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cercare il cane. 
E farla ridere, di quando in quando.


DOCUMENTO 3

Da "La Gazzetta di Sant'Ubaldo", newsletter settimanale dei Circoli della Caccia dell'Alta Valmadero.

9. Avvistamenti.

"Riguardo all'ultima segnalazione di Saverio Mucica, volevo dire che anch'io, domenica scorsa, subito sopra Zonca, mi sono imbattuto in tre cinghiali di circa due anni, dal comportamento piuttosto strano. Non la smettevano di girare in tondo, inseguendosi la coda e sbavando abbondantemente. Uno di loro faceva pure delle specie di capriole, ma diverse da quando si rotolano nel fango, molto piu' nervose, a scatti, e poi di fronte, invece che laterali. Purtroppo non avevo con me le munizioni giuste (ero uscito a storni) e non me la sono sentita di sparare, ma spero che prima o poi qualcuno riesce a mettergli addosso una palla, cosi' finalmente capiamo se e' una malattia o qualcos'altro." - Enrico Solinas, Castel Madero.

Ringraziamo Enrico per il suo 'avvistamento'. Per adesso, ci siamo preoccupati di segnalare la cosa alle guardie forestali e alla direzione dell'Oasi Monte Budadda. Chi avesse ulteriori notizie a proposito di cinghiali dal comportamento strano, e' pregato di farcelo sapere, indicando con precisione la zona dell'incontro.


16. Idee

Forse stava correndo troppo. Un rilancio a ogni carta servita. 
Meglio vincere in fretta, quando la imbrocchi. Se la partita si allunga, il banco rimedia.
Le idee erano buone. Il secondo incontro era andato alla grande. Quella sera debuttava la Body Moving. Si prevedeva il pienone. 
Le idee erano le sue.
Prima idea: diversificare lofferta. Incontri cruenti e incontri sportivi. Per palati forti, cani addestrati contro carne da macello. Per padri di famiglia in cerca di emozioni, cani aggressivi contro allievi di full contact. Gladiatori consenzienti, proprietari anche, attivita' non troppo illegale.
La versione soft non presentava ulteriori problemi. Per laltra, occorreva coinvolgere Fazbar. 
Lex marittimo del porto di Durazzo si occupava delle merci in arrivo da Ancona e dalla Puglia. Raccoglieva le ordinazioni, curava lo stoccaggio, gestiva la distribuzione. Mahmeti laveva incontrato una prima volta circa dieci anni prima. Fazbar teneva i contatti tra kosovari emigrati e ribelli. Mahmeti faceva parte del carico. Armi. Droga. Clandestini. Lo stesso di sempre. Il lavoro di Fazbar non era molto cambiato, da allora. Meno proiettili, piu' carne umana. 
Per Jakup Mahmeti, invece, era cambiato tutto. Nessuno lo chiamava piu' Caffelatte, per via della voglia marrone che aveva sotto la mascella. In dieci anni, salendo due gradini per volta, era diventato il terminale del traffico. Quello che ramazzava i soldi.
In piu', nel suo amato paesino di montagna, si occupava di commercio di cani e combattimenti, era proprietario della Tana del Vagabondo, riforniva di armi alcuni bracconieri e contribuiva alla tutela dellambiente, grazie al fratello Hashim e a certi amici di Andria.
Tutto grazie alle buone idee.
Seconda idea: filmare gli incontri e smerciare i video. Il successo della cassetta brasiliana prometteva bene. Il cinema e' la fabbrica dei sogni. 

Lufficio di Fazbar era in citta'. Un po di strada l'aveva fatta anche lui. Lalbergo si chiamava Eldorado Hotel. I proprietari gli avevano ceduto la stanza. In cambio, Fazbar li riforniva di sguatteri a prezzi stracciati.
Mahmeti lascio' la Bmw nel parcheggio mezzo vuoto. Dai campi tuttintorno trasudava nebbia. In sottofondo, un raga  di marmitte e pistoni, lo svincolo autostradale a due passi da li'. Sull'intonaco giallino delledificio, la parola ELDORADO sapeva di presa per il culo. 
Nella stanza 416 aleggiava perenne un odore di pomata, causato, secondo le voci, dalla crema per allungare luccello che Fazbar si spalmava ogni mattina. 
- Mahmeti! Ti aspettavo piu' tardi - esordi' lipodotato offrendo la mano destra.
Laltro la strinse con riluttanza. Era ancora bella unta.
- Vuoi che ti faccio portare qualcosa? - domando' Fazbar 
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