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troppo spesso dell'assenza di carne sulla tavola di casa. Il Vecchio aveva proposto: perche' non lavori, invece di lamentarti? Te lo permetto, a patto che trovi un lavoro da garzone di macellaio. Se tra due mesi avrai ancora voglia di carne, avrai i soldi per comprarla. Aveva accompagnato la sentenza con un sorriso. Beffa o incoraggiamento? Il vecchio era strambo, pazzo, ostile al genere umano. Il vecchio pensava solo al quanfa, al pugilato. Le regole che il suo stile imponeva erano vincolanti, specie quelle dietetiche. La carne doveva essere mangiata una volta al mese in autunno, due volte al mese in inverno, una volta ogni due mesi in primavera, mai d'estate. Il vecchio utilizzava in realta' una psicologia raffinata. Punto primo, non e' detto che il vitto sia assicurato. Punto secondo, non esistono regole inderogabili. Punto centrale: bisogna avere una certa tempra per derogare. Bisogna essere fatti in un certo modo.
E tu in che modo sei fatto? Questo aveva chiesto il vecchio. 
Wang aveva deciso di rispondere. 

Lo sbirro scosse il capo. "Il posto e' gia' stato assegnato". 
Wang impreco' tra i denti. Shu Yu, l'affidabile sbirro Yu, l'amabile compagno Yu aveva gia' rivenduto il posto. "Ti do il doppio, compagno. Fammi questo favore, o il padrone mi ammazzera'". 
Lo sbirro scosse il capo di nuovo. "Il posto e' gia' stato assegnato." Wang frugo' nelle tasche e raddoppio' l'offerta. Cosi' bruciava meta' del fondo cassa, e quei soldi ce li avrebbe rimessi di tasca sua. Wang immagino' la faccia larga del padrone: la bocca vomitava insulti e minacce. 
Lo sbirro fece cenno a Wang di seguirlo. I contanti passarono di mano. Il furgone si mosse a passo d'uomo dietro Shu Yu. Lo sbirro fendeva la folla come un Mose' comunista.
Per un istante Shu Yu volse il capo all'indietro. Cerco' lo sguardo del ragazzo, poi continuo' a camminare agitando una paletta. "Io ti accompagno al posto. Ma te la devi vedere tu con i tizi. Sono campagnoli, hanno le mani come badili." Shu Yu si volse di nuovo. "Ma non dovrebbe essere un grande problema, campione. Sbaglio?"

Il posto era occupato da un camioncino verde bottiglia con veranda. Le verdure erano allineate con cura. Dietro il lungo bancone, tutta la famiglia. Una donna grassa con il ventilatore puntato in faccia. Il vecchio, un contadino dall'aria stolida. I figli, tre adolescenti dall'aria torpida. Uno scacciava mosche. Gli altri due servivano i clienti. Non sembravano pericolosi.
Wang scese dal furgone, trasse un lungo respiro e si fece largo tra la folla.




2.LAMPEGGIANTE IN TESTA
ovvero: che ne facciamo del giovane Wang? 


Pechino, qualche ora dopo.

Il vecchio non sembrava arrabbiato. 
Il capo del distretto si profondeva in rispettosi inchini. "Colonnello Wang, devi fare qualcosa. Tuo nipote finira' male. Ha malmenato un contadino, preso a calci in testa i figli del contadino, ha terrorizzato a morte una povera madre di famiglia, ha semidistrutto il loro piccolo camion e, quel che piu' conta, sembrava ne godesse. Dava spettacolo, colonnello Wang." Il capo del distretto assunse un'aria di riprovazione. "Ed e' anche il campione regionale se non fosse tuo nipote, direi che un po' di galera lo raddrizzerebbe, ma" il vecchio non apri' bocca. Si limito' a guardare lo sbirro capo con aria partecipe. "In nome dell'amicizia che ci lega, che vuoi che ti dica portatelo via". 
Il vecchio ringrazio' e fece cenno al ragazzo di alzarsi dalla sedia. Il ragazzo si piego' in un profondo inchino. "Ti ringrazio, signor capo del distretto. Prometto che migliorero'. Lo giuro". 
Mentre nonno e nipote uscivano, il capo distretto richiamo' l'attenzione del vecchio. "Siamo rimasti in pochi a ricordarsi le facce baffute dei turchi, laggiu' in Corea bei tempi quelli.. vieni a trovarmi, Lao Wang."
Il vecchio si accomiato' con una mezza promessa. Lo sbirro aveva gli occhi lucidi.
Bei tempi! Lo sbirro era un povero pazzo. Uscendo, il vecchio impreco' tra se'.

Giunti a casa, il ragazzo mangio' a quattro palmenti. 
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