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buttafuori con un gesto e si diresse da qualche parte, forse alla macchina.
Dall'altra parte della strada, Sonny e Wilfredo si mossero. La Mercedes nera fece inversione.
Ananda, alla guida, fece un cenno col capo. Sonny emise un grugnito. Wilfredo annui' e tiro' su col naso. 
Si', il bastardo si dirigeva verso la macchina. Il negro puntava il portachiavi omologato verso il posteriore di una Camaro Nuova Serie. Luci lampeggiarono. La Mercedes accosto'.
Joonz si accorse dell'auto che procedeva a passo di tossico, e si fermo'. Le portiere si aprirono. Joonz fece uno scarto verso l'interno del marciapiede. Apri' la bocca per protestare. 
Lo sfollagente colpi'. Joonz crollo' come un manichino.
Wilfredo e Sonny sollevarono il corpo per mani e gambe e lo lanciarono in macchina.

"Lascialo a me, Sonny. Non ho mai ammazzato nessuno." Wilfredo smaniava. Wilfredo voleva pareggiare i conti, essere uno di quelli che uccide un uomo a sangue freddo. 
Joonz si contorceva. Gli occhi imploravano. Il bastardo piangeva lacrime di coccodrillo. Il bastardo sapeva di essere prossimo alla merda definitiva. Il bastardo gonfio' le vene del collo. Il grido un'accusa o una bestemmia- venne strozzato dal tappo di carta igienica e nastro adesivo.
"Me lo faccio io allora." Wilfredo estrasse dalla giacca a vento un coltello da macellaio. Ananda fece un cenno di diniego. "Tocca a Sonny."  
Era la sentenza, inutile protestare. Wilfredo scosse il capo. Sonny X sorrise. 
Sonny X vibro' un colpo di sfollagente. Il sangue schizzo e flui'.


5.LA DANZA DEL LEONE
ovvero: Sei anni dopo. Che ne abbiamo fatto di Wang?


Tibet sud-occidentale, 22 settembre 2017

Il corteo avanzo'. Strepito di cimbali, fragoroso come lo scoppio di un fulmine; rullio di tamburi, profondo come l'eco del tuono che echeggia sul versante in ombra di un monte, ammutolisce gli animali del bosco e induce gli uccelli a tornare ai posatoi, a starsene nascosti. Il corteo era scortato da bandiere, picche e tridenti. Nastri di petardi esplodevano passo dopo passo, sollevando fumo e polvere. Il corteo era ancora celato alla vista.
Poi, oltre la nube terrena, il leone apparve. Il carattere Wang campeggiava lucido sulla testa di legno rosso. I tre tratti orizzontali significavano Cielo e Terra, uniti dalla mediazione dell'Uomo. I tratti alludevano a un ordine cosmico: i tratti erano insensati. Anacronistici. 
Il leone si abbassava, si alzava, scartava di lato, sollevava le zampe su un lato e sull'altro. Gli occhi lignei aprivano e chiudevano palpebre. La frenesia e l'eccitazione della danza simulavano la ricerca di una preda.
Attorno, volti maschili fingevano allegria con scarsissima convinzione. 
Soldati. Stanchi, lontani da casa, perduti ai confini occidentali del mondo. 
Trent'anni prima, nello stesso giorno, era stato costituito il Quinto Reggimento. Ma la festa non significava nulla per nessuno, in realta'. Un triste capodanno con mesi e mesi di ritardo, o di anticipo. 
Il cibo non era stato nemmeno scarso, per l'occasione, ma certo non buono, ne' vario. Riso, un po' di maiale brasato in fondo alla ciotola. Cialde ripiene di fagioli rossi. Vino di prugne. 

Il colonnello Wang Zhichen sedeva insieme alle Autorita'. I corpi delle persone importanti erano protetti dall'aria rada per mezzo di una tettoia d'alluminio. Sedevano compassati, compresi del proprio ruolo, come se assistessero alla sfilata del Primo Maggio. Alla fine della festa, elicotteri avrebbero riportato la preziosa carne e gli onorati nomi verso oriente, dove non occorreva uccidere, squartare, incendiare villaggi, veder morire compagni. Il mondo che Wang Zhichen e gli uomini del reparto erano chiamati a difendere si stendeva lontano, sempre piu' incomprensibile.

Qualcuno aveva preso donne indigene. Altri  bastardi tribali sfacchinavano per il reparto, pochi yuan, molte bestemmie, frequenti bastonature Direttiva chiara: impiegare manodopera locale, ma pagarla. Fare terra bruciata, ma pagare i lavoratori. Era il revival marxista
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