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missioni salvifiche, ma per non restare indietro, punto sulla classica contro-domanda da asilo:
- Tu invece? Coshai da offrire al mondo? Coltivi la pace interiore? Boicotti una multinazionale? Raccogli fondi per la ricerca sul cancro?
- Nazista - taglia corto lei. Il sarcasmo del sottoscritto lha messa alle corde. Tanto vale rincarare la dose.
- Nazista? E perche'? Non mi risulta che Hitler abitasse in una caverna.
- Che c'entra? Metti che torna domani. Tu sei qui nella grotta e manco lo vieni a sapere. Continui a biascicare radici e sciroppo d'acero. Se lui non scoccia te, tu non scocci lui. In pratica, sei un nazista.
Davvero? Mi sfugge il senso del ragionamento, ma Gaia continua a incalzare.
- A quelli piacevano i Nibelunghi, agli altri gli antichi romani, a te l'uomo delle caverne: non ci vedo una gran differenza. I  mitici antenati, l'infanzia felice, i bei tempi che furono. Chiunque crede a queste balle ha qualcosa di nazista, in fondo alla zucca.
- Ipotesi intrigante, ma non vedo cos'abbia a che fare col sottoscritto. Non sono affatto interessato a come le cose andavano un tempo, piuttosto a come dovrebbero andare. Mi guardo bene dall'essere contro il progresso: semmai, lo anticipo. La vera Eta' della Pietra e' quest'epoca di barbarie. Vivendo in una caverna dimostrero' che si puo' essere felici anche senza casa e lavoro, senza inutensili da accumulare, senza sottrarre ad altri e al pianeta piu' di quanto ci occorre.
Gaia non si da' per vinta. Insiste, incalza, insinua: - Ti voglio vedere, col non sottrarre piu' di quanto ci occorre. Gli esseri umani sono programmati per volere tutto.
- E io voglio vedere te, quando non avrai piu' niente da volere, ne' il denaro per volerlo, ne' il tempo per pensarci. Meglio dare un'occhiata al software della specie, prima che l'hardware esploda per il sovraccarico.
Lei pianta lo sguardo nel libro con aria scocciata, spazza via la frangia e non da' segno di voler proseguire la discussione.
Starei volentieri a guardarla, come si guarda un gufo appollaiato tra i rami. Ma col gufo c'e' giusto il rischio che scappi via. Lei potrebbe rimettersi a parlare. Meglio pensare alla grotta e a questo mal di stomaco in aumento costante. Che sia colpa della dieta degli ultimi giorni? Ho letto negli appunti che i bulbi di ciclamino sono molto nutrienti. Ma bisogna prima sottoporli a torrefazione, e non mi e' ancora chiaro che cazzo significhi. Altra idea sarebbe usarli per composizioni floreali, con muschio, felci e pezzi di corteccia. Distribuirli porta a porta in cambio di patate e legumi: un guadagno proteico non indifferente. Almeno finche' non avro' i primi raccolti di fave. A quel punto, saro' autosufficiente anche per le proteine.
- Ti sei offeso? - chiede la voce dopo un quarto dora di inattivita'.
- No, per niente.
- Peccato. Ci tenevo molto a offenderti.
Ride. Ammetto che lo fa in modo piacevole.
- Non ce lho con te. Sono nervosa per altri motivi, non farci caso.
Devo approfondire? Mostrare interesse? Essere comprensivo?
- Immagino per via del sanbernardo - butto' li' mentre sono gia' in piedi. - Hai provato al canile?
- E gia'.
- Magari e' andato solo a farsi un giro.
- Lo pensavo anchio, ma e' passato troppo tempo. 
Sul ramo di fronte, uno scoiattolo grigio si immobilizza di colpo e mi lancia occhiate eloquenti. Il richiamo sordo della ghiandaia sembra ribadire il concetto e suggerirmi la prossima battuta.
- Posso aiutarti a cercare, se vuoi. Non ho molti impegni per i prossimi ventanni.
- Molto gentile. Comunque, dieci a uno che non arrivi a meta' novembre.
- Daccordo. Lo troviamo prima, il cane. Ma se vinco, devi invitarmi a cena.
Annuisce, solita risata, tutta fossette e denti bianchi e zigomi lucidi che sembrano saltarti addosso. Spero che il mal di pancia smetta presto di essere il mio primo pensiero. Vorrei dedicarmi ad altro, nei prossimi giorni.
Scrivere aforismi geniali. 
Trovare il luogo adatto per una piantagione mista di fave e marijuana.
Aiutare Gaia a
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