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spaventosa scivolo'  in acqua, infastidito dal fascio di luce della torcia. 
 "Sai, tenente? Ho visto con gli occhi della mente una lunga fila di negri con giacche di pelle e fucili a pompa. E non so se l'immagine proveniva dal passato, dal presente o dal futuro."
Il tenente Shin si morse la lingua e abbozzo'. "Davvero? Interessante."

Shin provava sentimenti contrastanti. Wang Zhichen, Eroe Marziale di Prima Classe, sfuggiva all'elenco di tipi umani che l'esperienza aveva catalogato. Quando l'aveva veduto, al termine dell'ascesa, era apparso simile a un animale terrificante. Immobile, i piedi radicati nella profondita' della terra, lo sguardo lontano. Lo stomaco di Shin si era stretto. Le gambe avevano vacillato. Per una frazione di secondo era stato invaso da timore e tremore. Quando aveva incominciato a parlare, l'uomo era apparso opportunista, ansioso di rivincite, verboso, inconcludente. Ora sembrava un ex-pugile un po' bislacco. Colpa dei cazzotti in testa. O della crisi mistica.
Il colonnello Wang Zhichen era stato appena nominato Eroe. Lo avevano spedito ai confini con il Pakistan dove bande di ribelli angariavano la buona popolazione della Patria Socialista. Sembrava una missione come tutte le altre. Ma una pattuglia dell'unita' di Wang rimase isolata dopo una nevicata eccezionale. L'aiutante di campo, Zhou Zhiping, era stato centrato da un cecchino. Un tiro lunghissimo, che aveva deturpato il volto dell'uomo. I superstiti avevano riportato Zhou al campo. Il ragazzo era morto dissanguato tra le sue braccia. 
Wang era uscito di testa. Si era vendicato in modo indiscriminato. Aveva compiuto eccessi. Aveva chiesto di entrare in un monastero. Shi Deyang, allora abate di Shaolin e persona gradita al partito, lo aveva accolto. 
Wang era fuggito dopo pochi mesi. La notizia aveva suscitato scalpore. Era riapparso alla stazione di polizia del porto di Tianjin. Aveva richiesto che il vitalizio gli fosse corrisposto all'ufficio postale del vecchio porto militare. Wang era sparito. Mandava un ragazzino muto munito di regolare dichiarazione a ritirare i soldi. Da qualche mese il ragazzino non si vedeva piu'. Wang era irrintracciabile. Ma il detective Hong Bao della Squadra 18 gli aveva dato il contatto giusto. Wang era li' davanti a lui, in ottima forma.
4. OSSA, MUSCOLI E TENDINI
ovvero: Wang, Shin e la puttana

Isola di Hainan, Repubblica Popolare Cinese, 10 giugno 2025

Il telefono mando' un trillo burocratico. Shin tolse i piedi dalla scrivania e sollevo' il ricevitore.
"Voglio una puttana, Shin." Era la voce del colonnello.
Shin tossicchio'. "Come?" 
Wang sbuffo': "Una puttana, Shin. A tua scelta. Non mi dirai che non avete un bel po' di puttane a libro paga, eh? Quindi, Shin, fammi il piacere. Mandami una puttana. A tuo gusto."
Shin era arrossito. "Senti, Wang"
"Una puttana. A tua scelta. Non chiedo molto."
Wang riattacco'. Shin compose un  numero.


***

"San Ti Shi e' una posizione paradossale. Il peso e' sulla gamba arretrata, ma il corpo tende a scattare in avanti." Wang passo' un asciugamano sul volto. "Una metafora della vita, no?"
Shin fini' di avvolgere le bende. Apri' i pugni e li serro' piu' volte. Vibro' una scarica di colpi nell'aria. Rispose. "Che cosa non lo e', Eroe Wang?"
Wang scaldo' i muscoli del collo e mulino' le braccia. "Gia', che cosa non lo e'?"
Shin si piego' sulle gambe. Salto'. Le gambe lo spinsero in aria come lunghi pistoni. "A proposito, a che ti serviva la puttana?"
Wang scoppio' a ridere. "A che serve, una puttana?" Wang asciugo' lacrime immaginarie con il dorso del guantone destro. " sei forte, Shin, davvero."
Vediamo se avrebbe riso ora, il bastardo. Dopo una lunga fase di studio a Shin parve di cogliere un'ombra nello sguardo adamantino dell'avversario. Sferro' un maligno uno-due e chiuse l'azione attaccando la gamba avanzata con il tallone. Wang arretro' e usci' di 45 gradi. I colpi non raggiunsero il bersaglio. Wang sferro' un montante al plesso solare, potente come il calcio di
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