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pionieri a unirsi al sottoscritto. Qualcuno coltivera' patate. Qualcuno tabacco. Altri ricaveranno schiuma da barba dalla spremitura del sambuco. Altri ancora inventeranno un generatore elettrico alimentato coi rospi.
Per il momento, ci vuole pazienza. 
Nell'attesa, un pranzo sostanzioso e saporito potrebbe darmi conforto, convincermi a non mollare. 
- Melanzane sott'olio. Formaggio fresco. Pane di Altamura. Olive.
Non si puo' dire che il sottoscritto abbia grosse pretese. L'esistenza conosce gia' i suoi fardelli, inutile appesantirla oltre il necessario. Lo stile di vita essenziale non e' solo etica, estetica e balle varie. Risponde a un desiderio primario. Consumando piu' del dovuto, Babilonia consuma se' stessa e va incontro al suicidio. Il sottoscritto preferirebbe evitare. 
Problema: il sottoscritto non coltiva melanzane. Non e' un esperto di produzione casearia. Sa confezionare un pane discreto solo se rifornito con gli ingredienti adeguati. Ulivi, da queste parti, non se ne sono mai visti.
L'unica possibilita' e' una politica del desiderio priva di mediazioni.
In una parola, rubare.
Attivita' reietta  nella maggior parte dei codici morali. 
Il che non spiega l'infatuazione di Geova per la figura del borsaiolo. 
Nei Vangeli, lunico individuo a ricevere da Gesu' in persona la promessa del Paradiso e' un ladro. Ad altri dice cose meno impegnative, tipo la tua fede ti ha salvato, eccetera. Uno lo fa perfino resuscitare. Ma nessuno come Disma, il malfattore crocefisso. Ora: puo' pure darsi che Gesu', in quel frangente li', non ci stesse tanto con la testa. Ecce homo, e' comprensibile. Puo' essere che tra quelli che gli davano da bere l'aceto, quell'altro che lo insultava, e la gente sotto che faceva casino, sente questo che prende le sue parti senza neanche bisogno di un miracoluccio, e lo prende in simpatia, se ne frega che e' un ladro e gli promette il paradiso. E ci sta pure che quello, essendo un ladro, si approfitta un po' della situazione, giusto per andarsene in bellezza, con l'ultimo furto, il migliore. 
La vita eterna.
Sia come sia, la Chiesa non puo' permettersi tanti distinguo. Il capo ha disposto e non si discute. Bene. La Chiesa definisce "santi" tutti quegli individui che senz'altro si trovano in Paradiso. Molto bene. Che fine ha fatto Disma, il Santo Ladrone? Ci sono Santi Crociati, Santi Inquisitori, Santi come Paolo, un infiltrato dei servizi di Roma che lavorava pure per il Mossad. Ma lunico nominato da Gesu' in persona, non ce'. Un Santo Ladro? Per carita'! Chiamiamolo buono e tanti saluti. 
Giusto in Brasile gli hanno dedicato una chiesa, Sao Dimas si chiama, e sembra che da Roma non ci siano obiezioni. In fondo, non possono tirare troppo la corda. "Verro' come un ladro nella notte", non sono io ad averlo detto. E anche tutti quei pani, quei pesciSe al posto degli evangelisti c'era un buon reporter, altro che miracolo. L'ipermercato di Betsa'ida svaligiato lo stesso giorno e nessuno che faccia due piu' due. Del resto, la grande distribuzione e' un pozzo senza fondo di sperpero e scialo. Tonnellate di merci finiscono nelle discariche prima che chiunque le possa comprare. Cicoria e spinaci a marcire sugli scaffali. Formaggi ammuffiti. Legumi in scadenza. 
Sottrarre qualcosa allo spreco organizzato non mi pare un delitto. Al contrario.
Forte di questa assoluzione,  infilo lo zaino e scendo verso il paese con i Boredoms infilati nelle orecchie.
Attraverso la radura dei ciclamini. Infilo il bosco di roverelle. Un sole freddo lampeggia tra i rami. Sbuco sul pascolo del borgo fantasma. Costeggio il frutteto. Voli di cornacchie si alzano dall'erba e dai mucchi di terra smossa dai cinghiali. Sul vecchio nespolo, foglie sempre piu' rosse, i frutti quasi maturi. Dal forno comune sbuca il muso di una volpe. Merde di capriolo circondano il lavatoio.
Subito fuori dalla piazzetta, imbocco la scorciatoia che scende al Rio Conco. Seguo la valletta, attento a non scivolare sulle pietre umide, e raggiungo
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