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facolta' di non rispondere. Voleva concentrarsi sul lupo. Mahmeti non sarebbe stato contento.
- Sai che ti dico? - prosegui' laltro - Quando abbiamo finito con questa roba inutile e si va tutti a casa, io prendo e mi incollo dietro al nostro amico. Voglio vederci chiaro, in questa faccenda. Quello ci sputtana.
- Ottima idea - commento' Pinta, e per sottolineare il concetto, aggiunse una strizzata docchio e il pollice destro issato sopra il pugno.
Lo stesso gesto, rovesciato, avrebbe dovuto rivolgerlo ai gladiatori. Piu' che un combattimento sembrava l'uno contro uno tra giocatori di pallacanestro. Il lupo cercava di segnare, il nigeriano difendeva. Forse bisognava invertire i ruoli.
- Lasciagli prendere un pezzo - grido' Pinta. I cani avevano smesso di abbaiare. Tempo di sbranare la razione e avrebbero ripreso. 
Il lupo scatto' nel varco che il nigeriano gli concedeva. Afferrato uno scarto di braciola, cerco' rifugio sullaltro lato per mangiarselo in pace.
- Adesso attaccalo - grido' ancora Pinta.
Era la mossa giusta. E' piu' facile lottare se hai qualcosa da perdere, che attaccare per ottenerla.
Il nigeriano colpi' il lupo sopra le scapole.
Al secondo tentativo, il randello si blocco' tra le fauci dellanimale.
- Tutta questione di istinto - commento' il Marcio soddisfatto, un attimo prima di frugarsi le tasche e intavolare nella mano il prezioso kit del perfetto cocainomane. 


DOCUMENTO 6

Da: "La Freccia. Settimanale d'informazione del Comprensorio Valmadero"

Non si sono accontentati di un dito, questa volta. E nemmeno di tutto il braccio. Hanno strangolato e ucciso un uomo di trentasei anni, con moglie e figli, onesto, incensurato, grande lavoratore, uno dei migliori falegnami della valle. Sulle indagini - coordinate dal maresciallo Martelli - vige come sempre il massimo riserbo, ma l'ipotesi di un collegamento tra questo omicidio e l'ignobile mutilazione subita da Gilberto Rizzi, e' senz'altro prioritaria. Certo, non mancano discontinuita' tra i due episodi - in primo luogo, l'assenza di rivendicazione per l'omicidio. Tuttavia, le diverse analogie che vanno delineandosi pian piano, formano un quadro sempre piu' plausibile. In base a recenti indiscrezioni, l'interesse degli inquirenti si starebbe focalizzando sull'aspetto rituale che accomuna i due delitti. Entrambi gli avvenimenti hanno per palcoscenico il bosco, frequentato spesso, nel recente passato, da sette sataniche e pagane. In entrambi, il sangue scorre copioso, quasi fosse intenzione degli aguzzini utilizzarlo per macabre abluzioni. Tutti e due gli episodi richiamano alla mente dinamiche sacrificali, con arti mozzati e cadaveri offerti agli dei della selva. Non a caso, proprio secondo Rizzi, durante il primo di questi cerimoniali i militanti dell'Esercito Maderese di Rivoluzione Animale indossavano maschere di legno di probabile fabbricazione africana, utilizzate dagli sciamani di tribu' misteriose. Ce n'e' abbastanza per pensare a una drammatica convergenza tra il mondo delle sette e il commando terrorista responsabile di diverse azioni nell'ultimo anno e mezzo. 
Il sindaco di Castel Madero, Alfonso Taddei, ha espresso oggi in conferenza stampa, lo sdegno della comunita' di fronte al tragico evento []


27. Fragili desideri

Ho finito le sigarette. Ho pochissima marijuana.
Ho cercato rifugio nel te', ma alla terza boccata mi e' venuto da vomitare. Forse non va aspirato. 
Le foglie di pruno non sono ancora secche. Bruciano male e fanno troppa puzza.
La stagione dei funghetti e' lontana come le rondini. Il sole della psilocibina e' tramontato da un pezzo.
Solo le otto del mattino e gia' una giornata disastrosa mi si spalanca di fronte.
- Normale. I primi tempi sono sempre i piu' duri. 
Presto avro' le mie fave. Presto avro' ganja a sufficienza per alleviare le pene di Babilonia e ottenerne in cambio generose elargizioni. Patate. Tabacco. Pile per il walkman. Schiuma da barba.
Poi le dolci carezze della civilta' troglodita convinceranno altri
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