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convincere una frana a seppellirli, strangolarli col solito laccio - se gli riusciva di montarlo - avvelenarli con qualche fungo, farli mangiare dai cinghiali pazzi, se possibile.
Ora il dubbio era: perche' la ragazza lo aveva preso di mira? Solo perche' l'aveva fissata una volta di troppo? Oppure sapeva qualcosa, e faceva per innervosirlo, costringerlo a un passo falso, come il tenente Colombo?
Mentre il Marcio si interrogava, Gaia non smetteva di osservarlo, dall'altra parte del tavolo. Lo osservava sistemarsi i capelli, lisciandoli sulle tempie e sulla nuca. Lo osservava controllare l'ora sul Rolex taroccato. Lo osservava tirare su col naso, massaggiarsi le narici tra pollice e indice, annusarsi il palmo della mano. Lo osservava girare lo sguardo intorno, con affettata noncuranza e spazzolarsi la forfora dalle spalle della camicia. Lo osservava bere birra, un sorso ogni venti secondi, per darsi contegno e impegnare le mani. 
Eppure, a dispetto di tanto guardare, si accorse del ciondolo solo quando il cocainomane allungo' il braccio per offrirle una sigaretta.
Il ciondolo pendeva da una bracciale d'oro sul polso sinistro. Roba da papponi. 
Il ciondolo rappresentava Jim Morrison, cosi' com'e' immortalato sulla stele funeraria del Pe're Lachaise.
Jim Morrison, Freddy Mercury, Kurt Cobain, Jimi Hendrix. 
In regalo ogni settimana con La grande enciclopedia del rock, a fascicoli. Busti in piombo dei piu' famosi musicisti scomparsi. Non proprio di buon auspicio. La serie si era fermata a quei quattro. La grande enciclopedia non era andata oltre B, Blondie.
Gaia ricordava la sfortunata pubblicazione dai tempi della libreria. Ricordava di averne ordinate cinque copie, all'inizio inizio. Di essere presto scesa a tre. Per poi arrivare a una sola con il quarto ed ultimo fascicolo. Morale: in tutta Castel Madero, l'unica acquirente della grande enciclopedia era anche l'unica che la smerciava. Non c'erano altre edicole, ne' chioschi. I santini rock non potevano essere molto diffusi, in paese. Gaia non dubitava di essere anche l'unica a possederli.
E quello con Jim Morrison stava attaccato al collare di Charles Bronson, a suo modo un fanatico dei Doors. Bastavano due accordi di Manzarek per mettergli in moto la coda.
Gaia spalanco' gli occhi, lascio' che fuoco e fiamme uscissero dalla finestra accostata, e con uno scatto della mano afferro' il polso del Marcio.
- Carino questo! Chi e', Che Guevara?
- Macche' Che Guevara. Questo qui e' Jim Morrison. Che Guevara portava il berretto.
- Aaah, non dire cazzate. - lo schifo' Gaia, e sempre tenendolo agganciato per il polso, convoco' la ragazza dei tabacchi - Mindy, scusa un attimo, puoi venire?
Quella appoggio' il Codice di diritto qualcosa e si diresse ancheggiando verso il tavolo. I soliti cinque o sei si voltarono famelici.
- Che c'e'?
- Di', ti pare Jim Morrison, questo?
- Potrebbe anche.
- E Che Guevara? - si inseri' il Marcio con aria seccata.
- No, Che Guevara no - concluse la ragazza dopo lungo scrutare - Mio fratello c'ha la maglietta ed e' parecchio diverso. Ha la barba, mi pare.
Il Marcio si riprese la mano, trionfante.
Gaia gliela restitui', non meno soddisfatta. Si trattenne dal fare altre domande. Voleva evitare che il bastardo si insospettisse troppo. Voleva riflettere bene sul modo migliore per incastrarlo.
Dal canto suo, il Marcio usci' dal locale glassato di sospetti come un profiterole. La dinamica dello scambio lo lasciava perplesso. Si era fatto prendere dalla sfida - Che Guevara o Jim Morrison? - e aveva trascurato il controllo della situazione. Ora si sentiva a disagio. Sentiva che qualcosa gli era sfuggito. 
Qualcosa che riemerse, come peperonata digerita male, al primo tornante in direzione del prive'.
Il rigurgito diceva: la barista si e' presentata al canile qualche settimana fa. 
Diceva: proprio mentre tu e Pinta mettevate sotto Nigeria per quel fatto dei suoi amici.
La barista cercava un cane, ma erano scuse.
La barista era gia' amica di Nigeria. Dunque
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