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posso barattare? Non ho che un bastone da passeggio, intagliato a mano, altrimenti dovranno credermi sulla fiducia. Bulbi di ciclamino? Ne ho quanti volete. Castagne? A bizzeffe. 
Saranno interessati alle castagne? Ce le hanno sotto casa, ma forse gli manca il tempo di raccoglierle. E il tempo costa caro. Per fare un chilo di castagne ci vuole mezzora di raccolta. Con una telefonata di mezzora un consulente aziendale guadagna abbastanza da comprare una bici da corsa. Nello stesso tempo, un addetto alle pulizie accumula la somma per un panino al salame. Un baratto equo deve tenere conto di certe differenze. Se il consulente vuole le mie castagne, si prepari a sganciare la bici.
Il barista ricompare con una pila di piatti. 
- Mi scusi, avrei da farle una proposta. -attenzione catturata - Vede, mi mancano i soldi per pagarle il cappuccino e vorrei proporle, se non le dispiace, un piccolo scambio.
- Uno scambio?
- Esatto. Vede questo bastone cosi' ben istoriato? Ebbene, ritengo che il suo valore complessivo superi di gran lunga quello di un cappuccino, pero' saro' ben contento di lasciarglielo come cauzione, finche' non avro' trovato qualcosa di piu' adatto. Le interessa una composizione di ciclamini per la sua signora?
- Ciclamini?
- Quei fiori rosa che
- Ho presente, grazie. Facciamo che lei mi lascia un documento e va a cercare i soldi. Ce lha un documento?
- Un documento? - la faccia piu' dispiaciuta del mio repertorio - Lei pensa davvero che questo splendido bastone da passeggio valga meno di un pezzo di carta con la fotografia del sottoscritto e i suoi dati anagrafici? Se non fosse che e' una persona cortese, penserei che sta cercando di offendermi.
Un sorriso nervoso. Mano a sorreggere il mento. Occhi attenti valutano il mio grado di pazzia. I matti vanno assecondati. Non si sa mai. 
- Mi dia pure il bastone, allora. Quando mi porta i soldi, glielo restituisco. Fanno un euro e venti centesimi. 
Bene. Siamo arrivati al nocciolo. Mi preparo a illustrare il rapporto del sottoscritto con il denaro, quando un piccoletto compare sulla porta. Si aggrappa allo stipite, quasi a trattenere lo slancio.
- Ci sono quelli della tele! Venite!
Il barista mi dimentica sul bancone insieme a un paio di tazzine. Quelli della statua di sapone scattano in piedi e quasi rovesciano le sedie. Un sessantenne sguscia fuori dal bagno armeggiando con la cintura. Sul tavolo del tresette cala un re di denari giocato troppo in fretta. Non ce' tempo per litigare, solo unocchiata storta. Carte e bicchieri rimangono in posizione, pronti a riprendere. Un grumo di corpi tra lattaccapanni e la porta. 

Sono del telegiornale nazionale, tivu' di stato. 
Lo schieramento di teste impedisce di vedere cosa stanno riprendendo. Scalo il basamento di un lampione e provo a farmi unidea. Difficile capire. Fari incandescenti puntano una zona della piazza che non avevo notato, delimitata con nastro giallo. Classica aiuola, classico monumento ai caduti, classiche merde di cane che insidiano le suole dei piu' incauti.
Dal vociare sconnesso estraggo informazioni basilari: Un altro dito amputato. Tale Sauro Boni. Sempre la stessa squadra (di calcio? Di cosa?). Passati alcuni giorni. Il dito di sapone ritrovato proprio li'. (Sauro Boni aveva un dito di sapone?). Ecoterroristi. Satanisti. Ecoterroristi satanisti. Maschere da sciamani. Pena di morte.
- Sono il presidente del circolo della caccia - si fa largo una voce seguita dal corpo che lha modulata - Vorrei fare una dichiarazione, e' possibile?
Chiacchiericcio in aumento. Colli tesi modello struzzo. Il presidente scambia qualche parola con la troupe. Lo fanno aspettare. Scalpita.
Ancora un paio di inquadrature al campanile della chiesa. 
Tocca a lui.
- Gliela facciamo davanti al circolo, va bene?
Accento forestiero da operatore della tivu' di stato, occhi pesti che hanno odiato la sveglia.
Continua ad accorrere gente. Un canone parlato saluta larrivo di tal Rizzi Gilberto. Girasoli antropomorfi si orientano 
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