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terra. 
Ricadde male sulle zampe, perse un attimo l'equilibrio, si riprese.
Si riprese per modo di dire. Quasi non riusciva a tenere la testa sollevata.
Il tabaccaio guardava impietrito.
Buzza sputazzo' una buccia sulla nuca del tizio di fronte.
Mahmeti guardava perplesso. I deficienti avevano esagerato.
Che cazzo sta succedendo?, penso' Geims. Possibile sia l'effetto ritardato della Mossa del Cuoio? Una di quelle mosse che dopo tre giorni muori?
No. Geims conosceva abbastanza i cani e conosceva bene anche la fattanza.
Quello non era stordimento da pacche. Era un'altra cosa.
Il cane spigozzava come un tossico, barcollava ubriaco, era strafatto di qualcosa. Qualcosa che aveva fatto effetto solo in quel momento. Qualcosa che qualcun altro gli aveva dato, per stare in una botte di ferro. Risultato sicuro: Cuoio vince, qualcuno incassa, nessuno si fa male.
Geims senti' la rabbia risalire le vene come un salmone a motore.
Scaglio' per terra il giornale arrotolato. Sfilo' dal braccio lo scudo e lo lancio' lontano. 
Avanzo' verso il cane, che con sforzi patetici cercava di abbaiare e di non cascare sul fianco.
Con la destra lo afferro' per la collottola, con la sinistra la coda. Piego' le gambe, inarco' la schiena, lo sollevo' sopra la testa, simile a Polifemo nella sua ultima scena, perlustrando il pubblico con lo sguardo.
Vide il tizio coi capelli bianchi e la maglia biancorossa che era venuto in palestra per parlare con Innocenti.
Vide pure l'amico suo, piu' basso, coi capelli tirati indietro. Quello che non sbatteva mai le palpebre.
Fece due passi, piego' all'indietro le braccia, lancio'.
Il dobermann del tabaccaio travolse entrambi dopo un volo di almeno tre metri. Marcio fini' col culo per terra. Pinta si appoggio' a quelli dietro.
Col dito spianato, furioso, Cuoio gli punto' la faccia.
- Geims Oliva e' un gladiatore, no uno stronzo.
Giro' i tacchi e si diresse fuori dal cerchio, seminando le protezioni che via via si staccava.
Pinta fece per andargli dietro.
Il braccio teso di Mahmeti interseco' le strisce della sua maglia. Pinta strinse i pugni, i denti, le chiappe.
Buzza stritolo' il sacchetto di brustulli e lo lancio' lontano.
Poi, schifato, si volto' verso l'altro.
- Visto, la varieta'?


DOCUMENTO 4

Da: "La Freccia. Settimanale d'informazione del Comprensorio Valmadero".

Metodi da BR per gli ecoterroristi

Ritrovata in un cestino, proprio come i famigerati documenti brigatisti. E' la "Dichiarazione di Guerra agli Umani", stilata dal sedicente "Esercito Maderese di Rivoluzione Animale", sigla finora sconosciuta, per quanto ricordi molto da vicino quella utilizzata negli ultimi mesi per firmare vandalismi contro jeep e auto di cacciatori, liberazioni di cinghiali dalle gabbie di Monte Budadda, e il recente assalto contro l'Azienda 'Le Tre Campane', nell'occhio del ciclone per uno strano commercio di suini. Il farneticante proclama, rinvenuto di fronte alla profumeria "Quel certo non so che" di Coriano Stazione, parla di sterminio del genere umano volto a salvare il pianeta e di un misterioso virus killer che gli ecoterroristi avrebbero in preparazione.
Marchesi, a pag. 7 della Cronaca.


19. Cinghiali

Dalla cima del Belvedere, dove la chierica degli abeti lasciava posto al prato, si godeva il miglior panorama della valle. Certi giorni, nuvole basse si stendevano sui paesi come una tovaglia di lino e i crinali piu' alti parevano briciole di un pranzo di giganti. Altre volte, nelle mattine fredde, schiene fitte di colline pascolavano fino al tramonto tra il Madero e lorizzonte. 
Di tutti i posti per la caccia alla lepre, quello era il preferito da Gilberto Rizzi. Bisognava alzarsi presto, prima dellalba: lo schioppo gia' pronto, la cartucciera piena, il cane che si metteva a latrare appena sentiva passi giu' per la cantina. Vestito con strati di cuoio, lana e fustagno, il cacciatore affrontava il gelo, inerpicandosi per il sentiero col cane al guinzaglio. Sulla vetta, tirava sempre un vento
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