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farsi.
Recuperare il bollitore.
Finire la colazione.
Trovare la grotta. 


8. Rabdomanzia Operaia.

Lo sanno tutti: su dieci manuali pratici, nove sono una truffa.
Anche Gaia lo sapeva. Nondimeno, restavano le sue letture preferite.
Ovvio che non puoi diventare sommelier in dieci comode lezioni. Idem per il kung-fu, nonostante cento pagine tutte a colori. E anche molte ricette scritte hanno bisogno di correzioni, aggiunte, trucchi imparati per caso, dopo centinaia di souffle' rimasti seduti nello stampo.
Ci sono due scuole. 
Una dice: se fai una cosa, falla bene, falla fino in fondo. 
L'altra dice: fai cento cose, una fino in fondo, il resto per cazzeggio. 
Per cazzeggio, ti dai un'infarinata di urdu con le cassette Assimil. Non puoi andare a Islamabad come mediatore Onu, ma al pakistano sotto casa chiedi la frutta nella sua lingua. Magari ti fa pure lo sconto.
Per cazzeggio, metti le mani su una chitarra e in una settimana suoni Knockin' on Heaven's Door. Gaia conosceva un tizio che sapeva fare solo l'arpeggio di Horizon's, il pezzo dei Genesis scopiazzato da Bach. Se gli chiedevi un accordo di Do non sapeva nemmeno di che stavi parlando.
Per cazzeggio inneschi vere passioni, talenti naturali pronti per l'uso.
Dice la prima scuola: orrore! Tutto veloce, facile e a portata di mano! Culture millenarie in pratiche porzioni, cotte in cinque minuti, come noodles liofilizzati della peggior specie.
L'altra scuola dice: strano. Avete notato che 'sti tromboni scandalizzati spesso sono maestri da ottanta sacchi a botta? Gente che prima di farti suonare Knockin' on Heaven's Door passa i mesi a impostarti le dita, l'impugnatura del plettro, la postura del braccio. 
Gaia non contestava la prima scuola: le vere passioni richiedono tempo. E senza passione, tutto si somiglia. Fare yoga o guardare la tele.
Solo che Gaia non sapeva resistere. Nonostante odiasse le armi, un manuale sulle pistole l'aveva quasi convinta a comprarsene una. Doveva guardarsi bene dallo sfogliare certi titoli: "Sigaro, che passione", "Il manuale della barba", "Guida pratica per l'aspirante suicida". 
Solo una volta aveva fatto il salto. Dal cazzeggio alla pratica costante.
Aveva trovato il libro nei bauli di nonno Glauco.
Il libro cominciava cosi': "Chiunque puo' essere rabdomante". Classico inizio. Nel cammino verso una societa' di eguali, certa manualistica vuol fare la sua parte. 
Poi l'autore, Tom Graves, insegnava a costruirsi le bacchette. Prendevi due grucce di ferro, tagliavi, piegavi, buttavi il gancio, e ottenevi due pezzi a forma di L - un braccio corto e uno piu' lungo. Il braccio corto era l'impugnatura. Se riuscivi, potevi infilarla in un manicotto di legno, o una guaina di plastica abbastanza larga, in modo che le bacchette, una volta in mano, fossero libere di ruotare a destra e a sinistra.
Gaia aveva una certa esperienza di bricolage - s'era gia' letta un paio di manuali, sull'argomento. In meno di un'ora, le bacchette erano pronte.
Una delle regole non scritte per l'appassionato di manuali e' avere tempo a disposizione nella fase iniziale. L'esistenza della domenica la dice lunga sull'opinione di Dio in materia di cazzeggio. Senza un primo, piccolo risultato, tutta la baracca e' a rischio di crollo. 
Gaia era uscita subito per provare. Aveva sperimentato i primi esercizi. Tenere le bacchette in equilibrio statico perfetto. Immobili, anche camminando. Costruirsi un'immagine mentale dell'oggetto cercato. Imparare a leggere i movimenti delle bacchette. Imparare a non influenzarli.
Un pomeriggio di sforzi e una moneta da cento lire scovata tra ciuffi d'erba sul ciglio della strada.
Ulteriori tentativi, altrettanti successi. Gaia si era tuffata sui paragrafi successivi: le bacchette ad ipsilon, il pendolo, la regola del vescovo. 
Ma la dinamica del cazzeggio non bada solo ai risultati - se riesci ti appassioni, se no, no. Altrimenti il tempo libero sarebbe lavoro sotto mentite spoglie. A otto anni puoi essere la grande promessa del
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