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silenzio . 
"Ti hanno accettato. Partirai all'inizio dei corsi." 
Wang simulo' amore filiale. "Mi dispiace andarmene." 
Il vecchio fece una smorfia. "Non mentire, ragazzo." 
Wang sostenne lo sguardo del vecchio. "Hai ragione. Non devo mentire. Sono felice di avere l'occasione di migliorare e di servire il mio paese." 
Il vecchio sorrise. Scosse il capo. "Non dire scemenze, ragazzo. La tua vita cambiera', credimi. Dovrai masturbarti di meno."
Wang trattenne una risata. Il vecchio si alzo'. Sollevo' un asse del pavimento di legno. Estrasse un libro. Lo consegno' al figlio. 
"Manda ogni parola a memoria e attieniti allo spirito, non alla lettera. Pratica ogni giorno della tua vita, fino alla morte."
Wang prese il libro dalle mani del vecchio. 

In treno, un mese dopo, Wang apri' il libro per la prima volta. Sovraccoperta nera rigida, pagine bordate di rosso: la presenza fisica dell'oggetto lo intimidiva. Era l'anima del pugile resa in parole: oggetto potente, impossibile trattarlo con leggerezza. Mentre la campagna fuggiva oltre i vetri del finestrino, il cadetto Wang Zhichen senti' che  il momento era giunto.

Un saggio della fine del periodo Shin, Wang Guowei, ha detto: tutte le persone che hanno avuto successo nella vita hanno attraversato tre diverse fasi psicologiche.
- Una persona si innamora, dimagrisce e perde energia, ma non si pente affatto del proprio sentimento.
- Ieri soffiava il vento dell'Ovest, che ha fatto cadere le foglie verdi. Io salgo sulla collina e penso alla strada che mi e' stata data dal Cielo, e provo il desiderio di percorrerla senza lasciarla piu'.
- Sono stato a trovare il mio amore, come ho fatto piu' di mille volte: adesso mi volto indietro nel tramonto e la vedo sul terrazzo, vicina  alla lampada accesa.
Imparare il pugilato e' proprio cosi'.
Dal punto di vista psicologico, il primo momento consiste nel non pentirsi mai. 
Cosi' si dice: colui che vuole studiare il pugilato deve avere una solida convinzione. Deve avere la convinzione di chi e' pronto a tirare cento tori.


5. GIOVANE GANGSTER
ovvero: i bei vestiti di Ananda Marvin


Central New York City, 8 ottobre 2011

Ananda Marvin attraversava la sua fase '70 piu' convinta. Su Paleo Rock Pirate aveva visto i Chi-lites a Top Of The Pops, filmato della BBC, 1971: il faaaaantastico gruppo vocale di Chicago aveva cantato "(For God's Sake) Give More Power To the People". Il testo black power suonava stucchevole, stereotipato, ma l'interpretazione era memorabile. Ritmo nero come gli incubi di un matricida, e quei negri, Eugene record in testa, la' sullo schermo a ballare sincronizzati, senza fallire un gorgheggio ne' steccare un acuto. Negri abbigliati in attillati completi in seta verde acido, alti come fenicotteri sulle possenti zeppe degli stivaletti bianchi, strafottentemente froceschi sotto alte bombette bianche in pelo di coniglio: Ananda era rimasto folgorato. Aveva chiamato un sarto e gli aveva commissionato il lavoro mostrandogli la registrazione del filmato. Aveva rinunciato alla bombetta: il bulbo afro non accettava costrizioni. Il sarto aveva intuito che era il caso di prendere sul serio richiesta e richiedente e ce l'aveva messa tutta. Il completo sembrava troppo stretto, ma le misure erano state prese con cura, taglio ed esecuzione impeccabili. Tutta l'arte del mondo non avrebbe fatto assomigliare il pingue Ananda ad Eugene Record, ma l'effetto non era male: giovane gangster mesmerico, grassoccio, dotato di una volonta' di ferro e gusti sartoriali estrosi. 
Il sarto venne pagato. Ananda ebbe il vestito delle grandi occasioni. Lo avrebbe sfoggiato per andare a prendere Sonny, limo bianca, troie e tutto il resto. La resa dei conti era prossima.

***

Joonz il graffitaro (si faceva chiamare pittore, ora) usciva strafatto dal bar di Milt's, arrogante, troppo fuori di testa per rendersi conto di essere troppo fuori zona, ignaro delle ultime notizie in modo colpevole: un negro non informato e' carne per vermi. Joonz saluto' il
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