<A HREF="guerra_agli_umani034"><</A>
muratore?
Pinta afferro' la maglietta biancorossa tra pollice e indice di entrambe le mani. - Che c'entrano i muratori? E' una maglia da calcio, scemo.
- Si', va be', ma sempre uguale ti vesti? Quante cazzo ce n'hai, di 'ste maglie?
- Abbastanza per non puzzare di sudore come certi drogati.
- Eh, come t'incazzi! Volevo solo capire
- Ma che vuoi capire tu? E' un voto, va bene? Una scommessa. Il Barletta venne in C1 e io mi porto la maglia fino a giugno. Problemi?
Il Marcio alzo' le mani in segno di resa.
Zoppicando piu' del solito, si accosto' allo sportello. Era rimasto aperto. Si disse convinto di averlo chiuso e non ci fu verso di farlo salire. Qualcuno doveva aver manomesso lauto. 
Pinta dovette prendere le chiavi, mettersi alla guida, accendere il motore, uscire dal parcheggio, fare inversione.
Solo allora quell'altro si mise a sedere. Niente bomba.
Ma tempo un chilometro e il contenuto di tasche e portaoggetti era disseminato sul tappetino, costretto a rivelare possibili insidie e improbabili ordigni.


14. Lilith, Darwin e la rivoluzione animale

Puttana miseria! Vuoi vedere che se l'era perso?
Eppure non e' che la sede fosse poi cosi' grande. Un buco di sei per cinque al terzo piano di Molino Scaglia, proprio di fianco alla segreteria del Museo. Il museo che era poi il mulino stesso. Sotto l'abitazione del mugnaio, la sala di macinazione e quella dei catini erano ancora intatte, uguali a settant'anni prima. Sciami di under dodici si aggiravano ogni mattina tra gli antichi macchinari: palmento, bilanciere, tramoggia. L'addetto di turno tirava l'apposita leva, apriva il condotto della bottazza, faceva scendere acqua nei catini. La macina si metteva in moto. Allora i bambini, a turno e senza spingere, potevano buttar dentro un po' di castagne secche, o di frumento, a seconda della stagione, raccogliere nella madia il loro pugnetto di farina, chiuderlo in un sacchettino di iuta e andarsene a casa contenti. 
Il pomeriggio non c'era quasi mai nessuno. Ogni tanto un paio di escursionisti. Altre volte una famigliola. Morta li'.
L'Associazione 'Terra e Liberta'' aveva restaurato l'edificio con i soldi di un progetto europeo. Il comune gliel'aveva dato in gestione. L'assemblea dei soci si teneva il mercoledi' sera, quando i bambini se n'erano andati da un pezzo, e i villeggianti occasionali s'erano presi i loro de'pliant, e le manutenzioni ordinarie, con le varie pulizie, erano belle che finite. Il collegio dei probiviri, invece, si riuniva di venerdi', ma cosa se ne facesse di tre probiviri un'associazione da trenta iscritti, non era chiaro a nessuno. 
Nondimeno, come ogni venerdi', il presidente aspettava gli altri due preparando il tavolo per la riunione. 
Mappe, cartine, documenti.
Il presidente continuava a scartabellare tra raccoglitori e carpette, armadi e scrivanie. Sollevava pacchi di fogli. Questionari di soddisfazione. Registri delle visite.
Vuoi vedere che se l'era perso?
Guardo' nella cassaforte. Controllo' tra i ritagli della rassegna stampa. Butto' all'aria le fotocopie con la storia del mulino.
Niente. 
Si concesse un'ultima possibilita'. Dopodiche', avrebbe accettato l'evidenza: se il libro non era li', e non era nemmeno a casa, allora doveva averlo lasciato da qualche parte, magari sulla corriera, o alla fermata, oppure in banca di fianco allo sportello.
Infilo' la chiave sotto la scritta emla e apri' il cassetto. Lo estrasse dalle guide. Rovescio' il contenuto sul tavolo e lo sparpaglio' con le mani, come per cercare un anello in un mucchio di sabbia. 
Due fotocopie di schedario attirarono la sua attenzione. 
Pensava di averle buttate da un pezzo. Erano ancora li'. 
Sulla prima, la fototessera sbiadita di una ragazza bionda, sguardo tagliente, sorriso appena accennato. Sotto, tre righe di testo.
Nome: Zoe. Cognome: Ortensi. Data di nascita: 17/10/76. Residente a: Zonca di Sopra. Note: Si dichiara lesbica - da chiarire. '93/2002: collettivo femminista 'Le Furie Scatenate'. Espulsa.
Il
<A HREF="guerra_agli_umani036">></A>