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piu' tardi: l'interfono mando' un suono acuto. Kupper sollevo' il ricevitore.
"E' scappato, signore."
Kupper degluti'. "Da quando?" 
"Non lo sappiamo. La stanza era vuota, chiusa dall'interno. Si e' calato dalla finestra, a quanto pare. Ma non sappiamo quando, di preciso. Tra le sette e trenta P.M. e le sette e trenta della mattina dopo."
"Sono dodici ore. Come e' possibile?" 
"Non ci ha consentito di mettere la porta con lo spioncino, ricorda? Ha detto che non serviva umiliarlo ancora di piu'."
Lo sguardo di Kupper incontro' quello del monaco sulla foto.
"Si'. Ora ricordo. Arrivo." 

7. SCARPE
ovvero: John Smith Jones e' ancora ignaro di aver fatto una cazzata


Central New York City, stesso giorno

Schiacciare la polpa di avocado con la forchetta e unirvi subito il quark. Insaporire con erbe aromatiche e succo di limone o lime, aggiungere sale e pepe. Tagliare la parte superiore del peperone, eliminare i semi, farcirlo con la crema di avocado, il quark e carne tritata di buona qualita'. Il Tantra in cucina, Wood Brothers 2025

I contanti passarono di mano. Una borsa in pelle con un bel mucchietto di DEN, piccoli tagli, scivolo' sulla scrivania. Il gesto fu accolto da un sorriso di soddisfazione.
"E' un piacere trattare con te, Maxim. Mai una discussione sul prezzo".
"Ci risparmi parecchie seccature, John Smith. Mandare la carcassa da un buon tagliacarne costa. Inutile tirare sul prezzo, quando il servizio e' completo, diciamo. Mandare la carne in giro espone, capisci cosa intendo. Sei cosi' bravo coi coltelli che potresti camparci. Solo in quel modo, voglio dire: macellaio U."
"Macellaio, eh? Quando saro' troppo vecchio per cacciare ci pensero'".
Maxim concesse un'espressione comprensiva.
"A proposito, ti sei tenuto un buon taglio per cena?"
John Smith Jones guardo' la borsa col denaro, poi il ristoratore.
"No. Non mangio carne. Ho imparato a non assumere le sostanze che tratto."

L'ossessione stilistica dilaga fino a strati della popolazione un tempo riconoscibili per dignitosa, tradizionale modestia. Niente scarpe pretenziose per gente che deve nutrire moglie e figli: retorica da come eravamo, racconti di genitori e nonni. Ora impazzano scarpe da finocchio italiano, da lord inglese, da vero negro dotato di tutti gli accessori. Trentadue milioni di piedi battono le strade da nord a sud, da est a ovest, e le scarpe sono gli attrezzi che permettono di personalizzare il ritmo dei passi. Di accordarlo a una visione del mondo e a una concezione del tempo. Per questo e' importante colonizzare i piedi della gente. Una persona con un paio di derby ai piedi si comporta in modo differente da una con un paio di All Star. In una certa misura, il gruppo umano con addosso derby nelle occasioni formali e brogue scamosciate quando non lavora (o non appare in pubblico) differisce, sul piano etologico, da quello con addosso scarpe da ginnastica. Tende a comportarsi in maniera differente, ad avere altri gusti, un'altra scala di valori. Dimmi che scarpe porti, e sapro' prevedere il tuo comportamento. E una persona e' come si comporta.
Il beat della citta': poliritmo vertiginoso, segnato in battere e in levare da tacchi e suole di Allen-Edmonds, Alden, National, Floorsheim, Clark, Timberland, Thom Mc Cann, DKNY, Reebok (scelta da anglofili), Adidas, Phatfarm, Ecko, Nike. Le compagnie che alimentano l'ossessione sono floride, alcune leggendarie presso qualche gruppo umano minoritario o egemone. Cadenze di passi eseguono la partitura senza alcuna armonia apparente, ma quando parli di un posto come questo devi tener presente che milioni di piedi scivolano, scalpicciano, corrono e pestano suolo innervato di cavi, tubi, condotti, passaggi; trentadue milioni di piedi che marciano, vagano, ciondolano, salgono scale, percorrono tubi e condotti, traversano strade dove congegni calzati di gomma artificiale rotolano farciti di carne con miliardi e miliardi di batteri nel ventre, 200mila volte piu' numerosi di tutto il genere umano dagli albori della
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