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del giorno, rimasta sola, cerco' lultima luce. Forse lavevano tenuta accesa per lei.
Il forno era caldo, la stanza accogliente. Due giovani aspettavano che il pane lievitasse a dovere.
Uno disse: - Hai sentito del morto alle Banditacce? 
- Brutta storia 
- Mio padre dice che e' un rito ecologista - continuo' il primo.
- Figo - disse laltro, buttando unocchiata sotto il canovaccio. 
Le pagnotte, gonfie e soffici, erano pronte per l'infornata.


26. Questione di istinto

Come lottatore faceva schifo. Pinta se ne intendeva. Gli mancava la cattiveria.
Come investimento valeva meno di zero. Giusto impagliato poteva fruttare qualcosa. Comunque non molto: la cicatrice da fil di ferro sgorbiava il collo e svalutava il trofeo.
Come lupo, non era allaltezza della fama. La nonna di Cappuccetto lo avrebbe tenuto a bada con un ferro da calza. I Tre Porcellini se lo sarebbero sbranato.
Magari di notte, con un bosco intorno, chissa'. Dentro una gabbia puo' sembrare mansueto anche Godzilla. 
Lo avevano tenuto tre giorni senza mangiare. Abbastanza per farlo inferocire senza indebolirsi troppo. Gli avevano messo davanti un gatto nero che aveva avuto la sfiga di tagliare la strada al Marcio. Il gatto era malridotto. Stessa alimentazione dellavversario condita con un paio di bastonate. Il gatto sanguinava. 
Dopo due minuti, sanguinava di piu' laltro. Poco ci manco' che restasse accecato. Pinta non intervenne lo stesso. Le disfatte dei favoriti lo facevano godere.
Nel giro di un quarto dora, lo scontro era finito. Ai punti, avrebbe vinto il gatto. Aveva attaccato per primo. Aveva tenuto liniziativa. Era il vincitore morale, anche se il lupo se lo stava mangiando. 
Finito con quello, toccava al nigeriano.
La bestia cattiva delle favole contro lUomo Nero. Una sfida interessante. Peccato non fosse adatta ai bambini.
Prima di tutto, bisognava convincere il lupo. Altrimenti, tanto valeva abbatterlo. Farci una mummia. Al peggio, usarlo da cavia per un paio di pitbull. Ma con quel che era costato, Mahmeti non sarebbe stato contento.
- Tempo sprecato -  Il Marcio era in vena di polemiche. Prima che lui e Pinta gli rompessero le ginocchia, Io-sono-un-gladiatore Geims aveva mollato calci a ripetizione. Un paio se li era presi lui nelle costole. Faceva ancora fatica a respirare. La cosa lo rendeva nervoso.
 - Il lupo non attacca luomo, lo sanno tutti.
- Neanche il cane, allora. - ribatte' Pinta - Ci vuole laddestramento.
- Macche' addestramento. E l'istinto che conta. Il lupo attacca solo in branco.
Pinta lascio' cadere le braccia lungo i fianchi: - Per fortuna abbiamo lesperto! Cose', ogni dieci dosi regalano la videocassetta col documentario?
- Fottiti.
- E quel ciondolo da frocio, invece? Era dentro la bustina?
Dal polso del Marcio pendeva un piccolo amuleto a forma di testa. Il cocainomane lo contemplo' per un lungo secondo, rigirandolo tra le dita.
- Jim Morrison non era frocio, ignorante.
Lo spazio allenamenti era in fondo alla porcilaia. Quella ristrutturata. Un rettangolo di otto metri per cinque, separato dal resto con una rete metallica. Un piccolo cancello metteva in comunicazione i due settori.
Dall'altra parte cerano i box, venti, disposti su due file, un corridoio nel mezzo. Per prelevare gli animali si usavano gabbie di piccole dimensioni. Con un po di pratica, si imparava a farceli entrare senza troppe storie. Solo quelli addestrati avevano lonore del guinzaglio.
Il nigeriano fini' di dare lo straccio e ando' a prepararsi. Per via della ferita avrebbe dovuto aspettare piu' a lungo, ma quando uno ha un debito di sessanta milioni, fa presto a dimenticarsi la mutua. Di li' a poco non sarebbe stato piu' il solo gladiatore della scuderia. Se non si dava da fare, rischiava di perdere il posto.
- Hai notato come' messo male Nigeria, negli ultimi giorni?
- No. - rispose Pinta - Che ha?
- E sporco che fa schifo. Puzza. Quei cazzo di capelli gli stanno da tutte le parti.
- E allora?
- Allora ce' qualcosa -
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