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vita." Harry sorrise, forzo' la bocca di John Smith come si fa coi cavalli, quando si controlla la dentatura o li si premia con lo zuccherino. Ficco' in gola alla preda una manciata di pastiglie. John Smith sbavo'. Harry The Mod puli' la mano sulla giacca del prigioniero, impreco'. 
"Andiamo. Un posto qualsiasi. Bastano dieci minuti." Matleena Meyer si guardo' intorno, annuso' l'aria. Si diresse a larghi passi verso una Toyota, muta testimone della strage. Il grimaldello elettrico vibro', le portiere scattarono. La donna si sistemo' alla guida e fece un cenno al sicario. Harry tiro' JSJ per la manica. 
Il motore si avvio'. L'auto passo' a fianco della troupe televisiva. Il giornalista in parka nero sputava parole, rosso in volto.

21.UNA SQUADRA MALE ASSORTITA
ovvero: a Wang non piace il plin plon

Contea di Hopetown, Canada, 5 agosto 2025

"Questa musica e' noiosa." 
L'Inglese di Wang aveva un timbro artefatto, meccanico. Retaggio dell'apprendimento ipnotico. Almeno era privo d'accenti: mid-atlantic perfetto, Justin non poteva far finta di non capire. 
"Perche'? che hai contro Philip Glass?" 
Wang sorrise e mostro' le palme. "Niente. Pero', vuoi mettere i Wu Tang Clan? Let my niggas live..." 
Justin distolse gli occhi dalla strada e guardo' il cinese. L'altro, sul sedile posteriore, aveva aperto il vetro e teneva la testa fuori dal finestrino. Sembrava un cane, un cane bastardo cinese.
"Colonnello Wang, pensavo che dovessi concentrarti o qualcosa di simile." 
Wang si allungo' sulla sedia. "Perche'? Il grosso del lavoro spetta a te. Dammi una sigaretta. Mai fumato sigarette americane." 
Il bastardo sul sedile posteriore rientro'. "Cambia musica, Bomboko. Wang si innervosisce." 
Spazientito, Justin fece scattare un portello sul cruscotto. "Scegli."
Il telefono vibro'. Justin porto' il ricevitore all'orecchio. "E' illegale!" avverti' Wang armeggiando con il lettore "non puoi rispondere al telefono mentre guidi!". Shin sorrise. Justin fisso' il cinese per un istante. "Guarda la strada!" Justin indico' il cruscotto. Navigatore automatico: la spia si accese. Justin stacco' l'altra mano dal volante. Basso e batteria presero a pulsare: funk scarno e secco, i Meters, in diretta dalla New Orleans di un'era precedente.
Wang fece un espressione compiaciuta, come se l'America cominciasse a piacergli. 
"Si', eccomi." L'espressione del negro muto'. Tocco' un comando sulla plancia. La voce di Ananda Marvin si diffuse nell'abitacolo.
"... se ti ho chiamato solo adesso. Come sai, sono molto impegnato. Ma facciamo cosi': sistemata la faccenda, intendo la cattura, o meglio la liberazione, sarai mio ospite e butteremo giu' un piano d'azione: mansioni, pagamenti eccetera. E porta anche i due cinesi che hanno mandato per ammazzarmi." Silenzio. Ronzi'o di turbocompressore. Una buca. Lo stereo si spense e si riaccese. L'orchestra gamelan piegata ai voleri di P. Glass riattacco' implacabile. Plin plin plon. Che fine aveva fatto la musica? Justin degluti'.
"Non... Non so di che parli."
"Va bene, Justin, va bene. So tutto, quindi risparmia la fatica di fingere. Sei abbastanza intelligente per capire che e' meglio stare dalla mia parte. Non parlo solo di convenienza personale." 
Ananda, dall'altro capo della linea, fece una pausa. Le sequenze di note di P. Glass continuavano a percorrere l'abitacolo. Il volto di Wang era contratto, Dawei era rientrato dal finestrino. "Parlo di giustizia, di scelte giuste, fratello. Se me lo concedi, direi che siamo sulla soglia di una svolta storica."
Il motore ronzava. P. Glass incalzava. Wang sferro' un pugno al lettore CD. Il cruscotto vibro'. La musica cesso'. "A presto, allora. Sono in vista del mio uomo". Clic. Justin Bomboko rimise le mani sul volante. Rallento', accosto'. Passo' le mani sul volto.

***

Matleena fece schermo agli occhi con la destra. Lo sguardo di Harry indugio' su glutei e cosce. La guaina termica scintillava alla luce del tramonto. Lasciava ben poco all'immaginazione: Matleena avverti' lo 
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