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efebo WASP. Sembrava slavo, o turco. La cristiformita' del volto era accentuata da due rughe profonde. Solcavano le guance dall'alto in basso. 
Gesu' aveva buchi neri al posto degli occhi e si spostava su una nuvola. Puntava l'indice della destra sulla parte del costato dove aveva ricevuto il colpo di lancia. Indice e medio della mano sinistra puntavano il cielo: Gesu' Cristo parlava. Predicava, in newyorkese. John Smith capiva benissimo quel che stava dicendo, ma la mente non tratteneva le parole. Scivolavano via. Divenivano suoni senza senso in un istante. Gesu' termino' il sermone. Annui' e apri' le braccia. Nell'area di cosmo delimitata dalle mani trafitte comparve una scritta. Aramaico. No   NEWROTRANSMISSION. Inglese, per fortuna. Alle spalle di Gesu', spostato di un passo sulla sinistra, apparve un altro Gesu'. Replico' il gesto del primo. Le braccia si aprirono, e comparve un'altra scritta: YOU MISPELLED "NEUROTRANSMISSION." Subito un terzo Gesu' comparve alle spalle degli altri due, sfasato di due passi rispetto al primo. Tra il primo e il secondo e tra il secondo e il terzo si apri' una distanza infinita. John Smith Jones vide stelle e galassie brillare a milioni tra i piedi trafitti dei Tre Primogeniti. Gesu' n.3 apri' le braccia. Apparve una terza scritta: YA MISSPELLED "MISSPELL". Un quarto, discosto di un passo ancora rispetto al terzo, apri' le braccia. Era distante milioni di mondi. Una scritta apparve. YOU 

***

"JONES!" John Smith spalanco' gli occhi. Brewer alitava a due centimetri dalla sua faccia. "Ora riattacco il proiettore, e se non e' troppo difficile, prova a rimanere SVEGLIO!" John Smith Jones annui' col capo. Gli altri ridacchiavano. Strano come gente di qualsiasi tipo, messa in una situazione simile, si comporti tutta, senza distinzione, come un branco di ragazzini delle medie. Beh, molti dei forzati lo erano, dopotutto.
Lo sgorbio era quasi alla fine. "Un tipo di neurotrasmettitore e' chiamato DOPAMINA. La DOPAMINA e' coinvolta nelle sensazioni di piacere come quelle che provate quando mangiate il vostro cibo preferito." Lo sgorbio si lecco' le labbra. Sullo schermo apparvero Hamburger, Patatine e Coca. 
4. L'ANIMA DEL PUGILE
ovvero: che ne faremo di Wang

Pechino, 8 settembre 2010

In cima al tetto piatto del magazzino, Wang teneva lo sguardo fisso oltre l'orizzonte. Il sole prometteva ancora un'ora di luce. Dalla parte del lago Dongping saliva la brezza. Portava odore d'uomini e di fogna. Il cane dei vicini abbaio' a un'automobile di passaggio. 
Immobile da un'ora e mezza, braccia in posizione di guardia, peso sulla gamba posteriore: l' allenamento estenuante sembrava senza senso. 
Il vecchio saliva ogni tanto. La sorte del ragazzo dipendeva dalla quantita' di sudore che bagnava il cemento. Il vecchio avrebbe fatto un cenno con la mano: Wang avrebbe potuto muoversi di  mezzo passo per sferrare beng quan, connesso all'elemento legno. Oppure il vecchio avrebbe scosso appena la testa. Questo avrebbe significato un'ora supplementare di tortura. 
Non era per il disagio fisico. Il corpo dell'adepto era in grado di sopportare ben altro. Ma la concentrazione sfuggiva, imprendibile come una farfalla. Wang avrebbe preferito starsene davanti alla TV a vedere la partita, oppure giu' alla bisca a Ru Ping a bere vino di prugne, fumare e giocare alle slot machine, a Poker o a Mah Jong.
Il vecchio sali' le scale e apparve sull'estrema sinistra del campo visivo. Wang batte' le palpebre. Il vecchio scosto' col piede un sacchetto di plastica che rotolava sul cemento. Maligno, il sacchetto si avvolse attorno al piede. Il vecchio impreco' tra i denti, cerco' di scalciare via l'impiccio, fu costretto a chinarsi per liberare l'arto. Wang sorrise. Il vecchio si avvicino',  controllo' l'area attorno ai piedi del ragazzo. Era bagnata, ma non abbastanza. Il vecchio fece un cenno col capo. Wang degluti'.

Wang riempi' la ciotola del vecchio. I due mangiarono senza scambiare parola. A fine della cena, il vecchio ruppe il
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