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scarpe. Quelle da gangster, quelle che dovrebbero conferire prevedibilita' ai miei passi: battevano un ritmo estraneo, sincopato, come se una gamba fosse piu' corta o fossi azzoppato.  Dalla tasca scivolo' qualcosa. Fu proprio li', sulla strada per Brooklyn, che persi il taccuino.

Col denaro di papa' dovevo andare a vedere le gabbie dei lemuri, a Prospect Park. "I lemuri sono una grande attrazione" aveva detto il vecchio. "Io e la mamma ci andammo poco prima che" Mio padre non riusciva a dire: prima che la mamma morisse. Finii la frase mentalmente, e mi ritrovai sull'autobus. Al posto delle immagini pubblicitarie, c'erano foto segnaletiche. Wilfredo, Sonny. Ananda e Karm, gli occhi pesti del tossico in astinenza. Matleena Meyer, che sembrava posasse per un servizio di moda. Blanca, terrorizzata. 
Mi mossi verso l'autista. Era un sikh, ovvio, ma parlava con l'accento di Brooklyn. "Mamma italiana", spiego'. "Dobbiamo attraversare il ponte, tieniti forte", si raccomando'. 
Il bus accelero' come se si fossero accesi retrorazzi. In pochi secondi fummo dall'altra parte, e il sikh freno' di colpo. Le foto si staccarono dai vetri per il contraccolpo. Planarono dolcemente, come aerei di carta, si adagiarono sul pavimento sporco di fango secondo un'armonia ineffabile. Guardai le foto una a una. Erano pubblicita' insensate, dozzinali. Metodi per perdere peso, un banco dei pegni. Schlitz, lo champagne delle birre. 
Le portiere si aprirono: mi ritrovai all'interno del parco. Era deserto. Dei lemuri, qualunque cosa fossero, nessuna traccia.
Sedetti sotto un albero, guardai le monete che mi aveva dato papa'. Mi sentii invadere di una tristezza profonda, priva di confini. Abbracciava la totalita' delle mie esperienze passate. Presi il capo tra le mani, e piansi.

In fondo al viale apparve una figura. Indossava un abito verde acido, come quello di Ananda e di Eugene Record in quel vecchio video. Si muoveva come un pimp nero, andatura studiata. Aveva una testa enorme, simile a quella di un palombaro. Man mano che si avvicinava capii che la testa non era un casco. Carne bianchiccia, in cima lunghe ciglia vibratili. Una specie d'apparato boccale, ma i suoni che percepii non provenivano di li'. Erano gorgoglianti come quelli di un ventriloquo con una crisi di colite. I suoni, pero', erano un comprensibilissimo inglese. "Salve, ragazzo. Ecco il tuo appuntamento con la storia". Testa-a-palla apri' un libro, indico' con l'indice un'illustrazione: ormai era a pochi passi. Sporsi la testa verso la figura. 
Tenie, in tutti gli stadi di sviluppo. Cisticerchi, lunghissimi corpi nastriformi. Ce n'erano due specie, Testa-a-palla parlava affettuosamente di una di queste. L'animale del futuro, diceva. Indistruttibile. Praticamente eterno. 
"Segmentare, ragazzo, segmentare. Questo e' il segreto. La vostra organizzazione e' fragile e complessa. Troppe - come si chiamano?- ossa, troppi organi. Organi fatti per essere infestati." L'uomo tenia fece una pausa drammatica.
"Impara a segmentare, dai retta a me. Prima che sia troppo tardi." 
Testa-a-palla chiuse il libro. Da dietro la schiena, materializzo' un'enorme bombetta verde. Sorrise. (Sorrise?). La sistemo' sulla testa, in equilibrio sulle ciglia. "Niente afro per me, ragazzo. Vuoi mettere questi peli ritti?" Porto' il braccio destro dietro la schiena ancora una volta. Un'altra bombetta, della mia misura. Me la pose in testa, una sorta di investitura: Cavaliere del Verme Solitario. 
Testa-a-palla saluto', giro' sui tacchi. Si allontano' lungo il viale, una parodia di andatura africana.

18. Il feticcio della legalita'
ovvero: Matleena chiede un elicottero

Contea di Hopetown, Canada, 5 agosto 2022

Come la storia ha spesso dolorosamente insegnato, nessun principio puo' essere applicato in tutte le situazioni allo stesso modo.
Compendio della Scienza Militare, Jiefangjiun Chubanshe, Beijing 1999

Matleena Meyer vide con gli occhi della mente una nube di polvere alzarsi alle spalle, come se il corteo di Davis
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