canonica, un cinghiale col muso da facocero affondava le fauci in un vecchio lavandino strabordante di mele. 
Il cavernicolo continuava a zappare. Movimenti ritmati, quattro quarti rock da far invidia a un metronomo. Carica, affonda, strappa, raccogli. Gaia si avvicino' attraverso lo spiazzo. Arrivata a cinque metri, noto' un paio di cuffie, piantate nelle orecchie dello zappatore.  Raccolse un sasso e glielo lancio' in mezzo alle scapole. Il cavernicolo si giro' di scatto, brandendo la zappa come una clava. Vide Gaia, capi' che voleva parlargli, lascio' scivolare le cuffie sul collo e l'arnese in mezzo all'erba rachitica. 
- Complimenti! Vedo che almeno il facocero e' stato avvertito del trasloco.
E lui: - Beh, sai, per quanto il sottoscritto non sia vincolato dal giuramento di Ippocrate, sento comunque una certa responsabilita' nei confronti
-  Responsabilita' un corno. E' da stamattina  che vi cerco, te e il tuo amico. Mi serve una mano per quella faccenda di Charlie. Posso contare sul mio supereroe preferito o e' troppo impegnato a curare i pazienti?
- No, macche', direi di si', dipende
- Dipende? Come dipende? Dipende da cosa, oh? Batman non dice: 'dipende'. E nemmeno quel nazista di Capitan America. Una povera ragazza indifesa ha bisogno del tuo aiuto e tu le rispondi 'dipende'!
Il cavernicolo alzo' gli occhi e chiese consiglio alle nubi.
- Va beeene, non dipende, mi sono sbagliato. Pero' anche tu: arrivi, mi tiri un sasso, mi fai le domande a bruciapelo mentre ascolto il mio gruppo preferito
Lei sorrise: - Si', guarda, lasciamo perdere. Prometto di non rinfacciarti il
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