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sistematela all'aria aperta all'interno di una gabbia di filo d'acciaio. La gabbia permettera' ai parassiti e ai necrofagi piu' piccoli come vermi e formiche di compiere il loro lavoro e impedira' a parassiti piu' grandi (cani e bambini) di entrare in possesso del futuro trofeo. Dopo un periodo di tempo congruo, immergete il cranio in una soluzione di acqua e varechina e bollite il tutto per sterilizzarlo e lavare via lembi di tessuto eventualmente ancora attaccati all'osso.
Dopo aver rimosso la testa, lavare abbondantemente la carcassa con acqua corrente. Dal momento che non esiste un vero e proprio mercato per le pelli umane, non e' necessario prestare cura particolare nel rimuovere l'epidermide conservandola intatta in un pezzo solo, e questo facilita alquanto l'operazione. La pelle e' infatti un organo assai esteso, e scuoiando la carcassa non solo esporrete la configurazione dei vari gruppi muscolari, ma vi libererete anche dei peli e delle ghiandole sebacee e sudoripare. Occorre usare un coltello a lama corta per non incidere muscoli e visceri. La pelle e' formata da due strati, uno esterno piu' sottile e uno interno piu' spesso. Mantenete la lama il piu' orizzontale possibile in modo da rimuovere il tessuto connettivo. Un ostacolo che vi si presentera' sono i genitali esterni. Se l'animale e' maschio, si potra' senz'altro recidere pene e scroto, se e' femmina si potra' fare lo stesso con le grandi labbra. E' importante non toccare l'ano, e lasciare un'area attorno allo sfintere rivestita di pelle. Non ci deve occupare dei piedi, che possono semplicemente essere recisi: alcuni trovano particolarmente gustose le mani, ma ottenerne carne commestibile a sufficienza e' riservato ai macellai piu' esperti. La pelle e' invece decisamente adatta a preparazioni gustose e facili. Un esempio: bollite le strisce di pelle e spellate lo strato piu' esterno. Tagliate le strisce in pezzi della grandezza desiderata e friggete in olio abbondante. Cospargeteli di sale e aglio, oppure paprika o peperoncino di cayenna.
Sventramento. Il passo seguente consiste nello sventramento, vale a dire l'asportazione completa degli organi interni dalla carcassa. Per incominciare, occorre tagliare dal plesso solare quasi fino all'ano. Occorre stare attenti a non tagliare gli intestini: questo contaminerebbe tutta l'area con feci e batteri fecali. Un buon modo di evitare questo inconveniente e' quello di usare il coltello con la punta rivolta verso l'esterno, e tagliare con cura e lentezza.
Tagliare attorno all'ano. Con una sega, tagliare e asportare l'osso pubico. La parte inferiore del corpo e' ora completamente accessibile:  possiamo estrarre gli organi interni (intestini, reni, fegato e polmoni) per poi separarli dalla parete posteriore del corpo.



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