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dal suo odore e da quello del cibo. In un paio di minuti erano fuori, allineati come per magia lungo il sentiero verzaiolo. 
I due cani girarono l'angolo in corsa, abbaiando con prepotenza. La vista del branco ne smorzo' la baldanza. A testa alta, un cespo di lattuga tra le zanne, la scrofa accelero' il passo nella direzione giusta. 
Fu in quel momento che qualcuno sparo'. Un colpo a salve, un avvertimento. 
Il branco smarri' all'improvviso il self-control e si lancio' in una corsa disperata. Quasi in coda tre bipedi, meno veloci ma altrettanto impauriti, cercavano di fare altrettanto. 
I due maremmani scattarono come segugi. Pronti a bloccare i fuggitivi. Consapevoli, ormai, di doversi accontentare dei piu' lenti.
Una consapevolezza simile si fece strada nel cervello di Erimanto. Capi' di non potercela fare.
Vide una bestia grossa quanto uno scooter passargli accanto per superarlo.
Tento' il tutto per tutto, senza pensare.
Butto' le braccia avanti. Spicco' il balzo. Atterro' scomposto sulla schiena dell'animale. Quello ebbe un sussulto, ma resse l'impatto. Dita strinsero setole, afferrando disperate quell'unica via di fuga, mentre il corpo trovava un equilibrio, tutt'uno coi muscoli del selvatico nero.
Nuovi spari esplosero dal caseggiato.
Un inedito centauro di montagna varco' il passaggio nella recinzione a quaranta chilometri orari.
Mozziconi di rete graffiarono la pelle, strapparono stoffa e carne suina.
La bocca di Erimanto non emise un suono. Il buco agli antipodi del corpo risulto' piu' produttivo.
Si lascio' andare per terra, rischiando la testa sotto decine di zoccoli. Rotolo' di lato, in mezzo a una piantagione di ortiche. 
Poi comincio' a correre nel bosco, lasciando che le gambe puntassero la salvezza mentre il prurito lo spronava a non fermarsi.


DOCUMENTO 2
Dal taccuino di Cinghiale Bianco. 
Bozza di documento programmatico.


Unica soluzione:
Guerra agli Umani!

Sulla Terra, tutte le forme di vita collaborano alla conservazione dell'ambiente. 
Tutte tranne una: gli Umani. La loro principale attivita' e' distruggere il Pianeta. 
Tale comportamento ha una sola spiegazione: gli Umani non fanno parte di questo mondo. Nel DNA della specie c'e' qualcosa di alieno. Siamo il frutto della violenza di alcuni extraterrestri sulle prime scimmie.
Per questo nel codice genetico degli Umani e' impresso a grandi lettere un totale disinteresse per la Terra, quando non un vero e proprio istinto distruttivo. Questo istinto ha finito per prevalere sulleredita' animale della specie, con le conseguenze che abbiamo davanti agli occhi.
Sotto il dominio degli Umani, la Terra e' condannata. Dunque, sono condannati gli stessi Umani.
Se fosse possibile riportarli sul Pianeta degli Antenati, si salverebbero capra e cavoli, ma la tecnologia necessaria potrebbe vedere la luce troppo tardi. Un'incognita eccessiva per una scommessa cosi' importante.
Scartando l'Esodo galattico, rimane una sola strada per limitare la catastrofe: sterminare gli Umani - che sono comunque condannati -  e salvare il Pianeta.
In realta', qualche luminare della genetica con istinto scimmiesco molto sviluppato potrebbe tentare la modifica del Codice Genetico Umano, sostituendo la parte aliena con geni di origine animale. Ma chi ci garantisce che lo lascerebbero lavorare? 
No. L'unica soluzione e' la Guerra agli Umani.
Ucciderli uno alla volta sarebbe lungo.
Indurli al suicidio, anche. 
La sterilizzazione di massa incontrerebbe le stesse difficolta' della modificazione genetica. Possiamo anche accettare una verifica di questi programmi pacifici, ma non appena ci saranno interferenze, procederemo con i nostri obiettivi.
Una bomba atomica distruggerebbe tutto, non solo gli Umani.
La soluzione finale sara' dunque unepidemia, studiata per colpire solo gli Umani e nel piu' breve tempo possibile. 
Ci stiamo lavorando. La chiameremo Diluvio.
Nel frattempo, occorre colpire gli individui piu' pericolosi. Quelli che piu' somigliano ai nostri
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