<A HREF="guerra_agli_umani000"><</A>
rivista per cazzi solitari. Servizi a pagamento, porno casalinghe, attrezzi sessuali. Ghegno si distrae con le funzioni del cellulare. 
Orso lega una fune al tronco del castagno. Sul capo opposto ce' un moschettone. Il moschettone arpionera' un collare. Il collare serve a trattenere Conan a fine ripresa. Oppure quando laltro si arrende. Altrimenti Conan non smette.
Conan e' un fila brasilero di linea dura. Una specie di molosso da presa, razza selezionata dai fazenderos brasiliani per dare la caccia agli schiavi in fuga. 
Laltro e' un nigeriano di ventisette anni. Mai combattuto prima. In gergo: un pivello. Jakup Mahmeti lo manda a chiamare. Si comincia.
Molti spettatori si rifugiano in auto. Altri sul cofano. Conan e' un cane addestrato, attacca solo lavversario, ma meglio non rischiare. Conan e' eccitato. Sessantacinque chili di muscoli e irruenza. Allenamento duro, fatto di corse, botte, digiuni e gatti feriti da sbranare. Conan e' strafatto di aminoacidi e anfetamine. Gli danno da bere. Orso gli strizza una spugna sulla testa. Se non fosse addestrato, ci vorrebbero tre uomini per attaccarlo alla corda. Orso lo afferra per il collare e gli si inginocchia di fianco.
Lo sfidante entra nel cerchio di luce, al guinzaglio di un angelo custode ubriaco di Jack Daniel's. Ha una ramazza di dreadlocks legata sulla testa. Ha lo sguardo fisso, occhi pallati. Ha la fifa tatuata sulla pelle. 
Quella del guinzaglio e' l'ultima buffonata partorita dal Marcio. Quasi nessuno la trova cosi' divertente ma ogni tanto tocca dargli ragione. In fin dei conti, ha pure un suo scopo. Fughe dell'ultim'ora possono sempre capitare.
Orso mormora qualcosa allorecchio del cane. Quello scopre le zanne e si mette a ringhiare. Silenzio improvviso, discorsi inghiottiti a meta'. Lontani rumori di strada e un fitto squittire tra i rami. Una donna nasconde la faccia sulla spalla della vicina. Il rudere, le auto, l'arena, gli spettatori: un unico animale notturno che trattiene il respiro.
Mahmeti si avvicina al cane col sigaro tra le labbra. Tira una lunga boccata e glielo spegne in testa. Lo scatto della bestia solleva polvere e grida. 
Un balzo giaguaro, impressionante e rabbioso. Il nigeriano si copre con lo scudo. Lurto lo rovescia: ha le gambe molli. Finisce per terra e si scompone. Scalcia come una blatta per non farsi addentare la caviglia. Riesce a mettersi su un fianco, prova ad affondare il tirapugni nelle costole del cane. Lo sfiora appena. Quello ha stretto i denti sul bordo dello scudo e non molla piu'. Con un colpo secco butta la testa allindietro: l'angolo cede come cartone. Al secondo assalto, il plexiglas resiste meglio. Non altrettanto il braccio sinistro del nigeriano, infilato nelle cinghie. Gli strappi dell'avversario lo costringono ad aprire la guardia.
D'istinto, reagisce col destro, appena sotto la tempia. Conan rimane stordito, ma non molla. Tira lo scudo in modo da sfilarlo. Si abbassa sulle zampe anteriori e spinge con quelle dietro. Al quarto strattone lo sfidante allarga le dita. E senza protezione. E sempre per terra. 
Un crocefisso debano sulla polvere bianca.
- Duecento su Conan prima della fine.
- Andata.
Il nigeriano ansima, la lingua in gola. Prova a mettersi in piedi, ma il cane gli e' addosso, zampe sul petto. Se lo azzanna sopra le spalle, e' k.o. tecnico. Vince Conan, match sospeso. Luomo si protegge col braccio metallizzato. Troppo lento. Il muso del cane penetra la guardia e punta la clavicola. Luomo gli afferra il collo prima che i denti si chiudano. Il cane si scrolla con rabbia. Qualcuno urla.
- Tirati su, dai!
- Forza, negro, forza!
Quelli che hanno puntato sulla prima stringono pugni, occhi, mascelle.
- Da'i bello, sbrana, sbrana!
Ma l'Orso soffia nel fischietto e strattona la corda. Fine Primo Round. Il braccio del nigeriano e' ridotto male. Sangue impregna la gommapiuma.
Nel breve intervallo, sacchetti di patatine e sorsate alcoliche per combattere il freddo. Gli insicuri ritoccano le scommesse. I
<A HREF="guerra_agli_umani002">></A>