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come un ramoscello schiaffeggiato dalla bufera. Frutti maturi si spiaccicavano sulla radura circostante. Resistette, la prima scimmia. Abbraccio' un ramo e tenne duro.
Tre metri piu' sotto, Kram si sforzo' di ritrovare il controllo. Smise di scuotere l'albero e si concentro'.
L'onda cerebrale investi' Eva come vento caldo in una giornata afosa.
Senti' sciogliersi i muscoli, evaporare la mente, liquefarsi ogni possibile resistenza.
Docile e mansueta abbandono' la presa e si lascio' cadere a terra insieme a un paio di frutti.
Scosso da brividi, per non smarrire il contatto ipnotico sotto gli assalti dell'istinto, Kram afferro' la prima scimmia, la giro' tra le braccia e la possedette da dietro.
Tre minuti piu' tardi, orde di spermatozoi alieni partivano alla conquista del Dna terrestre.
Poi nidar Kram ebbe fame. Allungo' una mano, raccolse un frutto, lo divoro' in due bocconi e subito, preso da uno strano torpore, si addormento' soddisfatto, la pancia sull'erba morbida dell'Eden, coperto dalle pelle di iguanodonte che portava sulle spalle come portafortuna.
Ancora annichilita, Eva si appoggio' al tronco li' a fianco. Si appoggio' al tronco e pianse.
Proprio in quel momento, Adamo tornava dal fiume. 
Vide le lacrime di Eva. Vide l'animale squamoso che le dormiva accanto.
- E questo chi cazzo e'? - domando' feroce.
- Chi e'? E' - Eva si asciugo' gli occhi. - E' un serpente - rispose alla fine.- Un nuovo tipo di serpente, molto raro, nuovissimo. Mi sa che Dio l'ha fatto poche ore fa, poi ce l'ha mandato qui per farcelo vedere, vuole che gli diamo un nome, come al solito. Che te ne pare di Gecko? Carino, no?
La vista in bianco e nero, sfuocata e imprecisa, non aiutava Adamo nell'identificare l'intruso.
L'istinto, tuttavia, lo invitava a controllare meglio.
Eva fiuto' il sospetto del compagno e capi' di doverlo fermare. In un eventuale scontro con lo straniero, il poveretto sarebbe finito a brandelli.  
Prima che Adamo si chinasse sulla pelle squamosa che nascondeva le fattezze del nidar, Eva raccolse un frutto, di quelli che avevano fatto addormentare lo straniero, e subito glielo porse.
- Hai fame? Ti va un po' di frutta?
Adamo aggrotto' le sopracciglia.
- Dai, assaggia - continuo' Eva staccandone un boccone - Mmh, gnuono. Senti che profumo!
- Ma sei scema? -  duro, Adamo - Non e' quel frutto che ci hanno detto che se lo mangi muori?
- Eh, se'! L'ha mangiato anche il serpente, e guarda come dorme beato. Gli e' successo qualcosa? E' stato male? Ti pare che ci dev'essere un frutto cosi' buono , che noi non lo possiamo mangiare e i serpenti si'? Che storia e', scusa?
Ostentava sicurezza, Eva, per salvare la pelle ad Adamo, ma non era poi cosi' convinta. Getto' uno sguardo fugace alle foglie dell'albero e il dubbio di aver sbagliato pianta, nella fretta, la colse come uno spiffero gelido in mezzo  alla nuca.
Nel frattempo, Adamo le dava ragione: - Giusto. Perche' il serpente si' e noi no?
Afferro' il pomo succoso e se lo caccio' nella strozza.
- Cazzo, eraente uono! - fece in tempo a dire, mentre gia' le palpebre diventavano piombo.
Eva lo afferro' sotto le ascelle, per trascinarlo in mezzo ai cespugli e addormentarsi con lui.
Sperando che al risveglio non ci fosse traccia dell'alieno. 
E nemmeno di Dio. 
 

17. Sciopero delle more

E va bene, daccordo. Ci ho pensato su. 
Non escludo che il discorso di Gaia nasconda briciole di verita', a volerle cercare con attenzione.
Ribadisco con fermezza che il sottoscritto non ha la minima intenzione di salvare il mondo. Ma nemmeno di tenerlo alloscuro. La nuova civilta' non e' fatta per pochi eletti. I suoi principii sono chiari e distinti, nulla di esoterico. Ciascuno dovra' decidere che farne. 
Intanto, ho una buona notizia per il genere umano. Tutti possono diventare supereroe troglodita: non servono miracoli, radiazioni o costumi alieni. Bisogna solo volerlo. E per volerlo, non basta sapere che e' possibile. Bisogna fidarsi.
Alla costante ricerca di scorciatoie per
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