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lascia commuovere come un fesso - o come un santo - e li accoglie per una notte nel tepore della sua tenda. 
Tanto per dire che un po' di vita eterna il buon Dio gliela doveva da tempo.
Un altro genere di affreschi, invece, ricopre da capo a piedi le pareti della vecchia canonica.
Sul muro di cucina, a fianco di una credenza sopravvissuta ai saccheggi, c'e' ancora un calendario del 1986. Apri uno dei cassetti e ci trovi un pacchetto di figurine della Coppa del Mondo. Il bimbo che lha dimenticato avra' quasi trentanni, ma sarebbe contento lo stesso di trovarci Zaki Badou e completare lalbum. 
Se l'avessero trovato certi fantasmi, il portiere della nazionale marocchina, a quest'ora stava appiccicato su una finestra, come nume tutelare, o sopra una bruciatura di sigaretta in qualche giacca sintetica. Ma non hanno avuto tempo di cercarlo, quei fantasmi, i primi a ripopolare la canonica dopo l'abbandono. Arrivavano col buio e col buio ripartivano. Invisibili, per non rompere lincantesimo e svanire per sempre. 
Poi di case vuote da abitare ne hanno scoperte altre, piu' comode, lungo la strada. Ce ne sono sempre di piu', da queste parti. I lavori per la ferrovia non piacciono a nessuno.
La canonica della pieve e' rimasta di nuovo sola. Per terra: vestiti, cartacce, scarpe spaiate, fogli di giornale, arnesi, buste affrancate. Fossimo a New York, finirebbe tutto in un museo, ma siamo a Castel Madero, e invece della Statua della Liberta' abbiamo una riproduzione in gesso della Madonna di Lourdes. E allora questa rimane spazzatura, sul pavimento sudicio di un rudere abbandonato.
Mesi dopo il secondo esodo, sono arrivati gli alunni dell'Istituto Tecnico di Ponte. Trenta chilometri di motorino per fumarsi qualche canna, sfasciare vecchi mobili, scopare su materassi ammuffiti, marchiare il territorio con spray e pennarelli.

Lara e Marisa troie.
Marco T.V.T.B.
Dove sono i carnacci?

Passato l'esame, un manipolo di periti e' diventato satanista. Trenta chilometri sull'auto di papa' per fumarsi qualche canna, celebrare messe nere, scopare sugli altari, annerire i muri col fumo di piccoli fuochi, scriverci sopra col coltello.

Chi entra muore.
Questo e' il santuario di Satana. La tua anima e' fottuta.
666, the number of the best.

L'edificio ha assunto un aspetto lugubre. Gli altri studenti si sono spaventati. I genitori di alcune ragazze si sono spaventati. I genitori di alcune ragazze hanno chiamato i carabinieri. I carabinieri hanno piantonato la pieve giorno e notte per un paio di settimane. Hanno proceduto a una serie di fermi. Hanno fatto qualche interrogatorio. Il giornale locale ha descritto i periti di Satana come "una congrega di maniaci assettati di sangue, dediti alla violenza e allo stupro". Due mesi di fuoco, legna bagnata e niente arrosto. La messa nera e' finita.  I satanisti sono andati a stare lontano e l'auto di papa' non e' piu' a disposizione. 
San Cristoforo al Bosco e' diventato un posto horror. Un posto da evitare. Il posto preferito per le prove di ardimento di un gruppetto nazi.
Scritte in vernice rossa, questa volta. Su muri neri di fumo graffiati col coltello. Su scritte a pennarello grosso, verdi, fucsia e blu. Su strisciate di matita colorata nelle vecchie aule di catechismo.

Quando venite qua non dovete aver paura di Satana, ma di noi. SS.
Juden Raus. pure.
Ne' USA ne' Cina. Nazifascismo.


I Motorpsycho assalteranno le orecchie con le chitarre tra i denti, senza che nessun altro possa ascoltarli, ad eccezione del bosco e di una poiana nel cielo di marmo. Dicono che la musica non ha senso, se ti lascia da solo. Stessa cosa per i libri, le felci bollite allo sciroppo d'acero, le idee che ammuffiscono sotto la scatola cranica. Un potenziale argomento a sfavore, per questi primordi di civilta' troglodita. Dovrei forse togliermi le cuffie, e chiedere ai cipressi cosa gli va di sentire?
Dove stavo prima, a conoscere i Motorpsycho eravamo in tre. Non posso affermare che questa condivisione mi ha
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