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lo fate?
- Abbastanza per non smettere piu'.
Pollice e indice massaggiano gli angoli della bocca: - Senta, le spiacerebbe se uno di questi giorni veniamo a dare unocchiata, a fare qualche domanda?
- Il bosco e' di tutti, potete venire quando vi pare.
- Gia'. E quanto ci si mette?
- Piu' o meno unora. Prendete il sentiero che costeggia il torrente, subito fuori dal paese, su per la strada. Salite fin verso
- Magari se scende lei viene tutto piu' facile. Vogliamo fare lunedi'?
Vogliamo. Ci si accorda per le nove, di fronte alla chiesa.
Mentre mi allontano, il prossimo intervistato sbuca da dietro langolo. Mani in tasca, cappello, sguardo distratto. 
- Scusi, permette una domanda?

Giro intorno alla chiesa e sono di nuovo sulla strada di casa. Ho diverse cose da fare, prima che faccia buio. Finire il comodino. Essiccare castagne. Spolverare il bosco dai detriti della ferrovia.
La vecchia e' sempre li', il sospetto anche. Ritira i panni preoccupata dal cielo grigio. Un minuto e si mette a piovere. 
Al secondo tornante il paese e' gia' cinquanta metri piu' sotto, chiazza grigio scura nel verde fradicio della valle. Sui tetti darenaria spiccano il campanile squadrato e le mura del castello, aggrappate a una roccia dellaltro versante.
Quando la strada scavalca il Rio Conco stringo il bastone intagliato e imbocco il sentiero che risale il vallone. Sono contento di non aver concluso il baratto. Nulla e' fatto per essere scambiato, nessuno si fa trapiantare un polmone al posto di un rene per questo il sottoscritto e' contro ogni salario. Da lavoro dipendente. Da lavoro autonomo. Dal solo fatto di esistere. Quest'ultimo, per carita', mi spetterebbe con gli interessi: per anni si e' tratto profitto dal mio corpo, dalle mie relazioni, dai miei desideri, senza degnarsi di pagarmi uno stipendio, un affitto, un contratto d'uso.
La buona notizia e' che non passero' a riscuotere. Mi riprendo la vita, e tanti saluti.
Pioggia battente. Meglio allungare il passo.
Giu' a Castel Madero, gli operatori della troupe stivano macchinari nei furgoni e i vecchi soci del circolo della caccia sgombrano il campo in cerca di riparo. Sidney ascolta lo scroscio dellacqua in mezzo all'abetaia, mentre la vecchia, finito il turno di guardia, chiude le persiane e accende la televisione. 
E intanto i castagni di Monte Budadda, i faggi e i grandi pioppi lungo il fiume, allargano i tronchi di un altro millesimo di millimetro. Forse per ricordare qualcosa che a tutti gli altri e' sfuggito per sempre.
Facessi come loro, non mi sarei dimenticato di parlare col maresciallo.


VI
Da Emerson Krott, L'invasione degli Umani, Galassie 1981. Capitolo 22.

C'erano sulla terra i giganti, a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichita', uomini famosi
Genesi 6,4


Era di quelli che si vergognavano, il nuovo cliente, di quelli che arrivavano dopo il lavoro, con ancora addosso la livrea da funzionari, l'ampio sorriso caimano e il device per il controllo di oggetti che faceva capolino dietro le orecchie.
L' ex-nidar ordino' alla sedia fluttuante di prelevare il nuovo venuto, di accogliere quelle chiappe impacchettate nella miglior lana di vetro del pianeta, e di portarle a destinazione, un metro esatto dal bordo della scrivania, dove una pianta alfabetica piegava e ripiegava il fusto per comporre all'istante la tradizionale formula di benvenuto, seguita dalle parole "Kram A768 direttore generale".
Il dito indice dell'ex-paleontologo scivolo' lungo le costole fino a incontrare i tasti del modulatore. A memoria li scorse e seleziono' Vendita pacchetto - Voce standard.
- In cosa posso esserle utile? - domando' infine Kram con la voce standard da venditore che il ragazzo della Chord gli aveva impostato qualche giorno prima, per sostituire l'ormai inutile accademico di storia arcaica - tono convincente, che nel momento del bisogno non aveva convinto
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