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si allungano sulle more, sui funghi.
- Forse non immaginavate nemmeno che queste montagne potessero offrirvi un valido sostentamento. Del resto, nessuno ha interesse a informarvi. Preferiscono tenervi qui, sotto sequestro, otto ore al giorno, a testa bassa, perche' sanno benissimo che grazie ai prodotti del bosco potrebbero scomparire servi e padroni, scioperi e sindacati. Sanno benissimo che nessuno continuerebbe a lavorare per loro, vedendo che la' fuori crescono frutti nutrienti, radici commestibili e germogli saporiti. Tutti farebbero come il sottoscritto e nessuno avrebbe bisogno di lavorare.
- Io mi abbuffo in mensa e a cena non tocco cibo - grida uno spingendo per farsi avanti - Che mi frega di ste radici? Per mangiare non spendo mai una lira.
Obiezione interessante. Aspetto che arrivi in prima fila e agguanti una manciata di nocciole. Lo affianco, per metterlo a suo agio con qualche pacca sulle spalle.
- Cazzarola, amico, te si' che hai colto nel segno. Non e' mica solo un fatto mangereccio. La pancia piena e' importante, ma luomo non vive solo di quello, come diceva il vecchio Jesus. 
- Appunto.
- Pero' il cibo e' solo un esempio. Uno fra mille. Dietro molte necessita' si nasconde un inganno simile. Se poi il costo della vita aumenta, la colpa e' anche vostra. Lo sciopero dei falsi bisogni e' lunico davvero efficace. L'unico che puo' lasciarci liberi di desiderare qualcosa. Abolite la carne dalle vostre tavole. Accontentatevi di funghi e castagne. Abolite la televisione, e raccontatevi storie. 
Ho finito. Luditorio si allontana mormorando. Qualcuno scuote la testa, altri se la ridono. Un paio restano, per finire le ultime more. Castagne e porcini sono andati a ruba. 
Un successo. Nessun leader naturale disposto a dare un'occhiata alla civilta' troglodita, ma un successo, comunque.
Potevo spingermi oltre. Potevo parlare della vita nelle caverne. Per il momento, preferisco gettare un seme. Regola numero uno: riempigli la pancia, poi il cervello. Mi aspettavo piu' entusiasmo, ma le scoperte rivoluzionarie non si digeriscono su due piedi. Occorre meditare.
Ora raccogliero' quel poco che e' rimasto e faro' ritorno alla radura dei ciclamini, per spiare il sole mentre arrossisce dietro le ginestre. Sulle montagne piu' lontane, ieri notte e' caduta la prima neve. Uno spettro bianco aleggia sullorizzonte. Oltre i mille metri, il bosco cambia gia' pelle, ispido e scuro quanto il dorso di un cinghiale. Piu' in basso, ancora resistono i colori dellautunno e il verde perenne degli abeti.
- Allora, come le sono sembrate? - domando allultimo appassionato di more, un alone viola intorno alla bocca.
- Proprio buone, complimenti. Come ha detto che si chiama, la ditta?


18. La Mossa del Cuoio

- Boh - esordi' Buzza mentre l'altro spingeva la Volvo agli ottanta - A me questa dei dilettanti non mi convince proprio. Cazzo mi frega di andare a vedere il mio vicino di casa che prende dei morsi dal cane del barbiere?
- Guarda che non e' una stronzata - contesto' il pilota - Uno potrebbe dirti: cosa mi frega del mio vicino di casa che litiga alla tele con altri dodici coglioni. Invece funziona.
Buzza infilo' tra i denti un brustolino: - Non dico che non funziona. Dico che a me non mi interessa. Vedrai: una volta e' farlocco il cane, un'altra il gladiatore fa lo sborone ma poi si ritira al primo morso...Difficile che viene fuori una roba interessante.
L'altro spinse l'acceleratore piu' a fondo. Rischiavano di perdersi il primo combattimento. Buzza era arrivato in ritardo, con la scusa che non trovava gli spicci. In realta', non usciva di casa senza spararsi il balletto iniziale del suo quiz preferito. Le due vallette lo facevano sbavare.
- Per me - riprese l'altro a fine curva - piu' c'e' varieta', meglio e'. Guarda il porno, per esempio.
- Il porno?
- Hai presente, no? Ci stanno le cassette con le casalinghe e quelle con le attrici, le riviste di pompini e quelle di certi scoppiati che gli piace solo dei piedi di donna premuti
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