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neanche per fare il corriere. Amici degli animali del cazzo." Il corriere grasso accese una sigaretta ed espiro' con lentezza esasperante. Guardo' il compagno. ". Miaaaaao!"
"'Fanculo, Rodgers, non sono un abbracciacarne. E' che tengo alla salute. Non sai che merda ti danno da mangiare."
"Sei un tipo strano, Bonnemain. Attento!" Il camion sfioro' una transenna. Bonnemain degluti'. Il compagno impreco'. L'interno del magazzino della General East era vasto come cinque campi da football. Era stato uno dei macelli bovini piu' importanti della costa est, in grado di rivaleggiare con i mattatoi del midwest. Non c'era piu' sangue a rivoli, sui pavimenti, ne' sangue a grumi sui muri, ne' mosche, ne' muggiti, ne' corpi squartati e quarti appesi a ganci. Era un enorme magazzino, cosi' ampio da godere di un proprio microclima, atmosfera pompata dagli impianti Matsushita/Westinghouse, addizionata con l'alcool etilico dei motori dei mezzi in transito. Alla Sede Centrale giungeva su ruote la carne di cane e gatto portata negli Stati da enormi navi frigorifere di Guangzhou e Tianjin, RPC. La legislazione dello stato di New York impediva l'approdo di navi da carne: misura ipocrita, ma ai gruppi di pressione abbracciacarne doveva andare qualche contentino. 
La legislazione sul consumo di carne era cervellotica.

Omeostasi planetaria, economia che mieteva vittime e distribuiva a caso la ricchezza fondamentale, essere vivi. Il pubblico ci aveva fatto l'abitudine in fretta, dopo la Mori'a e l'avvento del Partito della Ricostruzione. La preoccupazione era, piuttosto, che fine avesse fatto la carne. Con che cosa riempire la pancia e costruirsi tessuti organici.
L' opinione pubblica accettava la realta' sempre meglio, man mano che risorse proteiche adeguate venivano individuate e sfruttate. Conigli. Cani e Gatti. Colombi migratori. Pesce. Cacciagione. 
Tutta la carne, tranne quella di cane e di gatto, era costosa.
"E' che non sai un cazzo, Rodgers. Sei disinformato. Ti fanno mangiare merda per compiacere i cinesi. Tu crepi di cancro al retto, ma l'equilibrio internazionale e' salvo."
"Di cancro ci crepi tu, hippie. Cancro al cervello." Rodgers sputo' le parole con rabbia, poi si calmo', di colpo. Scosse il capo, espressione quasi compassionevole. "Ma tu guarda che compagno mi doveva capitare."
Bonnemain parlava a se stesso. "Avrei dovuto finire il college. Dare retta al professor Brewer chissa' che fine ha fatto." Parcheggio' il camion e diede i documenti timbrati agli uomini della sicurezza. I due corrieri scesero dal mezzo e si diressero verso i dormitori. La General East metteva a disposizione stanze doppie per gli equipaggi. 

"I cinesi sono una grande organizzazione mafiosa. Bai Long, si chiama. Ma tu non leggi proprio un cazzo?" 
Rodgers giro' la chiave nella toppa, accese la luce della stanza doppia e guardo' il compagno con aria beffarda. "No. E' per quello che campo contento. Quello che so lo so per davvero." 
Rodgers sbuffo' e getto' la sacca sul letto. Bonnemain chiuse la porta e si sdraio' sul letto. Facendo leva con un piede sul calcagno dell'altro, si libero' delle scarpe. Estrasse un joint gia' pronto da un pacchetto di Marlboro su cui danzava intermittente la scritta olografica UCCIDITI PURE, COGLIONE.
"Che ti dicevo? Sei un hippie del cazzo. Passami la canna." Fissando il soffitto, Bonnemain allungo' la mano verso il grasso compagno. "Ci hai mai fatto caso? Qual e' la cosa che mangeresti, dopo aver fumato?" Rodgers aspiro' e sbuffo' il fumo dal naso. I lineamenti vennero nascosti da una nuvoletta. Rodgers rispose con circospezione. "Cioccolato?" 
Bonnemain sorrise. "Esatto. Tetracannabinolo piu' cioccolato. Hamburger di cane + Coca Cola. Cao Dai piu' carne U. Credi sia un caso?" 
"Dove vuoi arrivare, Bonnemain?" La faccia percorsa di venuzze del grasso compare sembrava preoccupata. Bonnemain si mise a sedere sul bordo del letto, recupero' il joint e sorrise. 
"Da nessuna parte, amico. Solo che il sistema funziona cosi', ne' piu' ne'
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