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Non lo so. - rispose Sidney - Ma sono stufo che mi date addosso. Perche' non cominciate voi? Pensate che quelli che vi danno da lavorare sono gente a posto? Si'? Io non credo. Quindi forza, andate a denunciarli se avete tanto coraggio: assumono in nero, pagano troppo poco, se uno si sega un braccio sono affari suoi, minacciano, ci fanno pagare cento a testa per questo rudere e se andate da unaltra parte niente lavoro
Sidney raccolse altri vestiti dallattaccapanni, riempi' un sacchetto di plastica con dentifricio, spazzolino, gel e sapone. Arrotolo' lenzuolo e coperte e le schiaccio' nella sacca.
- Io almeno sto per mettermi in regola. Pulisco il loro canile e non mi lamento. Combatto coi cani, d'accordo, sempre meglio che vendere il giornale al semaforo. Se li mando a cagare, tanti saluti al permesso. Chiaro il concetto?
Appoggio' le dita sulla maniglia e fece per uscire.
- Ascolta - provo' a insistere Fela - Non fare cazzate, da'i. Fuori fa freddo, ti ammali, ti fai beccare dalla polizia. Beko stava solo scherzando. Vero Beko?
Laltro si era seduto sul tavolo e imburrava una fetta di pane. Non disse niente.
Sidney sistemo' la tracolla del borsone sulla spalla destra. Lancio' unocchiata in giro per essere certo di non lasciare nulla.
- Se ho dimenticato qualcosa, passo domani - disse. - Statemi bene.
Fela guardo' il pavimento sconsolato.
Beko addento' la fetta di pane.
Sidney calzo' il berretto e affronto' la notte.


22. Phacocoerus Aethiopicus

Niente dura in eterno, e' risaputo. Sul Pianeta c'e' bisogno di spazio.
Lo stabilisce la fisica, lo insegna la biologia. Nessuno ci crede davvero. 
Salta su uno e dice: ragazzi, qua finisce il petrolio. La gente a casa lo guarda e mormora: Finisce? In che senso? Se finisci il burro, vai e lo ricompri.
Salta su un altro e fa: gente, l'ozono si sta consumando. Allora i consumatori si guardano perplessi, cercando di pensare all'ultima volta che hanno consumato qualcosa. I pantaloni si cambiano perche' passati di moda. La tele si cambia perche' non e' ultrapiatta. Il frigo si cambia perche' non merita riparazioni. 
Poi un giorno salta su la Morte. Non dice niente: fa il suo lavoro e basta. La gente a casa chiede il replay. I consumatori, la moviola del colpo. Non c'e' una volta che lo vedano partire.
Per fortuna, quasi tutto ha la sua alternativa. Sempre che qualcun altro non l'abbia gia' brevettata.
Certe sono immediate, altre richiedono tempo. Se manca la luce elettrica, accendi una candela. Se abbatti un albero secolare, ti servono un seme piu' altri cent'anni. Se stermini le tigri, devi ripartire dal Big Bang.  
E se invece di un solo pacchetto di cartine me ne portavo dieci, adesso non stavo qui, con ganja e tabacco gia' pronti sulla mano, per di piu' insidiati da folate di vento, a strappare la prima pagina dell'Odissea e arrangiarmi con quella. Con tutto che non l'ho ancora imparata a memoria e pare che certa cellulosa sia pure cancerogena.
Mentre la brace si porta via la musa, Troia e l'eroe dal molteplice ingegno, uno sbuffare rabbioso mi sottrae alla contemplazione del fumo.
Fossimo in Africa, non avrei dubbi: un facocero si accanisce a testate contro il tronco di un melo selvatico. La stazza e' quella di un cinghiale, il corpo anche, ma la testa e' schiacciata, le narici enormi, e in fondo al muso spuntano quattro zanne, non due, come se quelle superiori fossero piegate verso l'alto, libere di crescere a dismisura.
Non escludo che qualcuno possa introdurre facoceri, con la speranza che si accoppino ai cinghiali locali, dando vita a incroci dalla carne squisita e trofei con quattro zanne al prezzo di due. Possibile. Le scrofe dell'Est, gigantesche e prolifiche, si aggirano per questi boschi ormai da vent'anni.
Sia come sia, detto facocero si comporta pure in modo strano. Non sono un esperto di etologia, ma che i cinghiali ballino intorno agli alberi, non l'avevo ancora sentito dire. I facoceri puo' anche darsi, magari in coppia coi babirussa, non so. I passi sono
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