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Hunter e Thompson entrano da oggi a far parte della galleria di eroi di questo paese. Caduti per mantenere puro ed immacolato il sogno che sta in fondo al cuore di ogni bambino americano. Sogno che meglio di chiunque altro mai viene custodito da decenni da questa compagnia che ci rappresenta nel mondo. Cedo la parola per le conclusioni al nuovo presidente della Disney, Aaron Mishoogeh. Viva la liberta', viva il sogno americano.
La dentiera di Peter Vogelsang non aveva mai smesso di brillare, piu' intensamente dei flash, per tutta la durata della conferenza stampa. Le immagine dell'esplosione al Disney Building avevano fatto il giro del mondo. L'emozione era stata enorme, ma nessuno aveva capito un cazzo. 
Adesso il mondo guardava lui. L'eroe che aveva spaccato il culo ai bastardi per permetterci un altro felice Natale al cinema coi nostri figli.
Doveva solo continuare a sorridere.
Intanto, il neo presidente aveva schiarito la voce ed inforcato gli occhialini tondi.
- Oggi e' un giorno molto triste per tutti noi, ma e' anche il giorno in cui ancora una volta vogliamo ringraziare questo grande e meraviglioso paese. Il piu' vile e barbaro degli attentati ha messo a repentaglio la vita stessa della nostra compagnia. Uomini, strutture, know how. Tutto avrebbe potuto cedere alla furia terrorista. E tutto questo nel giorno stesso in cui uno dei nostri padri piu' amati, Carl Barks, ci lascia, per un arresto cardiaco che non ci consentira' di festeggiare i suoi imminenti cento anni come avremmo desiderato. Grazie all'intervento salvifico del Federal Bureau of Investigation i fanatici dinamitardi sono stati fermati. La Disney Entertainment deve molto a questi fedeli servitori del nostro paese, senza i quali, oggi non saremmo qui. - Mishogeeh diede un lieve colpo di tosse e abbandono' l'espressione compassata, per aprirsi in un sorriso - La vita puo' continuare. In qualita' di nuovo presidente dell'azienda, annuncio ufficialmente che le nostre attivita' riprenderanno a partire da questo momento, nella nuova sede, per la gioia dei bambini di tutto il mondo.
Tutti i presenti alla conferenza stampa si sciolsero in un applauso.
Vogelsang e Mishoogeh si scambiarono un sorriso falso.

***

Tutto sistemato. Se non fosse appena uscito dal periodo peggiore della sua vita, Aaron Mishoogeh si sarebbe quasi rallegrato con se stesso. Adesso era Presidente, non c'era piu' nessuno con cui doversi giustificare. Sleazebag era un ricordo lontano, un vegetale internato in una clinica nel Vermont, nessuno avrebbe mai ricordato quel nome. Cominciava l'era di Aaron, e le cose sarebbero andate a gonfie vele. L'FBI gli aveva gia' fatto un'interessante proposta: dedicarsi alla storia di Israele. Un bel film di Natale sulla vicenda degli Ebrei, una cosa che doveva fare impallidire il Principe d'Egitto di Spielberg, piu' divertente, meno retorica... L'inasprirsi del conflitto arabo-israeliano imponeva che tutti facessero la loro parte. Cosi' aveva detto Vogelsang. Una chiara denuncia della violenza, da qualsiasi parte provenga, ma con una sottile petizione di principio filo-ebraica. Chi meglio di lui?  Si', ognuno doveva fare la sua parte.
Intanto era entrato in lavorazione il primo cortometraggio del Nuovo Corso. Il Consiglio d'Amministrazione aveva deciso di utilizzare proprio Donald Duck e Archimede come protagonisti: una dimostrazione pratica che tutto era tornato sotto il pieno controllo dell'azienda. 
Il Presidente percorse il corridoio che dava accesso alla sala montaggio. 
- Salve, John - saluto' con l'aria piu' allegra che gli veniva.
- Salve, capo. - il montatore stava assemblando il cartone animato al computer.
- Tutto bene?
- Perfettamente. I disegnatori hanno addolcito impercettibilmente i tratti di Donald Duck. Piu' innocuo di cosi' si muore. Ho montato l'inizio della storia. Vuole dare un'occhiata?
Mishoogeh gongolo': - Volentieri.
Il titolo scorse sullo schermo. 

"PAPERINO E I SALVATORI DELLA PATRIA"

Paperino e' sul tetto di casa, la scatola degli attrezzi al
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