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troppo incasinata, scene di massa, costi altissimi. Probabilmente stavano pescando con le bombe, ramazzando opzioni su tutti i libri venuti a galla, tra cui il nostro. Quasi alla cieca.
Morale della favola gli ingessati figuri dell'Heynoughty, all'indomani delle prime ventimila copie vendute, avevano siglato un bel contrattino "record" - secondo i parametri tanzanesi di cui vanno fieri - con Mr. De Gaudentiis. Per loro erano soldi facili, se li sarebbero messi in saccoccia senza muovere un dito. L'accordo prevedeva l'esborso da parte di Cordelio di una congrua cifra nel caso avesse deciso di passare dalla semplice opzione all'acquisto dei diritti; cifra che _ovviamente_ avremmo dovuto dividere a meta' con il nostro editore. E tante grazie. 
Il resto del contratto non ci riguardava. Nel senso che saldati i diritti di riproduzione cinematografica il big boss avrebbe potuto usare il nostro romanzo per trarne il plot di "Benvenuti a sti frocioni 3", scegliere come protagonisti Saul Bove e Gina Lollobrigida, e commercializzare le miniature del protagonista Gerets "Ti sgozzo" o cappellini con la "Uh?" stampigliata sopra... tutto questo, _ovviamente_, senza darci mezza dracma. 
_Ovviamente_ un cazzo, avevamo pensato. Come credono di riuscire a mettere mano a un romanzo fluviale come "Uh?" senza avere bisogno di noi? Siamo gli unici che possono raccapezzarsi in quel popo' di trama. Dovranno venire a Canossa.
A Canossa, per l'intanto, c'era venuto l'editore. Ci eravamo presi il miglior agente letterario del paese, Heriberto Cienfuegos, che aveva rinegoziato contratti, anticipi, percentuali, assestando agli executives dell'Heynoughty una sfilza di metaforiche manganellate nell'interno coscia.
Questo un anno prima.
All'inizio di giugno la Filmeuro ci aveva proposto di scrivere il "trattamento" di "Uh?" per _er_ cinema. Si imponeva un incontro a quattr'occhi.


3

Ed eccoci nella Capitale, a cercare di capire cosa esattamente ci si aspettava da noi e - in un secondo tempo - quanto avrebbe potuto fruttarci quel lavoro. Con noi c'erano i responsabili della collana Crawl, Salman e Renato, appunto. Tra i pochi heynoughtiani con cui mantenevamo rapporti cordiali.
De Gaudentiis e Cerumi, seduti all'altro capo della chilometrica scrivania, ci fecero un po' di complimenti, rimpallandosela in allegria e usando esclusivamente la parlata indigena d.o.c. (piu' tardi Mr. Fantastic avrebbe commentato: - E se m in t'l'ardsrs par lavure'r a cminzipi'va a dscrrer in ptrugna'n?)
Piu' che lo sbirro buono e quello cattivo, avevano deciso di impersonare Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, per lusingarci con florilegi gergali de prima scelta. Dei tipi simpatici, tutto sommato. Pensai che forse una qualche clausola aziendale proibiva l'utilizzo di altre lingue nelle riunioni di lavoro, e quando tocco' a me fui incerto se accontentarmi del mio accento o adeguarmi agli usi locali imitando Ferruccio Amendola quando doppiava Er Monnezza. Optai per la prima ipotesi, ch non pensassero a un intento sfottitorio. Cercai di capire cosa Lorsignori avessero in mente.
De Gaudentiis, dopo aver ripetutamente elogiato "Ze Gladie'tor", e rammaricandosi di non averlo fatto lui, cerco' di farci capire che per "Uh?" aveva in mente una produzione in grande stile. E si mise a sfoderare nomi grossi: Roman Polansky (da non confondersi con Romano Polaschi, quello di "Maciste contro gli uomini paguro"), Riddlisco'tte, Wolfgang Petersen ("perch e' tedesco..."). 
Poi elogio' un altro film in costume, ma si rammarico' del fatto che nessuno riuscisse a pronunciare il nome del regista, Abdul Hassan Halim da Silva Lunacharskji Jr., e che Lunacharskji Jr. avesse gia' due film in turnaround (pronunciato esattamente come si scrive).
Concluse quella tirata con la frase: 
- Insomma, questa nun po' esse 'na produzzione da cinque milioni de dollari, capite? E' un colo'ssal in costume!
Dopo i primi venti minuti mi aspettavo che da un momento all'altro Carlo Verdone uscisse da dietro una tenda e dicesse:  "Ok,
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