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'dietro le quinte' di un calendario sexy, di quelli che un tempo si regalavano dal barbiere. Appena i passi di sua moglie sfioravano la stanza, il dito scattava sul telecomando e ai corpi sinuosi delle modelle si sostituivano i baffi di un mezzobusto da tigi'.
Incapace di rinunciare a quell'attivita' digestiva, Sardena aveva ormai sviluppato un'erezione zapping. La durata dei suoi amplessi si era allungata di conseguenza, ma per quanto cercasse di spacciarlo per sesso tantrico, sua moglie era ben lungi dal nirvana.  
L'ultima intermittenza si trascino' piu' del solito, sebbene la donna fosse a distanza di sicurezza.
Dopo il telegiornale era partito un servizio su Castel Madero e i terroristi dei boschi.
Sardena non si perse un'inquadratura, dall'inizio alla fine.
Quindi sollevo' il bicchiere d'amaro e brindo' con Petra & Rhonda a un avvenire migliore. 
Doveva ringraziare il cielo, accendere un cero alla Madonna e ricordarsi di portare le arance a quei cari ragazzi,. L'idea che l'omicidio De Rocco fosse da attribuire alla loro banda, sembrava ormai assodata, e lo speciale del tigi' contribuiva a suggellarla, abolendo parole come 'presunto' e condizionali dubitativi.
Altro che deporre le armi e unirsi alla civilta' troglodita! Quelli dovevano continuare, insistere, che da quando erano in giro loro le battute al cinghiale si erano ridotte del settanta per cento, i cacciatori restavano a casina, e gli affari d'oro coi ristoranti e l'allevamento li faceva soltanto lui. 
Gli spietati terroristi erano collaboratori ideali. Lavoravano bene e lo facevano gratis.
Petra ammicco' e inizio' a sfilarsi le mutande.
Il dito di Sardena schiaccio' di nuovo il pulsante.

Adelmo Asturri detto Pinta non guardava la tele. Forse l'unico, tra i 2.063 residenti del comune di Castel Madero. Pari allo 0,048 per cento. La mora che si agitava sotto di lui non intaccava la statistica. Abitava a Casiglio di Sopra, frazione di Coriano. Era stata lei a chiedergli di spegnere. Per lui, la luminosita' azzurrina del tubo catodico non era niente male per fare atmosfera. Cancellava la cellulite e faceva sembrare la pelle piu' liscia. Lei non voleva distrazioni.
Il telefono del prive' le diede il primo dispiacere intorno all'una meno un quarto. Pinta allungo' un piede verso il muro e stacco' la spina con un calcio. 
Un minuto dopo prese a squillargli il cellulare. Fece tacere anche quello.
All'una meno dieci, il telefonino "d'emergenza", noto soltanto a Mahmeti e a pochi altri, inondo' la roulotte con la Cavalcata delle Valchirie versione suoneria. Pinta dovette rispondere, nonostante gli improperi della donna.
- Pinta, cazzo, dove t'eri cacciato? Hai visto la tele? Siamo nella merda, bello, te l'ho detto che quel negro ci sputtanava. Ascolta
- Ascolta tu, stronzo - lo blocco' il Pinta.
Appoggio' l'apparecchio sul cuscino e provo' a riprendere da dove s'era interrotto.


DOCUMENTO 7

Da 'L'Opinione' di  martedi' 17 ottobre

Forse malato di encefalite il cinghiale che ha assalito i CC

Castel Madero - Era quasi certamente pazzo, il grosso cinghiale che nel pomeriggio di venerdi' ha assalito il brigadiere Ugo Corradi, provocandogli gravi ferite all'addome e al volto, con una lesione all'occhio sinistro definita dai medici 'molto seria'. Era pazzo, proprio come le famigerate mucche delle nostre stalle, malate di encefalite spongiforme, un morbo che fino ad oggi nessuno aveva riscontrato sui cinghiali. Lo confermerebbero le prime analisi eseguite su un esemplare dal comportamento analogo abbattuto lunedi' nei dintorni di Coriano. 
'Le ricerche - spiega il professor Impellizzeri, della clinica veterinaria di San Michele all'Argine - hanno finora dimostrato un collegamento tra l'encefalite bovina e l'alimentazione con farine animali. Il caso di un selvatico, pertanto, e' quantomeno imprevisto, sebbene il cinghiale sia una specie onnivora, che puo' anche nutrirsi di carcasse predate in precedenza da altri animali.'
A questo proposito, e' bene ricordare che
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