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innervosirmi. Cerco di cambiare discorso, che altro deve fare un essere pacifico di fronte a continue provocazioni? Parlo dei miei progetti per la sussistenza. Parlo dei libri che mi sono portato e di quelli che potrebbe prestarmi lei. Parlo delle fave da semina che attendono solo di essere piantate.
Si rivela la mossa giusta. Gaia rinfodera il sarcasmo, e si offre di aiutarmi nella ricerca del terreno. La rabdomanzia, a quanto pare, e' molto indicata per questo genere di cose. Un supereroe troglodita non puo' permettersi di ignorarla.

Due ore di esercizio e i tre concetti base: mente rilassata, non intromettersi, pazienza.
Punto di arrivo, una spianata grande come un campo da basket, circondata di pruni, ingombra di sterpi e cespugli. Le bacchette si incrociano di colpo, ma forse sono solo inciampato.
- Sarebbe questo il posto? 
- Tu che dici? 
Allargo le braccia: - Non saprei. Le bacchette si sono incrociate. Vuol dire che ci siamo?
- Boh? Se hai trovato quel che cercavi, sei arrivato. Altrimenti no. 
- Va beeene, ma al sottoscritto serve un buon posto per piantare fave. - Giro lo sguardo intorno -  Potrebbe essere questo. Potrebbe non esserlo. Come faccio a saperlo? 
Gaia siede sull'erba e non perde occasione per sguainare ironia: - Ce' un solo modo per capirlo, supereroe: pianti due tre fave e vedi che succede.
In certi momenti la detesto proprio. 
Decido di ignorarla, per dedicarmi pittosto all'esperimento di controllo. Cento passi indietro, un bel respiro, le bacchette in posizione. E' piuttosto difficile farle restare dritte ed e' inutile provarci muovendo i polsi o aggiustando le mani. Bisogna pensarle in equilibrio, allora i muscoli delle braccia si adattano da soli, con spostamenti troppo minuscoli per governarli col cervello.
Il sentiero si infila di nuovo nella radura dei pruni, inghiottito dall'erba.
Spruzzi di cavallette schizzano da sotto le suole.
Sto pensando alle fave, al terreno ideale, argilloso, compatto e in lieve pendenza. Perfettamente concentrato. Ma non riesco a proteggere la mente dall'immagine fugace di quanto successo un attimo fa, in questo punto preciso, le bacchette incrociate, o magari un piede appoggiato male.
Subito i due ferri si mettono a tremare e convergono con entusiasmo. Conferma perfetta o esempio chiaro di intromissione?
Mi chino a raccogliere una manciata di terra e la sbriciolo tra le dita con aria da intenditore. Non sara' proprio argilla, ma il posto e' bello lo stesso. Sara' piacevole venirci al tempo del raccolto, coi pruni fioriti di bianco e i rami dei castagni che frastagliano il cielo. Sara' piacevole, anche se fave e  marijuana si rifiutassero di crescere.
- In ogni caso, - interviene Gaia - se siamo arrivati qui, un motivo ci devessere. E' la termodinamica dell'investigazione: nessuna ricerca si conclude nel nulla. Basta che interpreti i risultati, e ti accorgi sempre di aver trovato qualcosa.
Sara' lo scetticismo del neofita, ma mi pare un'ipotesi azzardata - Cosa vuoi interpretare, scusa? O il terreno e' adatto per le fave, oppure non lo e'. 
- Ti sbagli. Metti che uno cerca un tesoro e pensa di trovarlo in un campo. Scava in lungo e in largo, sposta macigni, sradica sterpi. Non trova niente. Se ne va sconsolato. Il giorno dopo tu passi di li' e vedi un magnifico orto, gia' dissodato e tutto. Un vero tesoro, capisci?, e il tizio ce l'aveva sotto il naso.
Avrei qualcosa da obiettare - quello cercava dobloni d'oro, che gliene frega di un orto? Con quel che costa la verdura, uno puo' pure accontentarsi, ma non la chiamerei 'interpretazione'. Lei pero' mi ruba il tempo. Senza interruzione tra gesti e parole, estrae un coltello dalla tasca, lo apre e taglia un ramo biforcuto.
- Bene. Fine prima lezione. Adesso scusa, ma devo cercare Charles Bronson. Ho meno di due ore prima che faccia buio. Vieni con me o ti cronotrasporti nell'eta' della pietra?
Decido di seguirla, protetto dal walkman, tra un piano, un basso e il mantra di A love supreme. Rinuncio ai rumori del
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