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prim'ordine, come quello sulla 90esima, o quello a Hoboken... 
Sul monitor apparve il volto di Ananda: i dubbi vennero fugati. "Se l'ambiente sembra familiare, Meyer, e' perche' abbiamo utilizzato i piani di fabbricazione dei cubicoli Dream Center." Matleena mormoro': "90esima..." Ananda fece un espressione sorpresa. "Esatto, Meyer. Vedo che sei in buona forma. E' la replica del cubicolo D.C. sulla 90esima. Ti trovi dentro un deideologizzatore. Nome carino, non trovi? L'esperienza sara' piacevole." 
Matleena sorrise, colma di beatitudine. Udi' la propria voce puntualizzare: "Non ho dato l'assenso, mi sembra". 
Ananda sorrise. "Come no, Meyer. Guarda." 
L'ultima speranza dell'umanita' agito' un foglio di plastica. L'inquadratura chiuse sulle ultime righe. C'era una firma. Matleena la riconobbe come sua. "Tutto legale, eh? Consolante." La donna chiuse gli occhi e sorrise. Perche' lottare? Se c'era un motivo al mondo, Matleena Meyer l'aveva dimenticato.

32. LA VENDETTA
ovvero: l'ultimo a morire


New Hindi Town, 7 agosto 2025

We're standing in the shadows
where the in-crowd meet 
we're all dress down for the evening 
we hate the punk e'lite 
So take me to your leaders 
because it's time you realize...
That this is the time, the time for action, 
time to be seen 
time to be seen.
Secret Affair, Time for Action, 1979

Bert avanzo' di un passo. Il cuore batteva forte. Bert si interrogo' sul da farsi. Chiamare gli sbirri: Bert espiro' con forza. No, escluso. Non lo avrebbe mai fatto. Se gli altri lo avessero saputo, la vita sarebbe stata un inferno. Entrare in casa, avvertire il padre: inutile. Il vecchio era sbronzo come ogni venerdi' sera. Andarsene giu' in citta', fare finta di niente e augurarsi che l'ospite sparisse prima del ritorno: Bert considero' l'ultima opzione. La trovo' attraente. Appoggio' la schiena alla parete esterna in finto legno. Frugo' nelle tasche: niente sigarette. Noto' una macchia d'unto sui jeans. Bert impreco' sottovoce. Quel tizio magro che vendeva hot dogs sul carrettino a pedali: poco cane, molto ketchup, pane incapace di trattenere carne e sugo.
Il bastardo nella rimessa aveva centrato la testa di Harry The Mod. L'immagine di Harry sdraiato nel proprio sangue, circondato dalla poltiglia di ossa e cervella occupo' la mente per lunghi istanti. 
Bert vide Harry prendere a pugni Billy Mc Coy: il biondo lo tormentava da mesi. Non bastava essere ricchi, per essere accettati. Occorreva essere bianchi, a quel tempo. Bert e Harry erano stati tra i primi ad arrivare, dopo la catastrofe. Insieme al ragazzino che si era messo a vendere hot dogs. Lui pedalava: non si era mai capito come fosse arrivato fin li'. Ricco non era, e non aveva genitori. Il ragazzino sgobbava. Harry e Bert andavano a scuola. Tra i primi paki ad arrivare, tra i primi a subire: Harry era stato il primo a ribellarsi, pero'. 

Bert torno' sui suoi passi. Sollevo' la sella dello scooter. Estrasse un set di cacciaviti. Scelse il piu' grosso. Sarebbe stato divertente.
Per qualche motivo la sigla di Hawaii 5-0 echeggio' nella testa. Bert senti' l'aria invadere i polmoni, inspirazione dopo inspirazione. Era una bella sensazione: strano che ci si faccia l'abitudine. Bert opto' per niente strategia, niente tattica. Attacco frontale. Urlare all'impazzata. Fare un casino infernale. Qualcuno su in alto, se esisteva, avrebbe provveduto.

***

Era un mod. La mandibola penzolava sul petto, attaccata al cranio per un lembo di tessuto tendineo. La mandibola oscillava ad ogni passo, copriva e scopriva il nodo della cravatta. Al posto della parte inferiore della faccia si apriva una cavita' rossastra. Lembi di tessuto decoravano la ferita, qualche dente era rimasto attaccato all'arcata superiore. Tutto sommato, il mod sembrava in buona forma. Non peggio che dopo un allnighter a Northern Soul e anfetamina: occhi vivaci brillavano sulla pelle scura, al di sopra del buco maligno da cui usciva e entrava l'aria. Il mod indossava un abito verde per niente
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