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perche' dobbiamo fare sempre a chi ce l'ha piu' duro? Immagino che il maresciallo Martelli non sarebbe contento di vedere certe foto, o di ascoltare, che so, la registrazione della nostra ultima chiacchierata, ricorda?, quando abbiamo cancellato quella meta' del debito
- Non mi sfidare, hai capito? - ringhio' il brigadiere - Non ci provare nemmeno.
Il Marcio non disse nulla. Lascio' che l'altro smaltisse l'orgoglio ferito con un paio di minacce, mentre pensava a come far fruttare l'ennesima richiesta di alleggerimento. Doveva essere ridotto male, il brigadiere. Aveva moglie e figli e la paga non permetteva troppi sfizi. Era la seconda volta in dieci giorni, che tornava alla carica.
- Possiamo metterci d'accordo, brigadiere. C'e' un piccolo extra che mi farebbe comodo.
- Gli extra li chiedi alla filippina, okay?
- D'accordo, diciamo che e' un favore. Ti faccio uno sconto extra per un servizio extra. Va bene cosi'?
- Che roba e'?
- Niente di straordinario. Hai presente quel negro che combatte per noi? 

Vuota. Nella grotta non c'era nessuno. Solo un odore stagnante di legna bruciata, bozzoli informi di saccapelo e una piramide di mele.
Martelli si guardo' intorno. Il cavernicolo doveva essere in giro a procurarsi la cena. A meno che non gli fosse successo qualcosa, nel frattempo. La settimana era volata e lui non si era fatto vedere.
Chissa' come si era nutrito in quei giorni, chissa' se il calore del fuoco gli era stato sufficiente. Come si era organizzato per l'acqua? Quanto pensava di resistere, ancora?
Aveva piu' voglia di fargli quelle domande, che di mettersi a parlare di terroristi, morti ammazzati e traffici di cinghiali.
Il cavernicolo si era sistemato piuttosto bene. Mancava giusto qualche ritocco. Perlustrando i cassonetti del paese poteva rimediare il materiale per una vera canna fumaria, ed evitare che il fumo stagnasse, quando il vento lo intrappolava all'interno. Ammesso che l'opzione 'riciclaggio' lo trovasse d'accordo, perche' sull'argomento c'erano parecchie divisioni. La scuola piu' pragmatica sosteneva che per cominciare, tutto faceva brodo: consigliavano di tenere il serbatoio dell'auto sempre pieno, per garantirsi una fuga veloce e in seguito centellinare benzina  fino all'ultima goccia. Per altri ci voleva un taglio netto: abituarsi da subito alla nuova vita, senza strumenti e risorse che non si era capaci di riprodurre da soli. Chissa' se il cavernicolo si era posto il problema. 
Chissa' se avrebbe accettato una mano, di quando in quando. Magari la domenica, giusto per passare il tempo.

Se lo stronzo gli diceva quanto c'era da camminare, di sicuro non accettava. Gli facevano male i piedi e il dubbio di aver sbagliato strada lo affaticava piu' della salita. Tutto per qualche centinaio di euro e un africano rincoglionito che aveva deciso di tornare nelle caverne.
Incrocio' la casetta in cemento del Consorzio Energia Idroelettrica, mezza sepolta dall'abbraccio dei rovi. Era la strada giusta. Ultimo punto di riferimento prima dell'arrivo.
Il brigadiere Corradi si asciugo' il sudore e ripasso' il nocciolo del discorso: bisognava spiegare al negro che abitare in una grotta e' proibito dalla legge,  che se non se ne andava di li' erano guai seri, che l'unico motivo che li tratteneva dal rispedirlo in Nigeria era che gli amici della Tana del Vagabondo avevano promesso di regolarizzarlo entro l'anno, quindi che non facesse cazzate.
Facile. Se non era per la scarpinata nel bosco, un affare.
La radura comparve improvvisa, oltre un ceduo di faggi e carpino. Sul lato opposto, una parete scendeva a picco, mostrando in piu' punti il suo cuore di gesso. La grotta doveva essere la' sotto.
Il brigadiere si avvicino'. 
Ci fu un rumore come di ferraglia. Sporse la testa tra le ginestre e guardo' meglio: in fondo alla conca, una porta di tronchi, socchiusa.
Gia' che c'era, dopo tanto camminare, voleva fare un buon lavoro. Soddisfazione personale. Il negro doveva prendersi paura.
-  Avanti - grido' - Esci con le
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