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fosse montato su cavalli e carri e procedesse su una polverosa pianura. La nube terrena saliva al cielo sciogliendosi nell'aria umida: il cielo era gravido di pioggia e polvere. 
Lampi all'orizzonte: Matleena imbocco' il viottolo d'accesso al motel. Lo spiazzo era invaso da una moltitudine di sbirri, e quello la' in fondo era il furgone che riparava Harry e la preda, John Smith Jones. 
Ecco la troupe televisiva. Ed ecco anche gli sbirri.
Erano in fibrillazione, avevano fretta. Disorganizzazione, fretta da mondo che cade a pezzi, fretta da pezzi di mondo in caduta. Avevano le armi pesanti ma per qualche motivo non avevano bloccato gli accessi all'area.
La donna smonto', estrasse il Longfist dalla custodia, imposto' la sequenza di tiro. Cinque spari, poi altri sette, poi altri tre: un'operazione chirurgica. Harry si sarebbe occupato degli altri.
Il visore mando' immagini di sbirri affaccendati, che discutevano e indicavano. Gli sbirri erano quasi tutti di spalle. Matleena Meyer apri' il fuoco.

Harry saluto' con un pugno levato in alto i proiettili che piovevano sugli avversari. Usci' allo scoperto e centro' un paio di automobili. I mezzi del governo di Sua Maesta' esplosero. Chirurgia femminea piu' massimalismo generazionale: fumo nero e puzza di carne bruciata invasero l'aria. Harry giro' il capo. John Smith Jones sedeva mite, privo di volonta'. Harry sorrise. "Tra un po' sarai a casa, JSJ"

Matleena Meyer camminava con circospezione, Longfist nella destra, kukhri nella sinistra. Colpi pietosi finirono il massacro, sangue schizzo' e flui'. 
Il visore interno mando' l'immagine di un uomo abbronzato, sui cinquantacinque, in tuta Sergio Tacchini. Era seduto su una cyclette: De Chiesa, il committente. "Cosa stai combinando, Meyer? Stai mandando tutto a puttane, finirai sulla lista dei cacciabili, tu e quello scoppiato del cazzo! Sei in fottuta diretta TV!" Le vene sul collo erano gonfie. De Chiesa era molto alterato. 
Matleena rispose con calma olimpica. "Abbiamo JSJ Possiamo provare che gli sbirri canadesi avevano legami con una parte interessata ad alterare la caccia." 
De Chiesa passo' un fazzoletto sul volto. "E chi sarebbe, questa parte?" 
Sotto il casco, la Meyer sorrise. "Il Governo Federale. Non dirmi che non lo immaginavi." 
De Chiesa scese dalla cyclette, si slancio' verso la camera del videocomunicatore, inciampo', riprese l'equilibrio. "Devi essere impazzita, Meyer. Il Governo Federale e' troppo grosso anche per noi!"
"Taci, De Chiesa. Sei in ballo e devi ballare. Di' a Kupper di mandare l'elicottero, in fretta." 
La faccia abbronzata dell'italiano sembrava scandalizzata. "Elicottero? E' illegale, Meyer!"
"Fa' come ti dico. potresti essere ricattabile, De Chiesa."
L'italiano gesticolava. "Chiamalo tu, no? Hai il numero riservato."
Matleena giro' un corpo con il piede. "Non fare il finto tonto, De Chiesa. Tu chiamerai Kupper. Subito. L'elicottero deve essere qui entro dieci minuti. Intesi?"

19.LOVE, HATE
ovvero: il solito pub gestito da un sikh e frequentato da skin punjabi


New Hindi Town, Canada, 5 agosto 2025

In ogni forma d'eroismo, il fondo emotivo dell'azione e' sempre il desiderio di suscitare consenso, approvazione o stupore. E' questo a muovere mente, corpo e mano. L'azione ha bisogno di un pubblico, presente alla scena o postumo. Ma la moltitudine e' un'entita' ambigua: nulla puo' garantire che plaudira' le nostre azioni.

Il pub era affollato.
McFadden non credeva ai suoi stessi occhi. Metri cubi d'aria viziata piena di carne umana vestita in eccentrici panni, cibo per storie a effetto, preoccupazione indotta, potenziale panico sociale. Manna per giornalisti, dunque. Gli sguardi dei ragazzi esprimevano una gamma di reazioni che andava dalla blanda curiosita' al puro odio di classe. Ehi, un momento: tutti questi rude boys erano figli di benestanti, qualcuno anche di gente ricca. Per un istante l'artificiosita' della messa in scena foro' le meningi di McFadden, scosse connessioni neurali, produsse
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