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nessuno.
- Volevoecco qualche informazione sui vostri viaggi , se possibile.
 - Certo, ci mancherebbe! Come sapra' - e nonostante il modulatore, la voce di Kram assunse una sfumatura ironica, poiche' sapeva benissimo che il cliente sapeva, e che la domanda serviva giusto da apripista, un modo come un altro per prenderla alla lontana. - Come sapra', i nostri viaggi si dividono in due categorie: cacce in riserva e appuntamenti fissi. Nella caccia in riserva, e' lei che deve stabilire il contatto con la preda, ovvero, se posso esprimermi in termini piu' schietti: avvicinarla, catturarla, possederla. Nella versione appuntamento, invece, una volta giunto sul Terzo Pianeta, e' nostra cura metterla in contatto con una scimmia debitamente ammaestrata che esaudira' ogni suo desiderio - suicidio escluso - per l'intera giornata. Come capira', i prezzi delle due proposte sono molto differenti.
- Capisco - pigolo' il cliente - E quanto verrebbe a costare, l'appuntamento?
Sorrise Kram e traccio' una crocetta mentale sul taccuino delle statistiche. L'ennesimo vergognoso, l'ultimo timido di una lunga serie che indicava nell'appuntamento la sua formula ideale. Sicura, meno forte sul piano emotivo, altrettanto soddisfacente su quello sessuale.
Scivolo' lungo lo schedario, la mano glabra di Kram, apri' un cassetto e sfilo' dal classificatore il contratto richiesto.

 
31. Zanne e panna montata

Si era fatto dare un cesto dalla moglie, di quelli che da novembre a maggio servono per la frutta, e il resto dell'anno per raccogliere funghi. Perche' solo i barbari usano i sacchetti di plastica, che trattengono le spore e impediscono di fecondare il bosco per l'ultima volta.
Comunque, non era per i funghi che se l'era fatto dare. Ci aveva messo dentro un pezzo di cacio, ancora umido di latte, di quello che gli portava Cotenna quando scendeva dagli stazzi, per ringraziare che nessuno gli andava a controllare il porto d'armi. Ci aveva messo una mezza forma di pane pugliese e due uova fresche. 
Ma non c'erano nonnine malate, ad attenderlo al di la' della selva, soltanto un cavernicolo indisciplinato che non si faceva vedere da troppo tempo. E al posto del cappuccio rosso, il maresciallo Martelli portava un berretto nero con una fiamma al centro.
Se lo calo' sui ricci, aggiusto' l'automatica nella fondina e libero' con un rutto i primi gas della digestione. 

Il Marcio non ci sapeva fare. Odiava il fai da te, il bricolage, i lavori manuali. Lo mettevano di cattivo umore. Gli mancava la pazienza, piu' che l'abilita'. Preferiva spendere cento sacchi di elettricista, che smontare un interruttore e collegare due fili. Se toglieva viti da un aggeggio, al momento di rimetterle ne mancava sempre una. Se tagliava una corda, un filo, un cavo qualsiasi, da troppo lungo diventava sempre troppo corto. Il nastro adesivo gli si attorcigliava su se' stesso. La colla gli appiccicava le dita. Certi oggetti ce la mettevano tutta, per farlo infuriare.
Di fronte alla prospettiva di aggiustare qualcosa, si rifugiava sempre nelle stesse due frasi.
La prima era: - Se si rompe, e' da buttare. Punto. 
La seconda: - Meglio chiamare un tecnico.
Ma in quel frangente, che tecnico poteva chiamare? C'era senz'altro qualcuno piu' esperto di lui, con quei trabiccoli, qualcuno che in dieci minuti risolveva il problema, ma in certi casi due persone sono gia' una folla. Doveva prendersi le sue responsabilita', come col pedinamento del negro e la scoperta della grotta. 
Afferro' le pinze con rabbia e strinse il filo di ferro perche' aderisse alla corda.
Doveva risolversela da solo. Dopo, l'avrebbero ringraziato.

Caratteri cubitali lo domandavano da una locandina.
Grappoli di salsiccia di cinghiale ribadivano il concetto. 
Il vento mescolava la domanda con l'eco di spari lontani. 
Sulla piazza, i volti dei vecchi galleggiavano come punti interrogativi.
Il paese cercava risposte. Martelli aveva poco da offrire.
Come ogni servizio pubblico, anche la tutela dellordine risponde a
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