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diceva. "Venerdi' notte. Villa Rivalta"
I due apprendisti fornai avevano memorizzato luogo e data.
Poi avevano improvvisato il rituale e sgozzato il gallo. 
Le ragazze c'erano state quasi subito.

Per la conformazione carsica del terreno, rigagnoli rossi sgorgati dal collo del pollastro erano confluiti in una piccola conca, che gia' trecento anni prima aveva fatto da recipiente per il sangue del bandito Scardazzo.
Decapitato pure lui, la testa esposta su un palo, lungo la strada per la Locanda in Fiamme. Si diceva fosse bellissimo, con volto angelico e occhi di demonio, ma le donne accorse la' sotto non ebbero modo di verificare. La grossa pietra usata dai traditori per colpirlo nel sonno, gli aveva sfondato il cranio.
Traditori, chiaro, perche' le milizie del capoluogo, comandate dal Preside Giuseppe Zanca, lo braccarono senza successo dalla primavera all'autunno dell'anno di grazia 1668, e poi, svernate a bassa quota, di nuovo con maggior vigore fino alla Pasqua successiva.
"Vivevasi nella provincia in grande aspettazione - scrisse il Palmizi - delle operazioni dello Zanca, che risalito infine alle montagne si immortalo' con una vera prodezza, non gia' cimentandosi co' banditi, ma demolendo e bruciando Cafaggio, Monforte, Solagna, Verano, San Nicola, Piantalascia, Le Stole, Cesa Grande e Rubiata, in breve tutti i villaggi del Castelmadero, ad eccezione delle chiese, con l'ordine di ammazzar muratori, falegnami e quanti mai contribuissero alla proibita ricostruzione".
La distinzione tra acqua sporca, pesci e bambini che fanno il bagnetto era troppo sottile per il Preside della Milizia.
Per oltre due anni la popolazione della zona subi' la legge dei militi, che mangiavano a sbafo e insidiavano le donne. Nel 1671, infine, un gruppo di cinque - tra contadini e pastori - stanchi della situazione, imbocco' il sentiero per la Grotta da Lustro. Attesero nella penombra il ritorno del bandito. Lo uccisero a tradimento, mentre sognava di sesso con la moglie dello Zanca.

Con intenzioni simili, Yogur Casale aveva radunato una squadra di sette uomini, armati di fucili e bastoni, e gia' da una settimana perlustrava le macchie.
Subito prima della volpe, in ordine rigoroso, furono questi i penultimi a entrare.
Dopo un pomeriggio di ricerche infruttuose, avevano deciso per una visita al famoso cavernicolo. Quello che invitava i bastardi a deporre le armi e a mettere su una comune di naturisti. La decisione non era improvvisata - passavamo di qua e abbiamo pensato di. Yogur aveva un piano. Il piano consisteva nell'usare Neanderthal come esca. L'esca doveva attirare i Tagliadita con ulteriori proposte. L'esca non poteva rifiutarsi: se lo faceva, stava con quegli altri. L'esca era in trappola, ed era trappola essa stessa. Geniale.
Sicuri del piano, Yogur e i suoi non avevano previsto che il cavernicolo poteva non essere in casa. Ne' avevano previsto di trovarci un gallo sgozzato, moccoli di candela e sangue dappertutto.
- Per me e' una messa nera.
- Cazzo dici? Le messe nere si fanno in chiesa.
- Ah, beh, se sei esperto
- Lo sanno tutti, da'i.
E Casale:- Guardate qua - Il raggio della torcia illumino' caratteri a carboncino su un pezzo di compensato. Una decina d'occhi si affollo' per guardare. Una mano lo sollevo' da terra. Casale prosegui': -  Quello li ha chiamati, loro sono venuti, non l'hanno trovato e gli hanno lasciato un appuntamento. 
- E 'sto casino? - chiese Rinaldi che non capiva.
- E' una firma.  Per far capire che sono loro: sangue, animali, riti. Probabile che c'e' sotto un qualche significato, il gallo, i segni sul muro, i goldoni, non so, qualcosa che Neanderthal capisce senz'altro, perche' pure lui dev'essere di quelli che adorano il bosco, e bevono il sangue degli uccelli e si scopano i buchi fatti per terra
- Cosa si scopano?
- Lascia perdere, Giando. La cosa importante e' che siamo arrivati al momento giusto. Lui non sa niente. Noi si'. E loro non sanno che noi sappiamo. 
- E quindi, scusa? Tutto il discorso di
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