<A HREF="guerra_agli_umani050"><</A>
Partigiane, 8.

Oggi, domenica 6 ottobre, alle ore 8 e 15 circa della mattina, recatomi come di consueto al Circolo ARCI Caccia di Castel Madero, situato in Piazza dei Capitani, per predisporre la sala in vista del torneo di tresette, dinanzi alla saracinesca del locale constatavo la presenza di un piatto di plastica contenente qualcosa che a prima vista mi sembro' carne sanguinante. Avvicinatomi, constatavo che si trattava piu' precisamente di un dito umano. Infilato sotto il piatto rinvenivo anche un pezzo di carta riportante la scritta, Mangiatevi questo, no gli animali. Esercito Maderese di Rivoluzione Animale, ottenuta incollando lettere diverse ritagliate da varie pubblicazioni.
Entrato allinterno del Circolo, mi affrettavo a richiedere lintervento dei Carabinieri.
Ignoro chi siano gli autori della scritta e della mutilazione, non ho sospetti verso nessuno in particolare, non conosco nessuna formazione col nome di Esercito Maderese di Rivoluzione Animale,  ma ritengo assai probabile che il dito da me ritrovato appartenga al nostro associato sig. Rizzi Gilberto, impiegato pubblico e capo di una squadra di cinghialai, e che sia stato messo davanti allingresso del Circolo ARCI Caccia come intimidazione e avvertimento ai cacciatori della zona.


20. Gendarmi

- Si puo' sapere che sta facendo? - domanda la voce da dietro le spalle.
Sbagliero', ma mi pare abbastanza evidente: innalzo un muro di zolle per ridurre limboccatura della caverna. La Natura odia i gradienti e il calore tende a disperdersi, se non lo trattieni. 
Quando lattivita' che svolgi non ha nulla di misterioso e arriva uno e chiede di illustrargliela meglio, novanta volte su cento vuole rompere i coglioni.
- Pensavo a mia madre - rispondo senza voltarmi. 
Rumore di ingranaggi cerebrali.
- Non faccia lo spiritoso. Ha un permesso per questa costruzione?
Sono due. Carabinieri. Piu' o meno la mia eta'. Cani lupo al guinzaglio e mitragliette a tracolla.
- Un permesso? No. Pensavo di aspettare il prossimo condono. Che ne dice?
- Dico che e' meglio se la smette di fare il cabaret e tira fuori un documento.
- Che genere di documento, agente? Va bene la tessera Socio Coop?  
- Se non ha un documento di identita', deve seguirci in caserma. Faccia lei.
Va bene, vada per la caserma. Un buon supereroe non puo' fare a meno di nemici. 
Offro i polsi alle manette. Neanche mi considerano. 
Una mano sulla spalla: - Andiamo.
Potrei accusare codici e legislatori, che considerano reato il non avere una casa. Lo stesso dicasi per laver freddo e accendere un fuoco, laver fame e raccogliere piu' funghi del consentito. Potrei, ma non sono incline al vittimismo. 
Tutti siamo fuorilegge, nessuno escluso. La ragazzina che copia la musica del suo gruppo preferito. Il farmacista che non chiede la ricetta all'anziano cliente. La famiglia che non mette a norma limpianto elettrico. Nella prossima ora, chiunque potrebbe avere i carabinieri alla porta. Alla faccia della sicurezza.
I gendarmi marcano stretto. Sui fianchi, quando il sentiero lo permette. Uno davanti e uno dietro, nei passaggi da fila indiana. Mi tratterranno in cella? Mi daranno una multa?
Ricordo che da bambino non avevo idea di cosa fosse. Andavo in centro con mia madre a fare la spesa e spesso si parcheggiava la Cinquecento in sosta vietata. Facevamo il giro dei negozi, riempivamo sporte di plastica, ci raccontavamo favole senza capo ne' coda, e quando veniva il momento di tornare a casa, ci accompagnava la speranza che non ci facessero la multa. Da come lei ne parlava, doveva essere qualcosa di molto doloroso. Allora conoscevo un solo supplizio che lo Stato poteva infliggere ai cittadini. Quello provocato da un ago. Mi convinsi che la multa fosse un tipo di puntura.
Mentre avanzo verso il capestro, il bosco dirada sul limitare di un pascolo e il sentiero sfocia in una cavedagna infestata di ortiche. Un piccolo frutteto rinsecchito resiste ancora agli assalti pionieri dei rovi.  Quelli che lo piantarono,
<A HREF="guerra_agli_umani052">></A>