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suo cervello le nozioni di paleontologia e archeologia applicata. Tali nozioni, apprese con fatica durante gli anni della formazione accademica, erano considerate patrimonio dell'Istituto, e all'Istituto dovevano tornare quando chi ne beneficiava lo faceva in maniera nociva per il Consiglio dei nidrag, il venerabile consesso degli accademici in livrea. 
In realta', le fiamme fredde erano solo scena, squallido intrattenimento per il popolo dei curiosi, spettacolo di potere per i bastardi del Consiglio. Con piccole modifiche, semplici aggiustamenti, le sonde mnestiche avrebbero potuto funzionare anche senza, in maniera piu' asettica e veloce. Comunque, che lo sottoponessero al trattamento nella stanza di una clinica o sulla pubblica piazza, all'ex nidar non interessava granche'.
Per il genere di affari che pensava di impiantare nel terreno vergine della sua nuova vita, le conoscenze di paleontologia servivano meno di una caramella all'alito.


24. Intrusioni

Stivare provviste per linverno sarebbe unottima idea. Molti animali lo fanno. Potrei sperimentare una sorta di letargo, ridurre al minimo le funzioni vitali, accucciarmi in un angolo della grotta, dormire fino a primavera, svegliarmi solo per ravvivare il fuoco e sgranocchiare nocciole. 
Masticando lento ci si sazia prima. 
Sarebbe unottima idea, ma troppo complessa, per chi gia' si ingarbuglia con la spesa settimanale.
Dovrei risolvere calcoli dettagliati. Dovrei raccogliere legna a sufficenza. Dovrei essiccare quintali di castagne. 
- No. Nada. 
Il sottoscritto non e' portato per il futuro. 
Bel supereroe: vieni fin quassu' per vivere in una grotta, e come al solito non hai un piano, due righe, uno straccio di programma.
- Va bene, - rispondo - non sara' un programma, ma un'idea di quel che ci aspetta me la sono fatta uguale.
Avremo giornate di fatica e notti di quiete sotto lo sguardo della luna. Avremo albe nel cielo e nel cuore e pomeriggi annoiati a suonare un filo derba. Avremo certezze e smarrimenti. Ci sara' vita abbastanza per strisciare e far capriole. E la morte verra', senza ospedali ne' dottori.
Allora, se passeggiando nel bosco incontrerai questo corpo troglodita, non darti pena di seppellirlo. Aggiungi solo tre manciate di terra. Una per i mancati ricordi. Due per le rare certezze. Tre per le cose oscure che resteranno nel buio. Niente bara, niente vestiti. E il lombrico, il cinghiale, la formica, e gli altri animali del bosco ne prendano e ne mangino tutti. Amen.
Piano. Il sottoscritto puo' morire di broncopolmonite ma non investito da unauto. Puo' crepare di solitudine ma non intossicato dallo smog. Puo' avere carenza di proteine ma non colesterolo in eccesso. Il conto dovrebbe tornare pari. 
Noi trogloditi non bramiamo piu' le consolazioni di unesistenza prefabbricata. Acquistare oggetti, acquistare salute, acquistare onori. Ci basta provvedere a noi stessi: niente soldi per la spesa, niente coda alle casse, niente surgelati che si squagliano perche' hai scordato la busta termica. 
La speranza di vita e' ben poca cosa, quando resta l'unica di un'intera civilta'. Sessanta, settantacinque, ottant'anni: che differenza puo' fare? La stessa tra avere un televisore o due, un jeans di marca o unimitazione, andare a Tenerife o a Sharm el-Sheik. Scampoli di gratificazione per rattoppare malinconie. Quando tutto si assomiglia, la liberta' di scegliere e' un balsamo annacquato. Pochi gesti cambiano davvero lesistenza. Tra suicidio e procreazione, ho deciso di stabilirmi quassu'.
La corda del mondo e' li' li' per spezzarsi, e io con essa. 
Forse sarebbe il caso di sospendere le castagne, per qualche giorno. Mangiarne ancora potrebbe causarmi gravi disfunzioni. Dalla secchezza delle fauci al coma. Ho bisogno di altre proteine, al piu' presto. In attesa delle fave, potrei nutrirmi di pesce. Un piccolo strappo alle regole vegetariane. Un buon antidoto per la coerenza ad ogni costo.

Non ho ami. Non ho esche. Non ho canne. Tuffero' in acqua la mano e
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