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sull'acceleratore.
- Non dire cazzate...
- Giuro! Certi giornali fanno vedere solo delle torte alla crema spiaccicate sulle tette, nient'altro, che' ad alcuni gli piace solo quella roba, e il resto li eccita poco o niente. Capito?
- Ma te dove le hai viste ste robe?
- Si', vabbe'. Nel retrobottega del Grullo non ci sei mai stato? 
-  E che mi frega? C'ho Internet.
- Ok, ma anche li' e' la stessa roba, no? Solo ragazzine, solo tette enormi, solo tizie infangate...
- Che c'entrano i combattimenti con le tizie infangate?
- E' la stessa roba. Piu' c'e' varieta', meglio e'. Maestri di karate contro rottwailer, cinture nere di kung-fu contro mute di bassotti, dilettanti allo sbaraglio, veterani contro pitbull. Magari scopri che ti piace un sacco vedere dei negri esperti di capoeira contro i fila di linea dura, una roba tutta Brazil.
Buzza storse la bocca: - A me piace se il cane e' cattivo, addestrato bene, e se il gladiatore ha le palle e conosce un po' di trucchi. Il resto sono stronzate. Se un combattimento e' brutto, e' brutto e basta, anche se il tizio urla banzai prima di colpire e il cane c'ha delle corna d'acciaio montate sulla testa. 
La Volvo imbuco' la sterrata che scendeva al parcheggio e ando' a infilarsi tra le altre auto. Ce n'erano almeno sessanta. Utilitarie e berline. Piu' una dozzina di moto.
Sotto la luce dei fari, il gladiatore skinhead scioglieva il collo con orgogliosa tranquillita'. Dallaltra parte dellarena il cane impazziva tirando sul guinzaglio, mentre il padrone, in piedi accanto a lui, indicava lo sfidante e ripeteva come un ossesso: - Attacca, Hrolf, attacca. 
Pinta diede il segnale. Geims allargo' le gambe, una davanti all'altra, lo scudo in posizione. Si era studiato la mossa per un'intera settimana. Se l'era studiata con Pancho, il suo terranova. 
- Metti che funziona bene, e' un attimo che passo alla storia. La Mossa del Cuoio, ci pensi? La insegneranno ai giovani gladiatori. Se la passeranno da una scuola all'altra, con le diverse varianti. Sai che figata?
Il dobermann appoggio' le zampe anteriori sullo scudo. Grattava, spingeva, sembrava volesse arrampicarsi. Gocce di bava colavano sul plexiglas.
Cuoio fece resistenza, ben piantato sulle gambe. Elastico, pronto a scattare. Sbilancio' il busto in avanti, per mettere il cane sotto pressione. Poi, fulmineo, sfilo' lo scudo, alzandolo in alto e verso destra. Nello stesso istante, indietreggio' col tronco e porto' la gamba destra dietro, pronta a colpire. Com'era successo anche a Pancho, il cane si sbilancio' in avanti, privo d'appoggio. Rimase per un attimo disorientato, e proprio quando stava per avventarsi di nuovo, un calcio frontale gli spedi' la testa all'indietro. La punta rinforzata degli anfibi incrino' la mandibola e la potenza del colpo lo scaglio' a un paio di metri.
Geims non si trattenne. Strinse il pugno e lo agito' in aria due volte. L'urlo sommesso della folla riempiva le orecchie.
Mossa del Cuoio. Avrebbero addestrato i cani per imparare ad evitarla.
Buzza rimase col seme di zucca incastrato tra gli incisivi. L'altro sorrise: - Visto?
Il cane torno' sulle zampe piu' incazzato che mai. Incazzato, ma circospetto. Evito' assalti frontali e cariche alla cieca. Scopri' le zanne: una voragine di sangue. Minimo quattro denti avevano preso il volo. Provo' un affondo sulla destra, finto' a sinistra, fece una specie di slalom sul posto. Salto'. La guardia del Cuoio era appena un po' fuori asse. Non riusci' a chiudere lo scudo abbastanza in fretta e dovette opporre l'altro braccio. Il cane chiuse le fauci. Nonostante la protezione, Geims senti' la stretta schiacciare la carne contro l'osso. Alzo' il braccio di scatto. Il cane rimase appeso come una sanguisuga. Tenendolo staccato da terra, provo' a colpirlo col taglio dello scudo.
La folla era tutta con lui.
Buzza inghiottiva semi di zucca senza nemmeno sbucciarli. 
L'altro gridava di spezzargli le costole.
All'improvviso, il dobermann mollo' la presa. Un fico maturo che si spappola a 
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