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puntato.
- Un lupo - sentenzia sicura.
- Lupo? Come lupo? Come fai a dire: lupo? Cane vorrai dire. Sanbernardo.
- Sono di lupo - insiste - Da queste parti le conosciamo bene. 
-Bene? Ma non erano estinti?
- No. 
- Davvero? Non lo sapevo. Un mio amico abruzzese dice che gli ambientalisti li paracadutano dagli elicotteri, dice che li ha visti venire giu', una volta
Non parla. Infila la testa in un pertugio tra i rovi, dentro fino alla vita. Il sottoscritto scruta le tracce perplesso. Sigaretta, una delle ultime.
Come un boccone indigesto sputato via dalle fauci del bosco, Gaia fa marcia indietro a tutta velocita'.
Grida. Rotola sul marciume di rami e foglie. E sconvolta.
Non si capisce niente di quel che dice. 
- Che ce', che ce'? Coshai visto?
Riesce a dire solo: - Merda. Poi lo ripete: - Oh merda!
Va bene. Provo ad affacciarmi, carponi nel buco. I rovi graffiano e strappano.
Foglie. Fango. Terra bagnata.
Un cappellino verde. 
Un orecchio umano.
Il bagnato non e' solo d'acqua.
Odore di muschio fradicio di sangue.


25. Notizia del giorno

Ore tre, pomeriggio. Telefonata in caserma. Driiin. Solita voce. Tono alterato.
- Pronto, sono Melandri. Mi spieghi che cos' e' sta storia del cadavere che 
- Marco De Rocco, trentasei anni, falegname. Strangolato col fil di ferro.
- De Rocco? Non dire cazzate.
- Se vuoi ripeto.
- Quando e' successo?
- Non saprei. La ragazza che l'ha trovato e' venuta qui ieri sera, verso le otto.
- Le otto? E non potevi chiamare subito? Devo venirlo a sapere al bar, come uno stronzo qualsiasi?
- Succede. E se ti sforzi un secondo, capisci anche perche'.
- Non adesso. Sei stato sul posto, tu?
- Hai presente cosa ti avevo detto? Che dovevi piantarla di scrivere sempre "i cicci'" per parlare di noialtri? Che ti costa scrivere "Carabinieri", eh? Sono solo nove lettere in piu'. Ma tu niente. I Cc hanno detto, i Cc hanno fatto. Alla fine "i cicci'" si sono stufati. Basta esclusive. Basta trattamenti di favore. Basta tutto.
- Va bene, va bene. Prometto che scrivo carabinieri, promesso. E adesso mi spieghi che cazzo e' successo?

"Non si sono accontentati di un dito, questa volta, e nemmeno di tutto il braccio".
Tre ore piu' tardi, la frase iniziale dellarticolo termino' di danzare sul monitor. 
Il taccuino era fitto di appunti. Gli avevano riservato un sacco di spazio. Gli avevano dato tempo fino alle otto. 
Fattore umano. Il caporedattore si era raccomandato. La chiave del giornalismo moderno. 
Doveva infilarci:
Le dichiarazioni del sindaco sullo sconcerto della comunita' per il grave delitto.
Il ritratto della vittima nei ricordi dei vicini: gentile con tutti, gran lavoratore, tranquillo e riservato. Aggettivi da pianerottolo, ma un paio di foto degli intervistati significavano dieci copie in piu'. Non potevi sputarci sopra.
La piste di investigazione. Vaghe, a trecentosessanta  gradi. Nessuno si sbilanciava.
La notizia, comunque, non attese la stampa. 
Intorno a mezzogiorno fece la sua comparsa nella macelleria del paese e fini' sopra il banco insieme a un paio di braciole. Il garzone che le affettava, sommergeva di chiacchiere la cliente, perche' non saccorgesse di quanto grosse le stava tagliando. Al momento di pesare, gli riusci' perfino la mossa del dito, incagliato chissa' come sopra il piatto della bilancia. La signora affronto' il salasso con animo forte e usci' in strada, mezzo chilo di carne freschissima appeso alla mano. Altrettanto fresche erano le notizie raccolte, ma tagliate troppo spesse e ingrassate con la frode.
Mezzora piu' tardi, ne parlavano dal barbiere, e i particolari della vicenda aumentavano a ogni colpo di forbice, come il mucchio dei capelli sopra il linoleum. 
Gli anziani della piazza non facevano un capannello cosi' da quando il vecchio parroco era scappato con la slava. Arrivarono persino un paio di donne, ma non per discutere. Venivano a riprendersi i mariti, o i padri, che in mezzo al vociare serano persi il rintocco e rischiavano di
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