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Quella era la sua terra, con tutto quel che conteneva. 
Augustus Miller sali' sul fuoristrada. Avvio' il motore. Sullo schermo, una luce intermittente lampeggiava: l'altro bastardo era fermo, immobile, circa milleduecento yarde piu' a nord. Cercava di passare inosservato, lo stronzo. Augustus Miller sorrise e si convinse che i 55.000 DEN dell'impianto di rilevazione erano stati un bell'investimento. La vecchia avrebbe taciuto, una buona volta. Anche perche' alla vecchia la carne piaceva. E c'era molta carne sul negro. Si trattava solo di pagare Fourier perche' chiudesse un occhio doveva ricordarsi di tenere un buon taglio per lo sbirro. A chi potevano interessare due vagabondi del cazzo? 
Augustus Miller era di buon umore. Il vecchio Remington a pompa era una sicurezza, e la caccia era divertente. Meno pericolosa che dar dietro alle alci, ad es. 

Paranthropus Boisei: aveva mascelle possenti, dotate di enormi molari adattati a quella che si suppone fosse una dieta di tipo vegetariano. Il suo cranio e' massiccio, ma non e' dato sapere se questo ominide fosse  piu' grande degli australopitechi.
Homo Rudolfensis: era un ominide dotato di cervello relativamente grande, a giudicare dal celebre cranio KNM-ER 1470. La testa era quindi diversa da quella di H. Abilis, dotato di cranio piu' piccolo, ma le sue proporzioni corporee sono in realta' sconosciute.
Homo Abilis: e' stato cosi' denominato in quanto ritenuto l'autore degli utensili litici di 1,8 milioni di anni fa scoperti a Olduvai, in Tanzania. Questo ominide otteneva schegge taglienti percuotendo ciottoli l'uno contro l'altro. 
Homo Ergaster: talvolta chiamato "Homo Erectus africano" aveva un cranio alto e arrotondato e uno scheletro simile a quello degli esseri umani moderni. Sebbene H. Ergaster con ogni evidenza si nutrisse di carne, i suoi denti masticatori sono piccoli. 

Wang avverti' il rumore del motore. Si alzo' in piedi. Il mezzo procedeva a fari spenti. Era duecento metri circa di fronte a lui. Wang accarezzo' il Longfist. Punto'.
Augustus Miller vide la traccia rossa del laser di puntamento centrare il parabrezza. Freno' di colpo, fece per innestare la retro. Guardo' nel retrovisore. Sulla fronte un'asola rossa faceva da ponte per il metallo che lo avrebbe portato via da questa sfera d'esistenza. La raffica arrivo', rabbiosa. La scatola cranica del fattore esplose in mille frammenti.

Wang getto' l'arma nelle stoppie. Sedette sui talloni. Inspiro': l'aria riempi' i polmoni e il dan tien, oltre il diaframma. Espiro' dalle labbra socchiuse. 
Dalla profondita' delle orme si puo' dedurre la forza delle gambe di un uomo, e la sua abilita' in combattimento. I passi del eroe marziale erano leggeri e decisi. L'aria vibro'. Una sensazione maligna scorreva nelle ossa e nella carne. Si fermo' all'altezza dell'inguine. 
Il cielo roteava sulla testa, come una scheggia turchese, e produceva un rumore assordante. Wang porto' le mani al cavallo dei pantaloni. Annaspo', cercando aria con cui riempire i polmoni.

L'invenzione da parte di Homo Ergaster della cosiddetta ascia a mano bifacciale presuppone il rispetto di una simmetria, ed e' quindi la prima testimonianza di un'immagine mentale cui l'esecutore si sarebbe attenuto.

36.INCONTRO ALL'ALBA
ovvero: niente piu', niente


New Hindi Town, 8 agosto 2025

Sandeep Pandit entro' nella rimessa. Il fascio di luce della torcia illuminava il teatro di una lotta mortale. Sandeep Pandit scosto' il corpo di Bert Dasgupta con il piede per aprire un varco al proprio passaggio. Guardo' il volto del ragazzo. Si gratto' il capo. Fece una smorfia di disappunto: aveva perduto uno dei migliori clienti. 
Sollevo' l'Union Jack bagnata di sangue. Vide il volto di JSJ. Il bastardo respirava ancora, ma se non gli fossero state prestate cure mediche al piu' presto ci sarebbe stato un newyorchese di meno sotto il cielo. Sandeep Pandit estrasse un barattolo di vetro dalla tasca. Cosparse le mani di una sorta di unguento. Passo' le palme sulle tempie
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