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presidente ricordava bene. Sosteneva Zoe di essersene andata dopo una violenta discussione in merito al traditional "Sebben che siamo donne/paura non abbiamo". Secondo alcune, bisognava smettere di cantarlo, perche' quel 'sebbene' suonava offensivo, come se le donne, di norma, fossero timide e paurose. Altre sostenevano che no, non bisognava rinunciare a un inno carico di storia. Bastava un piccolo ritocco, nel rispetto della metrica: un minuscolo 'poi' al posto di 'sebben', ed ecco che la canzone tornava accettabile e battagliera. Zoe aveva sbattuto la porta e non s'era piu' fatta vedere. 
Il volto sul secondo foglio era quello di un uomo sotto la trentina, gia' stempiato e con la barba folta.
Nome: Ermete. Cognome: Trere'. Data di nascita: 28/05/78. Residente a: Ponte Madero. Note: cane sciolto da sempre. Vanta partecipazione al blitz del '99 contro il viadotto della fondovalle. Non figura nell'elenco dei fermati. Dubbio.
In effetti, era difficile immaginarselo nudo, il corpo pitturato di verde, appeso nel vuoto insieme ad altre venti persone, con le imbracature da roccia agganciate al guardrail. 
Probabile che l'aspirante attivista avesse citato l'episodio come credenziale. Oppure, era solo un contaballe compulsivo. Tutto inutile, comunque: il presidente escludeva a priori reduci di manifestazioni, provocazioni o attentati in nome dell'ambiente. Voleva solo insospettabili. Fedina penale intonsa. Persone come lui, incazzate per i lavori della Ferrovia Veloce o per l'apertura della caccia nella Foresta di Coriano. Eventi concomitanti che avevano scosso la coscienza ambientalista della valle. 
Il reclutamento era cominciato all'interno dell'associazione. 'Terra & Liberta'' si occupava di 'recupero e valorizzazione dell'antica civilta' contadina e montanara dell'Alta Val Madero'. Gente sensibile, abituata a difendere il territorio.
Il reclutamento era stato un flop.
Su trenta soci, solo due avevano superato il test. Solo due fogli dello schedario iscritti erano stati fotocopiati per passare al cassetto emla. Talmente pochi che si potevano pure buttare.
Quanto agli esterni, meglio lasciar perdere. Per gli unici due contattati, non c'era stato bisogno di compilare scartoffie: troppo fuori di testa, inutile perdere tempo.
L'Esercito Maderese di Liberazione Animale si era fermato li'. 
Due soldati semplici e un generale.
In altre parole, tre probiviri.

***
 
Quando tutti furono seduti, il presidente giro' gli occhi attorno, intinse un nacho nella salsa piccante e comincio' a parlare sgranocchiando.
- Dunqueho pensato parecchio al discorso di Erimanto, quello che liberare cinghiali e' fare un favore ai cacciatori. In effetti, non fa una piega. 
Ermete Trere', nome di battaglia Erimanto, allargo' le braccia con soddisfazione.
- Invece con gli struzzi, zero problemi.
- Tombola! - commento' Zanne d'Oro ingollando con gli occhi al cielo una manciata di tortilla chips.
- No, scusa, mi spieghi che c'hai contro i cosi? Quelli una volta che li liberi sei a posto. E i cacciatori non credo che gli possono sparare, perche' minimo sono una specie protetta, o no?
- Oh, ma mi fate finire? - si innervosi' il presidente - Cosa stavo dicendo? Si', insomma, non fa una piega, anche se poi un animale in gabbia e' un animale in gabbia, e tirarlo fuori e' sempre meglio che lasciarcelo.
- Cioe', tu dici: meglio libero con una pallottola in fronte, piuttosto che vivo ma dietro le sbarre.
- Beh, non proprio. Comunque c'e' degli animali che si lasciano morire, piuttosto che starsene in gabbia. Ma non e' questo il punto. Il punto e': cambiare strategia.
Cinghiale Bianco si alzo', fece il giro del tavolo e ando' a raccogliere qualche ceppo per alimentare il camino. Quando torno' a sedersi, le patatine di mais erano quasi finite. I bagliori delle fiamme davano un tocco mefistofelico al suo volto scavato.
- Qualche giorno fa ho messo giu' una bozza di dichiarazione. Pensavo che i tempi non erano ancora pronti, ma mi sa che mi sbagliavo. Cosi' vi ho
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