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Charles Bronson, per l'esattezza. Ho qui due o tre foto, non si potrebbe controllare?
Il Marcio guardo'. Charles Bronson in giardino. Charles Bronson e padrona. Charles Bronson col ghigno di Armonica in C'era una volta il West.
- Aspetti un attimo, eh? Torno subito.
Raccolse le foto con mano tremante e giro' le spalle al grazie della donna. Cosa si faceva in quei casi? Usci' dal retro e si diresse ancora verso il prive'. Una sciatalgia permanente lo obbligava a zoppicare come un tamburino a molla. La mano destra premeva un punto subito dietro l'anca. Quintali di pomata analgesica non erano serviti a sconfiggere il dolore. Piuttosto, erano serviti a trasformare il Marcio nel piu' inveterato cocainomane della Valmadero. Almeno secondo la teoria del complotto messa in giro dall'interessato.
- Quel fricchettone del cazzo! Sparisce cosi', da un giorno all'altro, lui e il suo banchetto. Io senza quella pomata boliviana sono fottuto, capito? Non riesco neanche a camminare. Guarda caso, proprio il giorno dopo passa il mio pusher e mi regala un paio di bustine. Io sono steso a letto, sudato fradicio, faccio fatica a girarmi. Sniffo di brutto  e mi sento un po' meglio. Sai perche'? La cazzo di pomata era una roba Incas, strapiena di coca. E allora dimmi che quello stronzo non era d'accordo col pusher! Che poi da quel giorno, altro che regali, lo pago eccome, ma almeno posso camminare, no? Almeno quello
Dentro la roulotte, linterrogatorio proseguiva. Nessuno si era spostato di un millimetro. Parevano manichini in vetrina.
- Hai capito? - diceva Pinta - Appena stai meglio con la gamba te ne torni a casa. Pero' devi stare muto, muto con tutti. Non devi parlare a nessuno. E questi tuoi amici che sanno degli incontri, bisogna che ci dici chi sono, altrimenti ci mettiamo a cercarli noi, e quando poi li becchiamo sono cazzi loro.
- Scusate un secondo - si inseri' il Marcio - La tipa vuole sapere se abbiamo trovato un sanbernardo. Questo qui. Si chiama
Pinta prese le foto e le lancio' come stelle ninja in faccia al nigeriano. 
- Le dici che il cane non ce'. Le dici di fare dei manifestini e di promettere una bella ricompensa. Vedrai che dopo lo troviamo.
Tutti risero, escluso Sidney, il nigeriano. In pochi squarci di riflessione aveva concluso che l'unica fuga possibile era tornare in Nigeria. Ma non gli bastavano i soldi, era piu' povero di prima, e aveva speso una fortuna per partire. La possibilita' era pura astrazione.
Il Marcio raccolse le foto e torno' verso lufficio. La donna alzo' uno sguardo interrogativo dal suo pasto di unghie.
- Niente, guardi, nessun sanbernardo. Provi con degli annunci, magari una ricompensa.
- Niente sanbernardo? Davvero? Eppure quelli del comune
- Qui non c'e'. - Il Marcio iniziava a innervosirsi. Dove sera ficcato, lo stronzo? Era lui che si doveva smazzare certe situazioni.
- MaE' proprio sicuro?
- Ascolti, sono appena stato a controllare. Vuol venire lei, la' dentro?
La voce di Ghegno calo' quasi dal cielo. In realta' era soltanto in piedi, accanto al bambu'.
- Il mio collaboratore diceva per dire, signora. Il canile non e' ancora aperto al pubblico. Se mi lascia una foto e il suo numero di telefono, controllo di persona che non ci siano errori. Nel caso, le faremo sapere.
Gaia giro' limmagine di Charles B. in giardino, prese una penna e scrisse il telefono sul retro.
- La ringrazio molto. Spero di sentirvi presto.
- Non mancheremo - concluse Ghegno stringendole la mano. Aveva fatto il pierre per una discoteca e la faccia da bluff non gli mancava. 
La donna usci'. Il Marcio asciugo' il sudore col fazzoletto da naso. - Sei un coglione, Ghegno. Sempre a cazzeggiare.
- Ah, io sono un coglione? Ci mancava poco che le stendevi il tappeto, alla tipa.  
- Non faccio la segretaria, io. Non ne so un cazzo di sta roba.
Usci' sbattendo la porta mentre Ghegno se la rideva. Pesto' per la quarta volta le proprie orme e si diresse zoppo verso la roulotte. Gli servivano le chiavi del furgone. Doveva fare
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