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del lavoro piu' essere eseguita con pochi, semplici attrezzi: diversi coltelli a lama corta e lunga, una mannaia e una sega dovrebbero bastare.
Preparazione dell'animale. Entrare in possesso del soggetto dipende da voi. 
Per motivi connessi alla qualita' e soprattutto alla salute, la freschezza della carne e' importantissima. Un essere umano vivo tenuto in cattivita' rappresenta l'opzione ottimale, anche se una condizione cosi' favorevole e' oggettivamente rara. Nel caso sia possibile, accertatevi che l'animale non abbia ricevuto cibo nelle ultime 48 ore, e che abbia bevuto grandi quantita' d'acqua. Cio' aiutera' a purgare il corpo da tossine e escrementi, e rendera' dissanguamento e pulizia piu' agevoli e veloci. In condizioni ideali, l'esemplare dovra' essere reso incosciente. Violenti e inaspettati colpi al cranio, oppure uno strangolamento, restano le soluzioni migliori: droghe e tranquillanti non sono consigliabili perche' potrebbero alterare in modo spiacevole il gusto della carne. Se non e' possibile tramortire l'animale senza eccitarlo e indurlo a difendersi (cosa che pomperebbe un maggior volume di sangue e di sostanze come l'adrenalina attraverso tutto il corpo), un singolo proiettile in mezzo alla fronte o alla nuca sara' sufficiente.
Sospensione. Una volta ucciso o reso incosciente l'animale, si e' pronti per appenderlo. Si possono legare i polsi e le caviglie ai supporti fissati in precedenza: nel caso si scelga questa tecnica, il supporto piu' adatto e' una trave posta longitudinalmente sul piano di lavoro. Alcuni trovano preferibile appendere la carcassa per i piedi soltanto, inserendo ganci da macellaio nel tendine d'Achille: in tal caso le gambe dovranno essere tenute larghe piu' delle spalle, e le braccia lasciate penzolare in modo che non intralcino la macellazione e siano pronte per essere recise. E' piu' facile lavorare se i piedi dell'animale vengono a trovarsi leggermente piu' in alto della testa del macellaio.
Dissanguamento. Sistemare un recipiente largo e aperto al di sotto della testa dell'animale. Con un coltello a lama lunga, penetrare nella gola su un lato della mascella e tagliare con decisione da orecchio a orecchio. Le arterie carotidi interna ed esterna verranno aperte. Se l'animale non e' ancora morto, questa sara' operazione definitiva. Dopo un violento spruzzo iniziale, il flusso dovrebbe stabilizzarsi in modo tale da consentire di convogliare il sangue all'interno del recipiente. Il drenaggio puo' essere aiutato massaggiando le estremita' in direzione del tronco e comprimendo lo stomaco. Un esemplare adulto contiene almeno sei litri di sangue. Non c'e' utilizzo per tale fluido, tranne che per scopi rituali. Se bevuto, nella maggior parte dei soggetti agisce come emetico.
Decapitazione. Quando il flusso del sangue rallenta, ci si puo' preparare a rimuovere la testa. Proseguire il taglio girando attorno al collo, dalla mascella alla parte posteriore del cranio. Una volta tagliati muscoli e legamenti, la testa puo' essere portata via di netto con un movimento di torsione, avendo cura di afferrarla saldamente da ambo i lati. La separazione interviene nel punto in cui la spina dorsale si innesta nel cranio. Tale procedimento -tagliare prima attraverso muscoli e legamenti con un coltello in modo da esporre ossa o articolazioni- puo' essere seguito per altre parti anatomiche servendosi eventualmente anche di una mannaia o di una sega. Non raccomandiamo di conservare la testa come trofeo per una serie di buone ragioni. Primo, il trofeo potrebbe attirare l'attenzione sul suo possessore, che potrebbe esserne entrato in possesso con metodi non legali o non strettamente legali. In piu', una pulizia completa del cranio e' assai difficoltosa a causa dell'ingente massa cerebrale tipica dell'animale in questione, che e' difficile da rimuovere senza aprire il cranio. Il cervello, in piu', non e' generalmente considerato appetibile. Nel caso siate decisi a conservare il cranio, rimuovete occhi e lingua, scuoiate la testa e
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